lunedì 29 novembre 2010

Collegiove...e il mio papà!

Ricordo con nostalgia Collegiove... In questo sperduto paesino montano di appena 200 anime a 1000 metri d'altitudine in provincia di Rieti ho trascorso l'estate del 1984. Avevo 10 anni e mio padre, Direttore di ufficio postale era stato trasferito li per un avanzamento di carriera. Un anno intero lontano da casa... lontano dal sole della sicilia e fra la neve delle montagne vicino il Gran Sasso
Ricordo che si riempì la macchina con la conserva di pomodoro fatta in casa da mamma, ricordo il vuoto che si creò in famiglia...ricordo le sue telefonate ogni mattina prima che io e mio fratello andassimo a scuola, per augurarci una buona giornata e per sincerarsi che andassimo veramente a scuola e non rimanessimo a letto, magari facendo leva sul cuore più morbido di mamma.
Ricordo quell'estate che passammo là e raggiungemmo Roma, io la mamma e mio fratello, in treno in un vagone letto...A Roma ci accolse papà alla stazione.
Ricordo le curve che affrontammo per raggiungere Collegiove, ricordo l'odore dei boschi, dei funghi, del muschio. Noi abituati alla brezza del mare ... mi sentivo Heidi sui monti.
Ricordo il piccolo ufficio in cui lui faceva praticamente tutto, Direttore e sportellista. E ricordo l'emozione e la felicità sul volto di mio padre appena ci presentò quella gente semplice che l'aveva "adottato" soprattutto durante l'inverno rigido. Già, la ricordo ancora quella gente semplice che profumava di genuinità, di formaggio e di camino. L'età media era 70 anni almeno. Erano tutti anziani e se anche anagraficamente non lo erano, dimostravano davvero molto di più della loro età
Ricordo lo zio Nunzio, dolcissimo vecchietto che passava tutta la giornata seduto in una panchina davanti casa e sapeva dire PATATA in tutte le lingue del mondo. Divertiva tantissimo me e mio fratello, ricordo la moglie Pasquarosa, con i capelli bianchi raccolti in testa, sempre impegnata in cucina a preparare la pasta fresca.
Ricordo poi Irma e Maurizio, la coppia più giovane del paese. Erano i nostri vicini di casa. Lei portava la mattina le pecore a pascolare e a dire il vero, di capra..."profumava" tutta la casa
Ricordo Giuseppe, un uomo tarchiato che aveva asini e cavalli e che non aveva mai lasciato il paese e che non aveva mai visto il mare. Mio padre non esitò a farlo salire in macchina e a portarlo a vedere il mare. Mio papà mi raccontò che si emozionò così tanto da piangere.
Ricordo una signora, di cui non ricordo il nome, che per merenda serviva a me e mio fratello del prosciutto crudo genuino servito sopra una fetta di pane casalingo tagliato con un grosso coltellaccio e appoggiato al petto.
Ricordo l'ortica, il formaggio fatto in casa, il mio primo libro letto sotto un bellissimo albero, i girini di uno stagno, i funghi porcini...
Ricordo le gite per raccogliere funghi, le gite a Tivoli con il suo bel parco, Terni, l'Aquila, le cascate delle Marmore, Perugia e la città dei Ragazzi, i paesini limitrofi come Collalto Sabino, Nespolo e il lago di Turania, il Gran Sasso d'Italia raggiunto in funivia e tanto tanto altro...
Ricordo il mio magnifico e straordinario papà, scomparso nel 2002 e che oggi avrebbe compiuto 67 anni

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sabato 27 novembre 2010

I grattini all'uovo (minestra di semola battuta di Chiara)

Un ritorno agli antichi sapori...genuini...Questa pastina all'uovo l'ho copiata da un post della dolcissima Chiara che più di una volta mi ha ispirato con le sue ricette. Mi ha colpito appena l'ho vista e ho avuto un forte desiderio di farla anche io.

E non mi sbagliavo. Ecco gli ingredienti per 400 grammi di pastina: 200 gr semola di grano duro, 1 uovo, poco acqua o brodo, prezzemolo tritato (io non l'avevo, motovo in più per rifarla al più presto). Ho aggiunto qualcosa di mio: una leggera grattugiata di scorza di limone.

Procedimento: Ho dato una prima impastata con la planetaria creando un impasto a tratti sbricioloso e a tratti più consistente. Ho poi posto il tutto su un largo vassoio e lavorato con un grosso coltello spezzettando l'impasto fino a ottenere la granulosità voluta. All'inizio non è stato facilissimo ma poi ci si prende la mano.

Ho cotto poi i grattini così ottenuti in un ottimo brodo vegetale (rigorosamente casalingo). In genere, dopo che faccio cuocere nell'acqua salata la patata, la carota, la cipolla e il pomodoro, piuttosto che toglierli ( per mangiarli magari a parte) li frullo e li aggiungo all'acqua di cottura per ottenere un brodo cremoso!!!

Che delizia questa pasta, sono proprio contenta di averla scoperta. Grazie Chiara...alla prossima!

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domenica 21 novembre 2010

Soufflè con patate, pancetta e mozzarella dello Chef Saverio D'Anna

Salve a tutti, come va? Sarà la quinta volta che mi siedo per scrivere al PC questa ricetta. Aurora, sempre più arzilla non ne vuol sapere di starsene sdraiata tranquilla e Davide...è quì accanto che mi apostrofa "Mamma...vieni quà!!!" Dunque, vediamo, la foto fatta la sera si sa...proprio non è il massimo per una ricetta invece che merita molto. E' un soufflè con patate, bacon e mozzarella e l'ho copiata da mio cugino Saverio. Sempre più professionale ormai è facile trovare le sue video ricette su youtube

Ecco infatti questa ricetta filmata. Il video dura pochi minuti e vi consiglio di visionarlo: la ricetta sarà sicuramente più chiara.


Per tre persone ho sbattuto in una terrina quattro uova con un pizzico di sale e pepe, ho poi aggiunto due patate medie tagliate a sigaretta (più sottili saranno e più buono sarà il soufflè). Infine ho aggiunto il bacon tagliato a sigaretta e una mozzarella tagliata a dadini. Ho spolverato con parmigiano grattugiato. Posto il tutto in una terrina ho fatto cuocere per 15 minuti a 180 gradi (forno già riscaldato)

In verità il mio si è cotto in mezz'ora perchè il recipiente che ho usato era più alto che largo rispetto a quello del video. Voi regolatevi ovviamente in base al forno e ai vostri "strumenti"
Voilà...fate raffreddare un poco, sformate e il soufflè di Saverio è servito....Alla prossima, ho già fatto ASSAI!!!!!
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giovedì 18 novembre 2010

Le ricette di Casa Clerici: timballo di verdure

Ricetta veloce, facile e molto gustosa presa dalla trasmissione della Prova del Cuoco nella sezione "le ricette di casa Clerici". E' un timballo di verdure che loro presentano come contorno ma io con una bella porzione e un pezzo di pane ci ho fatto cena!!!
Ingredienti: 2 pomodori maturi a grappolo, 1 zucchina genovese, mezza cipolla rossa o bianca, 1 melanzana, 2 patate, circa 100 grammi di pangrattato, 2 cucchiai di formaggio grattugiato, foglie di basilico e olio extravergine. Lavorare come un crumble il pangrattato con il formaggio, l'olio , il sale e il pepe. Tagliare tutte le verdure a fette

In una teglia di piccole dimensioni e unta in precedenza alternare gli strati di verdure (melanzana, zucchina, patata, cipolla e infine pomodoro) con il crumble di pangrattato e formaggio e foglie di basilico.

Cuocere in forno per mezz'ora a 200 gradi coperto con alluminio e gli ultimi cinque minuti senza

Io l'ho trovato davvero ottimo e da quando l'hanno trasmesso in tivvù l'ho già preparato un paio di volte!! Alla prossima...

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lunedì 8 novembre 2010

Vi racconto come mi è cambiata la vita...e vi offro un piatto di farfallette fantasia

Mentre scrivo questo post la musica di Giovanni Allevi, sottofondo del mio blog, mi fa compagnia e culla il sonno di Aurora che dorme accanto a me nella sua culletta.

Il tempo da dedicarmi e dedicare a tutti voi è davvero ridotto al lumicino ma c'è tanta volontà e voglia di non perdere le redini della "mia vita"...quella che egoisticamente ci dobbiamo ritagliare per potere poi donare alla nostra famiglia la nostra serenità. Soltanto infatti se siamo sereni possiamo circondare di amore chi ci sta intorno. Da quando è nata Aurora sono passati 40 giorni: infatti alle tre di notte del 29 settembre ho rotto le cosidette acque. Mi ero alzata per andare in bagno...come d'abitudine ormai ma nel ricoricarmi qualcosa non andava...decisamente perdevo ancora qualcosa...e in abbondanza. Che strana coincidenza, anche per Davide tutto è iniziato alle tre di notte!!! Che faccio? Certamente la prima cosa da fare, la più ovvia...sveglio mio marito!! "Amore...ci siamo"...sono passati dei minuti interminabili in cui eravamo un poco confusi e cercavamo di capire cosa fare. Davide dormiva nel letto accanto al mio e si doveva fare tutto con molto silenzio per non svegliarlo. Seconda cosa ovvia: telefonare alla mamma e dirle che di li a poco mio marito sarebbe passato a prenderla. A lei il compito di vegliare sul mio piccolo e di svegliarlo dolcemente senza fargli pesare che mamma e papà, per la prima volta, non erano accanto a lui la mattina. Terza cosa, meno ovvia, farmi una doccia. Ne sentivo il bisogno. Siamo così scesi da casa con i bagagli e andati in ospedale. Silenzi, sguardi d'intesa e strette di mano durante il tragitto. Come prevedibile mi ricoverano e comincio l'iter dei controlli e accertamenti. Ma tutto è fermo...La prima grande emozione: quando il mio bimbo è venuto a trovarmi in ospedale alle due, appena uscito da scuola. Avevo paura gli facessi impressione e invece mi è corso incontro gettandomi le braccia al collo. Alle sei e mezza del pomeriggio mi annunciano che ho iniziato il travaglio. Eppure io non sento il minimo dolore...dolore che avverto forte e chiaro alle nove di sera...altrochè e un freddo impressionante. Tutto il mio corpo sussulta dai tremori e quando arrivano le contrazioni è ancora peggio. Ecco perchè avrei voluto ripetere l'esperienza in acqua, almeno nella vasca il calore è avvolgente e il dolore meno intenso, ma il dottore non è di turno! Che sfiga!!! Alle dieci e mezza pretendo mio marito accanto in sala travaglio (non mi andava proprio di starmene da sola sdraiata in un letto scomodissimo e in penombra con l'aria condizionata sparata a palla): almeno avrei avuto qualcuno con cui sfogarmi dei forti dolori che ormai mi attanagliavano il basso ventre. E allora ecco che puntuale a ogni contrazione, tremando dal freddo, gli trituro la mano e in maniera molto rassicurante gli sussurro "amore non ce la faccio...io sto morendo..." :-) e lui, sempre in maniera molto rassicurante e annuendo con la testa, "ce la fai, ce la fai...". E l'ostetrica facendo capolino dalla stanza accanto ripeteva come l'eco..."hai visto...ce l'hai fatta". Insomma dopo appena un ora di questa solfa mi controllano...signora...ma lei sta per partorire!!! Ma va!!!Improvvisamente mi ritrovo una quantità spropositata di persone attorno, in una posizione scomodissima e la stanza piena di luce!! Vi risparmio davvero i particolari e vi dico che con tre spinte ben assestate è nata Aurora.
Erano le 23.40 e mio marito accanto a me mi ha assistito in maniera determinante. La seconda parte ve la racconto il prossimo post ma vi offro adesso due cose...la foto dei miei tesori

...e un bel piatto di farfallette fantasia. Basta far saltare in una padella in poco olio dei pezzetti di salmone, spegnere la fiamma e aggiungere pomodorini, olive nere e rucola, scolare la pasta al dente e farla saltare con un giro di pepe e uno di olio

Preciso...la ricetta è di mia mamma...


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