domenica 27 aprile 2014

Brioches siciliane "col tuppo"

Tra le cose più semplici, conosciute e particolari da mangiare in sicilia ci sono le famose brioches col tuppo. Morbide e profumate vengono mangiate a tutte le ore: a Palermo la tagliamo a metà e la serviamo con il gelato, nella provincia di Messina è servita in accompagnamento alle famose granite; negli zaini dei bimbi si trova facilmente spalmata con Nutella e malgrado la tendenza dolce dell'impasto vengono utilizzate anche con  una bella fetta di prosciutto e formaggio! Un buon motivo per provare a farle quindi soprattutto se non siete siciliani e non avete la possibilità di trovarle facilmente in un panificio. Io vi lascio la mia ricetta che ho scovato quà
 
Ingredienti: 300 grammi di farina 00, 200 grammi di manitoba, 15 grammi di lievito di birra, 3 uova grandi, 180 grammi di burro morbido, 80 ml di latte, 80 grammi di zucchero, 1 cucchiaio e mezzo di miele, 18 ml di rum, 1 bustina di vanillina, 1 fialetta di aroma arancia, 8 grammi di sale. Per spennellare la superficie: 1 tuorlo d'uovo e panna.
Procedimento: vi do i miei tempi di lievitazione e quindi...
ore 19: sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e aggiungete a tutti gli altri ingredienti riuniti nella ciotola della planetaria. Impastate fino a incordare per bene. Oppure impastate a mano con tanto di olio di gomito. Appena avrete un impasto liscio e omogeneo mettete in una ciotola al coperto a lievitare per 2 ore.
ore 21: sigillare per bene l'impasto con pellicola e porre in frigo per tutta la notte
Ore 10: prelevare l'impasto e lavorare qualche minuto. Stendere su una teglia un foglio di carta forno e con l'impasto creare con le mani delle palline di circa 75 grammi ma la grandezza è comunque facoltativa.  Se volete delle brioches perfette lavorate l'impasto con le mani e stringendolo fatelo fuoriuscire dall'incavo della mano tra il pollice e l'indice. Inserite dentro la pallina stessa l'impasto in eccesso. Al centro delle palline creare un fosso. Tenete un poco di impasto per i "tuppi"(circa 15 grammi per tuppino che creerete come spiegato sopra). Adagiare il tuppino dentro l'incavo della brioches e lasciare lievitare 2 ore dentro il forno spento. Quando adagiate nella teglia le vostre brioches abbiate l'accortezza di distanziarle di almeno 5 cm circa. Dopo la lievitazione pennellate con una miscela di tuorlo d'uovo battuto e panna.
Ore 12: riscaldate il forno al massimo. Infornate le brioches e abbassate la caloria a 180°. Cuocere per circa 25 minuti e comunque fino a che non saranno diventate di un bel colore d'oro... d'oro come il sole della sicilia...


E a proposito di sicilia.... leggete un poco quì che il prossimo post commentiamo per bene....
Master Foodie Catania.... ci sono anche io
 



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mercoledì 23 aprile 2014

Pasqua a Messina e ricordi che profumano di mare.

Ci sono amicizie che non conoscono tempo, ostacoli e distanze. Ci sono persone vere, semplici, sincere e generose. Ci sono bellissimi ricordi legati a queste amicizie...a queste persone. La mia Pasqua quest'anno è stata speciale perchè trascorsa insieme a persone speciali. Più di quarant'anni fa mio papà partì da Palermo alla volta di un piccolo paesino del Piemonte  (Moncalieri) per iniziare ufficialmente il suo primo impiego: impiegato postale. Lì conobbe due colleghi, anche loro neoassunti, conterranei: Lino (Messina) e Giovanni (Catania) e naturalmente fecero subito gruppo. E l'allegra combriccola aumentò dopo poco tempo: mio papà e Lino si sposarono e sposarono praticamente non due donne normali ma due vulcani, Maria Vittoria e Graziella. Mi raccontano che tutti e cinque in quel periodo ne combinarono davvero di tutti i colori, anni spensierati. Dopo qualche anno ottennero tutti il trasferimento per le proprie città natali... Giovanni a sua volta si sposò con una donna dolcissima, semplice e molto paziente, Pina. Tutte e tre le coppie ebbero due figli: Angelo, io, Giuseppe, Fabio, Germana e Chiara... Tra i ricordi più belli e indimenticabili della mia infanzia ci sono le brevi vacanze trascorse insieme a loro: non ci si vedeva spesso, forse una volta l'anno, ma tanto bastava per ricreare il feeling sia tra i grandi che tra i più piccoli. I miei sono ricordi che profumano di mare e di lava. Ancora  ne posso sentire indistintamente le risate e avvertire la spensieratezza dei miei anni migliori... anni trascorsi insieme a loro e che quì voglio ringraziare ad uno ad uno dal più grande al più piccolo... Questa Pasqua insieme alla mia famiglia e a mia mamma sono andata a Messina. Ed è stato bellissimo vedere i miei figli giocare con i figli di Fabio e Germana: hanno trovato subito l'intesa giusta per far si che questa storia di amicizia possa durare ancora grazie alle loro risate e al loro entusiasmo di bimbi. E' infatti questo che ho voluto regalare questa Pasqua ai miei figli.... quello che è già diventato un bellissimo ricordo legato a un bel week end. Inutile dire che il grande assente è stato mio papà.... il suo "compare Lino" mi sa che è mancato a tutti! Questo il resoconto dei miei ricordi che profumano di mare (Messina)... la prossima volta i miei ricordi che profumano di lava (Catania)...
 
Il pranzo di Pasqua preparato dalla vulcanica Graziella, che non si è risparmiata di niente, prevedeva una serie infinita di squisiti antipasti...

...uova ripiene con tonno pescato da Lino, funghi ripieni, zucchine ripiene, olive ripiene, olive condite, carciofi fritti, caponata, palline di riso (molto apprezzate dai bimbi), formaggi e salame...e qualcosa dimentico sicuramente...


Ha poi preparato lasagne, "brociolone" e agnello... Un pranzo squisito e un'accoglienza unica. Non so quanti giorni abbia trascorso per cucinare il tutto ma conoscendola le sarà bastata soltanto la giornata precedente...

Gran finale (per Pasqua non può mancare nelle tavole dei palermitani) la mia mamma ha portato la cassata siciliana.

 
Cartoline da Messina e dintorni:

 Stretto di sicilia: i piloni di Scilla e Cariddi
 
 Duomo di Messina

 Veduta del porto



Giro in traghetto per far divertire i miei bimbi: Messina-Villa San Giovanni e ritorno...

Il pernotto è stato nel B&B "la casa sul lago" a Ganzirri, piccola frazione di Messina: B&B pulitissimo, molto accogliente, gestito da una persona affabilissima e poi guardate la vista che si gode dal balcone dove hanno servito la prima colazione... incantevole...


A passeggio per Ganzirri:


Da questo belvedere si gode una veduta unica: il lago naturale, il paesino di Ganzirri, lo stretto di Messina, la sicilia e la calabria... tutto in un unico scatto.
 

Ganzirri di sera


Al belvedere di prima ma questa volta di sera.... quella che si vede in fondo è la calabria...

Alla prossima...

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giovedì 17 aprile 2014

Carmelo Floridia al Palermo Showcooking

E poi ci lamentiamo che a Palermo non succede mai niente... eppur qualcosa si muove grazie a tante persone, del settore enogastronomico e giornalistico, che cominciano veramente a credere che Palermo sia pronta per affrontare nuove avventure in questo settore sempre più di moda, sempre più in crescita, sempre più volano di una cultura del buon cibo a marchio Born in Sicily. Sto parlando della manifastazione enogastronomica Palermo Show Cooking svoltasi a Palermo il 12-13-14 aprile organizzata dal magazine Cronache di Gusto, che ha visto l'alternarsi di 12 chef pluristellati cucinare i loro piatti davanti a un pubblico interessato e attento: Carmelo Floridia, Cristina Bowerman, Crescenzo Scotti, Bianca Celano, Giuseppe Costa, Patrizia Di Benedetto e Gennaro Esposito, Franco Ruta, Emanuele Russo, Carmelo Sciampagna, Igles Corelli e Tony Lo Coco. 
Quindi Palermo per tre giorni capitale dell'alta cucina...e aggiungo io...scusate se è poco! Io ho avuto il grande piacere di rappresentare l'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) e quindi non solo assistere allo showcooking dello chef Carmelo Floridia ma anche il privilegio di scambiare, prima che iniziasse l'evento, due affabili chiacchere con lui. Uno chef, un cuoco, ma soprattutto un uomo dotato di una eleganza, positività, gentilezza e serenità da mettermi immediatamente a mio agio nelle inusuali vesti di una foodblogger giornalista per un giorno.
 
Lo chef Floridia, ragusano di origini, ha un curriculum di tutto rispetto e si è raccontato con tanta semplicità, come se tutte le esperienze vissute fossero in discesa e non invece in salita. Convinto come molti giovani che in sicilia non ci fosse nulla, da ragazzo è partito come tanti alla ricerca del proprio futuro. Ha quindi viaggiato, studiato, perfezionato e lavorato tanti anni in Europa e Italia. Un pendolare di lunga tratta quindi mai andato via dalla sicilia, come qualcuno gli ha fatto giustamento notare. Al Four Season di Milano si è comunque ritrovato a cucinare piatti della tradizione siciliana facendomi notare come in realtà "cambiasse sostanzialmente la qualità di pubblico" ma non le ricette. Una domanda era quindi d'obbligo: "è tornato per il richiamo degli affetti familiari o per il richiamo dei prodotti della sua terra?". Carmelo Floridia con lo sguardo dolce mi confessa che la famiglia se l'è praticamente portata giù essendosi nel mentre anche sposato. Forte è stato il richiamo del territorio e la voglia di cucinare i prodotti della sicilia per i siciliani. Alla mia domanda se "crede nel progetto Born in Sicily?" mi risponde che i primi a realizzarlo siamo noi (includendo anche simpaticamente e gentilmente noi foodblogger dei quali ha una visione positiva e incoraggiante). In effetti se i primi a non promuovere i prodotti della nostra terra siamo noi siciliani....Da foodblogger non potevo infine non rivolgergli una domanda: "cosa ne pensa dei foodblog?" "Si sente anche lei "minacciato" come molti suoi colleghi da questo mondo di persone semplicissime che si divertono a fare gli chef per mariti/mogli e figli?". Lui, sfoderando un gran bel sorriso rassicurante, mi ha rivelato di non avere nulla in contrario e di essere simpaticamente attratto dai nostri blog che portano avanti la cultura del buon cibo. Soprattutto se all'insegna dei prodotti genuini della nostra terra. 
Lo chef allo showcooking ha presentato un agnello alla carrettiera con carciofo, spuma di patate e favette verdi.


La manifestazione è stata condotta da Daniela Corso del Magazine Cronache di Gusto che completamente a suo agio ha affiancato lo chef e posto ulteriori domande durante la realizzazione del piatto.

Per niente amante di "fuochi d'artificio" in cucina, ma sostenitore di un modo di cucinare semplice e normale che avvicini la cucina dei ristoranti alle case, lo chef Floridia ama sperimentare nuove e inusuali (per noi comuni) tecniche di cottura. Ha preparato il suo piatto avvalendosi quasi esclusivamente della cottura sottovuoto, una cottura che ha permesso di preservare i sapori del cibo evitandone l'ossidazione, mantenendone inalterate le proprietà (che evidentemente non sono andate disperse in acqua o vapore) e dare così al cibo un gusto pieno e deciso. Per la crema di patate ha appunto cotto sottovuoto le patate tagliate a pezzetti con un poco di acqua e aromatizzate con aromi vari. E' quindi bastato aprire il sacchetto, porre le patate in casseruola e con l'aiuto di una frusta ridurre in crema.


Per le fave ha utilizzato la vasocottura. Ha pulito le fave da tutte le bucce, poste in un comunissimo vaso di vetro insieme a olio extravergine d'oliva e timo e cotto prima a bagnomaria e successivamente in forno.  Lo sbalzo termico che si creerà a fine cottura produrrà il sottovuoto per cui è poi possibile se non servono subito, conservare  le fave in dispensa. Altrimenti basterà aprire il vaso e servire. Cottura sottovuoto anche per il carciofo opportunamente pulito. Verrà poi riempito con una crema di ricotta, pecorino e il suo stesso gambo tagliato grossolanamente oltre naturalmente a vari aromi.

Infine il "finto" carrè di agnello ripieno alla carrettiera e quindi con pangrattato, olive nere, una crema di pomodorini secchi tritati (definita dallo chef "l'oro di sicilia") e aromi vari, insomma un tripudio ed una esplosione di sapori della mia terra, semplici ma valorizzati al massimo.

Ultime fasi di realizzazione.


Dettaglio interno del carciofo.

Dettaglio interno dell'agnello.

Il tutto è stato accompagnato dal vino Astraio Maremma Doc 2012 di Rocca di Montemassi.
In conclusione che dire... Una bella kermesse, una bella esperienza e la conoscenza di due belle persone a cui vanno i miei ringraziamenti: il protagonista dello showcooking Carmelo Floridia e la "collega" foodblogger Clara che mi ha dato la possibilità di stringere la mano e avere concessa la mia mini intevista allo chef.
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domenica 13 aprile 2014

Fegato alla ghiotta per il mio primo MTChallenge

Certo che per iniziare questa nuova avventura con l'MTChallenge non potevo scegliere sfida mensile più.... rognosa... giusto per parafrasare la scelta dell'ingrediente principale: il quinto quarto ovvero tutte le interiora o gli scarti degli animali... Ma siccome amo le sfide eccomi a presentare una ricetta che in realtà viene preparata con il pesce spada. Di necessità virtù e quindi ecco che alla ghiotta ci è diventato il fegato!

Ingredienti per due: 350 grammi di fegato di bovino, un bicchiere di zibibbo, olio extravergine d'oliva, un limone spremuto, dieci olive nere denocciolate (no saclà per carità), mezza cipolla tritata finemente, dieci pomodori secchi, una manciata abbondante di capperi, glassa di aceto balsamico. Sale, pepe, foglie di menta (secca o fresca)
Procedimento: tagliate a striscioline le fette di fegato. In una padella fate imbiondire la cipolla con olio extravergine d'oliva. Appena pronta aggiungere il fegato e sfumate con lo zibibbo e il succo di limone. Appena sfumato aggiungete le olive denocciolate e un trito di capperi e pomodori secchi.

Coprite e fate cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti rigirando di tanto in tanto. Il fegato non necessita di cottura prolungata. Regolate di sale (pochissimo in realtà perchè già gustoso per via dei capperi e dei pomodori secchi) di pepe e con foglie di menta tritata. Servire decorando con la glassa di aceto balsamico e comunque a temperatura ambiente. Preparatelo quindi il primo pomeriggio e servitelo a cena.

Volete la verità? Buonissimo e soddisfata del risultato ottenuto.
Con questa ricetta concorro quindi all'MTChallenge di Aprile

 
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