giovedì 24 dicembre 2015

Chiffon cake all'arancia e canditi (fluffosa)

Domani sarà Natale e io da buona food blogger, oltre che augurarvi il meglio, oltre che augurare che la pace regni nel mondo ma soprattutto nei nostri cuori, vi regalo una ricetta particolarissima ma molto adatta a questo periodo di festa: un incrocio tra una cassata e un panettone ai canditi... vi regalo la mia personale ricetta della chiffon cake all'arancia, l'ispirazione mi è venuta guardando questa ma poi ho modificato un poco.

Ingredienti per uno stampo da 28: 300 grammi di zucchero, 300 grammi di farina 00, mezza bustina di lievito, una bustina di cremor tartaro, sei uova a temperatura ambiente, 100 ml di acqua, 120 ml di olio di semi, 100 ml di succo di arancia, un cucchiaino di pasta di arancia, la scorza grattugiata di un arancia, un pizzico di sale, 6 grammi di bicarbonato. Per la glassa: un albume, 250 grammi di zucchero a velo, due cucchiaini di succo di limone. Per decorare: canditi a piacere.
Procedimento: separate i tuorli dagli albumi e nella ciotola della planetaria mettetene 5 (uno tenetelo da parte per la glassa) e un pizzico di sale mentre in una capiente ciotola mettere i sei rossi, l'olio di semi, l'acqua, la scorza di arancia, la pasta di arancia, il succo di arancia. Mettete a montare nella planetaria gli albumi e a metà montatura aggiungete la bustina di cremor tartaro. Contemporaneamente lavorate con le fruste elettriche gli altri ingredienti della ciotola. In un'altra ciotola a parte unite lo zucchero, la farina, il lievito e il bicarbonato (questi tre ingredienti setacciateli). Unire questi ultimi ingredienti a poco a poco nella parte liquida e utilizzare sempre le fruste per amalgamare bene e avere un bel composto liscio e senza grumi. Appena gli albumi sono a neve ferma aggiungeteli al resto degli ingredienti e amalgamare delicatamente con una spatola per non smontare tutto il composto. Mettere il tutto in uno stampo da chiffon cake e infornare per circa un'ora a 160 gradi, forno preriscaldato e statico. Trascorso il tempo necessario utilizzate uno spiedo per verificare la cottura e se uscirà asciutto allora capovolgete delicatamente lo stampo.

Appena completamente fredda passate uno coltello affilato nelle pareti dello stampo e uscire delicatamente la torta.


A questo punto, sotto gli occhi meravigliati di un bimbo, preparate la glassa frullando lo zucchero a velo con l'albume messo da parte e il succo di limone. Formare una glassa densa e omogenea e versare sopra la chiffon...

Decorate con i canditi e fate asciugare per bene la glassa

E adesso impacchettate e fate come me.... regalate a chi amate un qualcosa di unico e soprattutto fatto con le vostre mani e con il cuore... Sereno Natale a tutti voi


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martedì 15 dicembre 2015

Il food a portata di click

A Milano i prodotti alimentari arrivano a casa in un'ora!
Una nuova sfida  per il colosso Amazon e una nuova opportunità per  chi abita a Milano e nel suo hinterland: Amazon infatti non accenna a fermare le sue mire espansionistiche e conquista definitivamente gli acquirenti milanesi con Prime Now
Questo servizio premium permetterà di ricevere comodamente a casa prodotti alimentari e relativi alla cura della casa e della persona, il tutto in una o due ore.  Non male come idea vero? Sicuramente vi sarà capitato almeno una volta di acquistare qualcosa on line, ma avete mai ordinato derrate alimentari? Personalmente si, soprattutto prodotti che non riesco a reperire facilmente nella mia città. Naturalmente niente che si deperisca rapidamente. Infatti spesso, girando tra i vari blog, ho trovato alcune ricette assolutamente accattivanti ma che prevedevano l'uso di ingredienti che io non riuscivo a trovare nei comuni supermercati della mia città. E quindi dal te inglese aromatizzato alla rosa canina e fiore di ibisco (per accompagnare dei tortini di albumi) a quello aromatizzato al bergamotto (ottimo con una crostata ai fichi), dallo zucchero di canna Muscovado (per realizzare dei muffin alla macedonia) a quello di Guadalupe (per i miei pasticcini dessert), dalla pasta di Gragnano (come gli scialatelli al limone)  ai pistacchi interi di Bronte (per preparare dei biscotti al parmigiano e pistacchi) e ancora dal patè basilico e castagne a quello di melanzane e olive. Insomma ho ordinato per le mie ricette una svariata quantità di prodotti che mi hanno permesso di realizzare ricette molto particolari. Esperienza quindi abbastanza positiva. Voi che esperienza avete invece in merito? Qualcuno potrà obiettare che acquistare on line non è lo stesso di acquistare personalmente un prodotto, in quanto viene meno la valutazione dei nostri "cinque sensi", ma quante volte abbiamo ordinato telefonicamente la spesa dal supermercato? In pratica è la stessa cosa! Con il servizio Prime Now si potrà scegliere tra oltre 15 mila prodotti (nello specifico dei generi alimentari Amazon punta su quelli appunto non deperibili come pasta, bevande alcoliche e analcoliche, snack dolci e salati, caramelle e biscotti, preparati da cucina e da forno) le cui consegne saranno effettuate sette giorni su sette dalle 8 a mezzanotte, a partire da un ordine minimo di 19 euro. La consegna entro due ore è gratuita, mentre invece se si vogliono ricevere i prodotti richiesti nell’arco di un’ora, il costo è di 6,90 euro. 
State pensando a quello che penso io? Non vi è mai arrivato un invito dopo cena dell'ultimo minuto? Stiamo andando incontro alle feste natalizie e può succedere, magari alle otto di sera, quando i negozi sono ormai chiusi e voi non avete nulla da portare con voi. Che fare? Piuttosto che rifiutare, come a volte mi è capitato perchè non è carino presentarsi a mani vuote, ordinate una bottiglia, un panettone e dei cioccolatini. Li ricevete a casa comodamente e  voi dovete dedicarvi solo a farvi belli per la vostra serata!
L’efficienza e la puntualità delle consegne Amazon, la cui impresa movimentazione merci immaginiamo avere un’organizzazione invidiabile, sono senza dubbio il punto di forza del colosso di Bezos. Una cosa è certa: Amazon dall’anno della sua fondazione ad oggi ha totalmente cambiato il modo di acquistare online. E io posso al momento solo sperare che questo servizio venga presto attivato in altre città italiane, compreso la mia!

Articolo scritto in collaborazione con Project Job, azienda specializzata nella fornitura di personale e servizi a Milano, Monza, Como, Lecco, Bergamo e Brescia.

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lunedì 30 novembre 2015

Laugenbrot... ovvero metti che....

Metti che una mattina la sveglia non suona (o meglio inavvertitamente la spegni) e quindi non vai a lavoro perchè sei costretta a prenderti un giorno di ferie, metti anche che da qualche giorno vuoi fare quella ricetta, quella della Cucina di Monica che serve per partecipare al graziosissimo scambio di ricette. E se 1 più 1 fa 2, qualcosa mi dice che oggi è proprio il giorno giusto e finalmente potrò fare qualcosa e fotografarla con la luce del giorno! Metti però che il diavolo deve sempre infilarci la coda e mentre prepari i deliziosi panini tedeschi, la tua nikon decide che oggi non vuole saperne di riconoscere la card. Che si fa? Si fotografa con il cellulare!!! Pazienza!

Ingredienti per una ventina di panini: 500 grammi di farina 0, 8 grammi di lievito secco, 250 ml di acqua tiepida, 5 grammi di malto, 10 grammi di sale, 40 grammi di burro morbido. Per l'immersione: un litro e mezzo di acqua, 80 grammi di bicarbonato, 20 grammi di sale. Per finire: semi di sesamo e sale grosso.
Procedimento: in 50 ml di acqua tiepida sciogliere il lievito. Nella planetaria aggiungere quindi la farina, l'acqua con il lievito, la rimanente acqua, il malto e cominciare a impastare a velocità bassa. Dopo un paio di minuti aggiungere anche il burro e il sale e lasciare lavorare la planetaria per 20 minuti. Otterrete un impasto liscio e omogeneo e per niente appiccicoso. Ponete in una ciotola coperto con pellicola trasparente e lasciate fino al raddoppio. Io ho messo nel grand chef fan bassa, griglia bassa, temperatura 40 gradi e in un'ora era perfettamente raddoppiato. Nel mentre preparate la soluzione che vi servirà per immergere i panini unendo tutti gli ingredienti (acqua, lievito e sale) e sciogliere bene. Appena l'impasto è pronto ponetelo nella spianatoia e senza aggiungere altra farina formate dei panini tondi di circa 35/40 grammi. Porre su placca da forno rivestita di carta forno e coprite con un canovaccio pulito. Lasciate lievitare circa 10 minuti.

Cominciate ad accendere il forno a 210 gradi. Dopo dieci minuti prendere i paninia uno a uno e immergerli per 10 secondi circa nella soluzione di acqua, scolarli, porli in uno strofinaccio per togliere l'eccesso di acqua e poi riporre nella placca nera. Con un taglierino o un coltello affilatissimo (che io non avevo purtroppo) incidete profondamente i panini. Io ho fatto una croce ma in effetti dovevo fare due parallele. L'incisione è importantissima per l'effetto finale bicolore infatti nei miei non si nota tantissimo purtroppo. Spolverate il sesamo in alcuni e in altri il sale grosso.

Infornarli per circa 20/25 minuti. E aspettate pazientemente prima di assaggiare mi raccomando...... Io, appena tiepidi, ci ho pranzato condendoli con ricotta freschissima e olio nuovo. Una goduria infinita....

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giovedì 26 novembre 2015

Ossobuco di tacchino alla milanese per il Thanksgiving Day

Ossobuco di tacchino alla milanese


Di origini americane o meno, ogni italiano che si rispetti coglie al volo qualsiasi festività e qualsiasi scusa per farsi una bella mangiata. Pranzi e cene infinite, piatti succulenti, il bottone del pantalone slacciato per far spazio anche all’ultimo piatto (dopo i 15 precedenti) e buon vino, brindisi e gioia. Bisogna dire che tutto il mondo è paese e gli americani nel Giorno del Ringraziamento sono identici a noi.

Preparano con cura la tavola, comprano i migliori ingredienti, passano ore e ore in cucina per sfornare piatti perfetti e accolgono amici e parenti condividendo la gratitudine per quel che hanno. Il motivo per cui si festeggia il Thanksgiving Day è rimasto invariato dal 1621, anno in cui i padri pellegrini del Massachussets si riunirono per ringraziare il Signore del ricco raccolto di quell’anno. 

Da quel giorno il quarto giovedì di Novembre il Presidente degli Stati Uniti tiene un discorso, migliaia di cittadini si riuniscono in calde e accoglienti case e centinaia di tacchini vengono riempiti e insaporiti a dovere. Ma perché proprio il povero tacchino è stato scelto come piatto-simbolo di questa festa? Ecco svelato il mistero: secondo la leggenda i padri pellegrini condivisero il raccolto con gli indiani Wampanoag, e mangiarono tacchini in abbondanza.
Inoltre, il tacchino è perfetto come simbolo di condivisione, perchè proprio per questo durante il Giorno del Ringraziamento viene cucinato (anche) per offrirlo ai vicini di casa o a persone meno fortunate. Non solo: la carne del tacchino è poco saporita, quindi la vera sfida è quella di renderla deliziosa. Come? Con il classico ripieno di pane e castagne e la salsa gravy, accompagnandolo con purè di patate, salsa di mirtilli e torta di zucca. 

Messaggio dedicato ai miei lettori di Venezia e dintorni: volete anche voi sentirvi dei veri americani e festeggiare il Thanksgiving Day? Mercoledì 25 Novembre (un giorno prima della Festa del Ringraziamento) potrete farlo in una maniera del tutto particolare, ovvero partecipando al Social Club dedicato alla festa americana presso la scuola inglese Mestre e Venezia Wall Street English. Conversazioni in inglese, brindisi, tacchini: tutto quel che serve per sentirvi dei perfetti americani e, già che ci siete, condividere la gioia per tutto quello che avete. 
Articolo scritto in collaborazione con Wall Street English, scuola d’inglese con centri in tutta Italia e nel mondo.
Se invece non siete lagunari, cucinate con me un perfetto ossobuco di tacchino alla milanese. Così uniamo idealmente l'Italia all'America e almeno una volta l'anno...l'America sarà meno lontana!
Ingredienti: 4 ossobuchi di tacchino alti almeno 4 cm, farina bianca, 50 grammi di burro, un pezzetto di cipolla tritata, un mestolo di brodo, un piccolo pomodoro da salsa (tondo o piccadilli), mezzo bicchiere di vino bianco, sale qb. Per la cosiddetta gremolada: scorza di limone grattugiata, mezzo spicchio di aglio, una acciuga diliscata, prezzemolo tritato. Non fate mancare la gremolata mi raccomando!!
Procedimento: in un tegame o ampia padella imbiondire la cipolla nel burro, unire gli ossobuchi infarinati, e farli rosolare da entrambi i lati. Sfumare con il vino bianco, versarvi il brodo, la polpa di pomodoro grattugiata e fare cuocere a fiamma dolce per almeno mezz'ora, 45 minuti, dipende da quanto alti sono i vostri ossobuchi. Alla fine devono avere un aspetto glassato quindi se durante la cottura avete bisogno di aggiungere un altro poco di brodo aggiungetelo pure. Regolate di sale. 
Servite aggiungendo sopra la carne la gremolada preparata tritando l'acciuga, l'aglio, il prezzemolo e la scorza del limone.  
E buon Thanksgiving a tutti, anche se non siamo Americani ....
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mercoledì 11 novembre 2015

Torta di mele semplice e veloce (senza bilancia, senza frullatore)

Volete fare una torta alle mele ma non volete sporcare mille utensili o meglio ancora non volete utilizzare la bilancia da cucina. Ebbene, munitevi di un semplice cucchiaio da cucina, un cucchiao di legno e di una ciotola e seguite le mie indicazioni, o meglio. seguiamo le indicazioni di Giovanna, una mia collega, molto dolce e disponibilissima, che migliore ricetta non poteva regalarmi. Perchè diciamocelo... le cose semplici sono le migliori! E questa torta è davvero buona ed estremamente facile da preparare.

Ingredienti: 2 uova, 8 cucchiai rasi di zucchero, 16 cucchiai rasi di farina, 8 cucchiai di olio di semi (Olys) oppure di oliva, 3/4 di bicchiere di latte, 1 bustina di lievito, 3 mele piccole, un cucchiaio di maraschino (io uso l'amaretto di Saronno).
Procedimento: sbucciare le mele e metterle a macerare nel liquore prescelto e un poco di acqua. In una ciotola, aiutandosi con un cucchiaio di legno, amalgamare lo zucchero con le uova, aggiungere la farina e amalgamare, aggiungere l'olio e amalgamare fino a che non si saranno formate delle bolle. Occorrono davvero pochi minuti. In un bicchiere riempito con 3/4 di latte sciogliere il lievito e unirlo al composto. Amalgamare sempre con il cucchiaio di legno. Infine aggiungere le mele ben scolate. Se non le scolate per bene rischiate che la torta rimanga al suo interno un poco umida.

torta di mele facile e veloce
Versate il tutto in una tortiera dia 24 imburrata e infarinata (o in silicone) per 45 minuti a 180° modalità ventilata. E comunque prima di sfornarla fate la prova stuzzicadente. Fatta e rifatta più volte, soprattutto io che ho bimbi piccoli, questa torta per chi ha poco tempo e poca voglia di sporcare è l'ideale! E inoltre penso possa essere utilizzata qualsiasi frutta, non solo le mele!

torta di mele facile e veloce
Grazie ancora a Fabrizio e Giovanna per avere condiviso con me questa ricetta. 
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giovedì 5 novembre 2015

Dalla mise en place al bon ton a tavola: l'arte di saper mangiare.

Spesso la scelta di un ristorante in cui pranzare o cenare non dipende solo dalla qualità del cibo e del servizio, ma anche dalla prima impressione che un luogo riesce a trasmettere. Pochi e semplici dettagli, come la scelta di tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto o la perfetta disposizione di piatti, posate e bicchieri, potrebbero catturare l’attenzione di potenziali clienti e portarli a fermarsi in un determinato locale per consumare il pasto. L’armonia, l’eleganza e l’ordine di un luogo sono tra gli aspetti che colpiscono maggiormente, in quanto nell’ambito della ristorazione la prima impressione non è da sottovalutare. Grande importanza è data a quella che in francese viene definita la mise en place, ovvero la messa in tavola di tutti quegli elementi che sono fondamentali non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello funzionale e pratico. Ecco, quindi, che esistono delle regole molto importanti sia per quanto riguarda il modo di apparecchiare la tavola che per quanto riguarda il comportamento da mantenere durante un pranzo o una cena. Per prima cosa la tovaglia deve essere della giusta dimensione in modo da coprire tutta la superficie del tavolo e sfiorare il pavimento. È infatti indice di cattivo gusto utilizzare tovaglie troppo lunghe o troppo corte. I tovaglioli devono essere perfettamente puliti e piegati nella giusta maniera. Sono da prediligere colori non troppo chiari se l’ambiente presenta pareti bianche e tonalità candide se, al contrario, il ristorante non è particolarmente luminoso. In questa direzione tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto sono la scelta ideale perché eleganti e pratici allo stesso tempo e perché permettono di eliminare il costo di lavaggio della biancheria.

Per quanto riguarda la mise en place è bene tenere a mente che seguire per filo e per segno le regole dettate dal galateo potrebbe portare ad appesantire inutilmente la tavola, mentre apparecchiare utilizzando il giusto numero di piatti, posate e bicchieri darà un risultato ordinato ed elegante. Alla sinistra del commensale verranno poste le forchette: all’estremità quella per la prima portata e subito dopo quella per la seconda. Alla destra andrà, invece, il coltello, rigorosamente con la punta rivolta verso l’interno. Alla destra del coltello, se necessario, si pone il cucchiaio, mentre in direzione della punta del coltello ci sarà il bicchiere del vino, seguito verso il centro da quello dell’acqua. Nel caso in cui si effettui il servizio alla russa non è necessario disporre i piatti prima del servizio, perché verranno porzionati in cucina e proposti poi ai commensali, mentre se si effettua un servizio alla francese la predisposizione dei piatti avverrà durante la mise en place: prima il piatto piano e sopra di esso quello fondo. Diversa può essere, invece, la scelta del posizionamento del tovagliolo: secondo il galateo andrebbe alla sinistra del commensale, subito dopo le forchette, ma si può anche decidere di porlo davanti al commensale, adagiato nel piatto fondo o sulla tovaglia, piegato elegantemente o arricchito da un nastrino di seta. 

Tanto quanto è importante il modo in cui una tavola viene apparecchiata, anche il comportamento tenuto dai commensali non è da meno. Augurare buon appetito, ad esempio, è segno di maleducazione, così anche come chiedere il sale, considerato la moneta dell’antichità. Chiederlo, infatti, significherebbe sottolineare che non si sta apprezzando il gusto della pietanza e potrebbe offendere il padrone o la padrona di casa. Tanto quanto la posizione delle posate è importante nella mise en place, anche per i commensali durante il pranzo e la cena lo sono: se si vuole fare una pausa mentre si sta mangiando, infatti, basterà incrociare le posate nel piatto per far capire che si ha intenzione di finire, mentre a pasto terminato verranno appoggiate l’ una di fianco all’altra nel piatto e mai ai lati dello stesso con le estremità appoggiate sulla tovaglia. Segno dell’aver gradito o meno il pasto è invece dato dalla posizione del tovagliolo una volta terminato: se lo si piega ordinatamente e lo si appoggia alla propria sinistra significa che si è gradito il pranzo o la cena, mentre se lo si lascia sul tavolo senza piegarlo è segno di non essersi trovati a proprio agio. Stare a tavola, tanto quanto l’aver cura nella mise en place e nel garantire un accurato servizio unito alla qualità dei piatti offerti, è senza dubbio segno di rispetto, di buon gusto e di buona educazione, perché mangiare non significa semplicemente cibarsi, ma dedicarsi del tempo e, soprattutto, prendersi cura di sé stessi. 
 Articolo scritto in collaborazione con Cartindustria
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lunedì 2 novembre 2015

Biscotti al parmigiano e pistacchio per un divertente scambio di ricette

Questi biscotti sono pericolosi, anzi no, pericolosissimi. Per chi come me ama il parmigiano e uno degli ingredienti fondamentali della propria cucina sono i pistacchi, sono un connubio perfetto! Ricetta scelta tra tante pubblicate nel blog Lilly nel paese delle stoviglie, scelta per partecipare a un divertente scambio di ricette. Non è stato affatto semplice, come pensavo, scegliere tra tante perchè ad avermi conquistata è stata più di una ricetta da lei pubblicata. Ho poi ristretto la scelta a due. Questa e le crepes vietnamite che comunque mi sono segnata e che proverò successivamente perchè adoro la pietanze etniche.

Ingredienti: 100 grammi di farina, 100 grammi di parmigiano, 50 grammi di pistacchi, 1 uovo, 100 grammi di burro a crema. ( Io obiettivamente ho messo 20 grammi in meno di parmigiano e 20 grammi in più di pistacchi tritati). 
Procedimento: Impastate la farina con il burro e appena si saranno formate le briciole unire i pistacchi tritati grossolanamente, l'uovo, il parmigiano, il pepe. Formare una palla omogenea da tenere in frigo per almeno mezz'ora. Stenderla (pochi millimetri) con l'aiuto di un mattarello infarinando leggermente il piano di lavoro e con un coppapasta creare tanti dischetti da porre su placca da forno foderata con carta forno. Infornare per 15 minuti circa a 180/200 gradi. 

Servite i vostri biscottini salati semplici oppure accompagnati da un patè, per esempio di olive verdi e mandorle come ho fatto io.... Buoni davvero e grazie a Elisabetta Lecchini e al suo blog per avermeli fatti scoprire.


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martedì 27 ottobre 2015

Estratto di vaniglia: come farlo in casa

La vaniglia credo sia uno tra gli aromi preferiti nelle preparazioni dolci culinarie. Almeno lo è per me perchè amo il suo sapore caldo e avvolgente. E allora come fare ad avere sempre a portata di mano il suo prezioso estratto se si hanno a disposizione delle bacche di vaniglia originarie del Madagascar?
Semplicissimo: o conservate le bacche in un sacchetto ben chiuso (per evitare che queste si secchino) e raschiate di volta in volta i preziosi semini per aromatizzare i dolci, oppure vi fate in casa un preziosissimo estratto di vaniglia. In linea di massima ho seguito i preziosi consigli di Anice e Cannella

Ingredienti: 7/8 baccelli di vaniglia (di quella buona, non certo quella del supermercato), 35 ml di acqua, 35 ml di zucchero, 60 ml di alcol puro (al 95%).
Procedimento: in un pentolino sciogliere a fiamma dolce lo zucchero nell'acqua e portare a ebollizione per qualche minuto. Appena lo zucchero si sarà completamente sciolto lasciare raffreddare. Aggiungere a questo punto l'alcol e porre in un barattolo a chiusura ermetica. Con un coltellino molto affilato aprire per lungo i baccelli e raschiare delicatamente tutti i semini che metterete in infusione nella parte liquida. Aggiungere anche la bacca spezzettata in più parti. Terminata questa operazione non rimane che tappare per bene il barattolo e agitarlo vigorosamente. Lasciare riposare almeno quattro mesi in un luogo buio e asciutto avendo l'accortezza di agitare energicamente almeno una volta al giorno durante il primo mese e comunque tre volte la settimana per tutto il periodo di infusione dei semi e delle bacche affinchè tutto l'aroma si sprigioni al meglio. 
A questo punto avremo l'estratto pronto per essere usato in tutte le nostre preparazioni dolci e perchè no, anche salate.... Io per esempio l'ho utilizzato per preparare della riduzione all'arancia per la mia arista all'arancia. Naturalmente più riposa più intensificherà il suo aroma quindi vi raccomando..... abbiate molta pazienza!!!

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venerdì 16 ottobre 2015

Arista di maiale all'arancia (ricetta per grand chef e forno tradizionale)

Con il Grand Chef o senza Grand chef.... questa arista all'arancia s'ha da fare!!!
Procedimento un poco lungo ma l'attesa è davvero ripagata da una carne morbidissima e deliziosamente aromatizzata all'arancia.

Ingredienti per 5 persone: Un pezzo di arista da 800 grammi circa, due arance, mezzo bicchiere di amaretto di saronno, olio, sale, pepe e rosmarino q.b.
Procedimento: Tagliate qualche fettina di arancia e tenere da parte. MARINATURA: mettere a marinare il pezzo di arista per circa un paio di ore nel succo di una arancia, metà del mezzo bicchiere di amaretto, olio, sale, rosmarino in polvere e pepe q.b. Rigirare di tanto in tanto la carne nella marinatura (il liquido della marinatura non va gettato). ROSOLATURA: Trascorse le due ore (più sta meglio è) porre l'arista a rosolare in padella con un poco di olio. Questo procedimento serve per sigillare bene la carne quindi va rigirata e rosolata da tutte le parti e per bene per circa 8 minuti. Prima di spegnere la fiamma aggiungere la marinatura e fate sfumare. Si formerà una crosticina.
COTTURA GRAND CHEF: Adagiare la carne in una teglia foderata di carta forno con tutto il liquido rimasto in padella, porre in forno a 205 gradi fan alta griglia bassa per circa 30/40 minuti. La carne è cotta se infilando uno spiedino questo non fa fatica a uscire. A cottura ultimata avvolgere la carne con alluminio e fare riposare almeno mezz'ora. Riempite il serbatoio di acqua e vino e spruzzare di tanto in tanto.
COTTURA IN FORNO TRADIZIONALE: Adagiare la carne in una teglia foderata di carta forno con tutto il liquido rimasto in padella, porre in forno preriscaldato a 200° per circa 30/40 minuti. La carne è cotta se infilando uno spiedino questo non fa fatica a uscire. A cottura ultimata avvolgere la carne con alluminio e fare riposare almeno mezz'ora.
ARANCE CANDITE: in un padellino sciogliere su fiamma dolce un poco di miele e aggiungere un cucchiaio di estratto di vaniglia (facoltativo) oppure qualche goccia di essenza di vaniglia. Adagiare le fettine di arancia tenute da parte e, sempre a fiamma dolce, rigirate fino a che non si glassano per bene. Porre ad asciugare su carta forno. 
RIDUZIONE ALL'ARANCIA: in una padella fate restringere il succo di una arancia, l'altro mezzo bicchiere di amaretto, un paio di cucchiai di olio extravergine, un cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo), due cucchiaini di miele (io miele di zagara di sicilia), un pizzico di sale e pepe. Appena si addensa spegnere.
Non rimane che impiattare: tagliate delle fettine sottili di arista, adagiarle su un piatto, decorare con le fettine di arancia candita e condire con la riduzione all'arancia.

Come dice la mia amica Stefania Fornostar... Con i miei amici io ho fatto la mia MAIALA EFFIGE (trad: porca figura)!!!! E voi???
Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday
Gluten Free Friday
Altre ricette Grand Chef:
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sabato 10 ottobre 2015

Rose di mele e sfoglia

Mele che passione, si ma solo nei dolci (almeno per me)! Questa ricetta molto semplice ma molto coreografica, oltre che deliziosa, è opera di mia mamma. Da tanto tempo non ospito una sua ricetta nel mio blog!
Mi mancano le foto dei passaggi intermedi ma speriamo di farmi capire...
  
Ingredienti per tre rose di media grandezza: un rotolo di sfoglia rettangolare, una mela, qualche cucchiaio di marmellata (meglio se di albicocche), zucchero a velo.
Procedimento: tagliare nel senso della lunghezza la parta sfoglia per ottenere tre strisce. pennellatele con la marmellata. Pulire benissimo la mela sotto acqua corrente, asciugatela e tagliatela (con tutta la buccia) a fettine sottilissime. Disporre le fettine di mela lungo tutta la lunghezza della striscia di pasta sfoglia sovrapponendole leggermente. Le fettine di mela devono fuoriuscire dalla sfoglia dalla parte della buccia. Se gradite spolverate di cannella in polvere. Ripiegare l'altro lato di sfoglia come se fosse una copertina :-)
A questo punto arrotolare la sfoglia su se stessa e porre in pirottini da muffin. Spolverare un poco di zucchero a velo.
 
Cuocere a 180° per circa 20/30 minuti e comunque fino a cottura della sfoglia. Servite le vostre rose di mele spolverando altro zucchero a velo.
Che dire.... grazie mamma, mi pare tu abbia fatto un capolavoro!!


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giovedì 8 ottobre 2015

Pasta alla carbonara (con amaretto di Saronno)

Questa è la ricetta di una pasta nata come carbonara e morta come carbonara rivisitata.... Sempre perchè la mia voglia di sperimentare ai fornelli non mi abbandona mai! Mi sembra già di vedere i visi dei sostenitori delle ricette tradizionali... pasta alla carbonara con amaretto (di Saronno)? Si avete letto bene e se volete saperla tutta, mi è venuta molto più buona dell'originale in quanto il liquore ha stemperato il sapore più o meno forte dell'uovo. Non ci credete? Non vi resta che provare... e fidarvi di me!
 
Ingredienti per due: 180 grammi di pasta tipo rigatoni, un pacchetto di pancetta affumicata, un uovo intero, un pezzetto di cipolla rossa di tropea, due cucchiai di parmigiano grattugiato, un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, due cucchiai di amaretto di Saronno. Pepe nero q.b.
Procedimento: In un padellino fate rosolare in olio extravergine d'oliva la pancetta e la cipolla tagliata a fili lunghi e appena rosolata fate sfumare il liquore amaretto. Tenete da parte. In un piatto battete l'uovo e aggiungete il parmigiano e il pepe. Scolate la pasta al dente, rimettetela nella pentola ma a fiamma spenta, unire l'uovo, mantecare fino a che non si sarà rappreso un poco e subito dopo unite anche la pancetta all'amaretto.
Servite calda.....  Spettacolare....


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