sabato 31 luglio 2010

I crostini di Dolcestate...ovvero di Patrizia

Da tempo non passavo una bella giornata con mia cugina Patrizia...autrice insieme a me in questo blog di deliziose ricette. Quando ci si riunisce, chissà perchè...si finisce per cucinare e sperimentare...un tipo tosta lei ai fornelli...Ebbene ieri, approfittando della temperatura mite che si respirava nella sua villa di vacanze, si è fatta prendere dall'ispirazione e ha preparato moussaka e dolce di fichi (di prossima pubblicazione) oltre a queste delizie simili alle ciliegie...una fettina di pane tirava l'altra.

Andiamo con ordine...tagliate a fettine del pane, preferibilmente di farina rimacinata o mista

Preparate una salsa bechamel molto densa con quattro cucchiai di olio extravergine (o la classica noce di burro) (leggete in fondo al post il commento lasciato da mia cugina Patrizia sul rocambolesco modo di preparare tale salsa deliziosa), quattro cucchiai di farina, mezzo litro di latte, aromatizzate con noce moscata, sale e pepe e unite, appena tiepida, un tuorlo d'uovo e della cipollina appena stufata e passata al minipimer. Dividete il composto in due ciotoline. In una unite del salmone sminuzzato e nell'altra dello speck, sempre sminuzzato. Spalmate sul pane e spolverizzate del formaggio grattuggiato...

Ponete nella griglia del forno

Infornate per gratinare...e....buon appetito...

Come...volete sapere perchè li ho chiamati Dolcestate??? Perche lei stessa, prima di realizzarli, li ha mangiati in vacanza in un hotel chiamato Dolcestate e ...rimanendone conquistata si è fatta dare la ricetta dallo chef!! La prossima ricetta? ...Moussaka!!!!
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venerdì 23 luglio 2010

Deliziose linguine con gamberi, calamari e pesto di mandorle

Che delizia questa pasta...l'idea è nata guardando tempo fa la trasmissione La Prova del Cuoco. Avevo preso appunti velocemente e al momento giusto l'ho realizzata: il momento giusto è stato una calda giornata d'estate...

Come sempre accade l'ho modificata un poco....Ingredienti per due persone: 180 grammi di linguine, venti gamberi da sgusciare, un calamaro medio piccolo, una manciata di mandorle pelate, qualche foglia di basilico, la polpa di un pomodoro maturo, pistacchi tritati, olio, uno spicchio di aglio, un quarto di bicchiere di brandy o vino bianco...

Procedimento: sgusciate i gamberi a crudo (se volete con le teste fare un fumetto di gambero facendole bollire in poca acqua), pulire il calamaro (o il totano) tagliandolo a pezzetti, tritare grossolanamente qualche foglia di basilico con una manciata di mandorle sgusciate pelate e olio extravergine d'oliva e creare così un pesto.

In una padella ampia fate scaldare uno spicchio d'aglio in olio extravergine e poi toglietelo. Spadellate i gamberi con il calamaro e sfumate con il brandy, unite la polpa del pomodoro a crudo, aggiungete un paio di mestoli di fumetto di gambero e fate cuocere a fiamma dolce. Cuocete le linguine in acqua salata (prima di salare l'acqua assaggiare il condimento se già non è abbastanza gustoso) e appena saranno al dente fatele saltare nella padella con il condimento aggiungendo il pesto di mandorle e basilico
Regolate di pepe, impiattate guarnendo con del pistacchio tritato...

Se avete ospiti, avete a disposizione il pesce fresco e volete stupire...servitegli questo piatto....credetemi se vi dico che non ve ne pentirete...sembra uscito da un menù di matrimonio (almeno quì in sicilia si usa servire nei matrimoni un primo a base di pesce!!)
P.S. La versione originale non aveva i gamberi, non era calamaro ma totano, non c'erano i pistacchi tritati per guarnire, non era la polpa di pomodoro maturo ma una manciata di pomodorino ciliegino e il formato di pasta era la calamarata...veniva servita in vassoietti a forma di barca ed era una idea deliziosa perchè il formato di pasta ricordava appunto il vero e proprio calamaro....da provare anche questa versione!!!
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sabato 17 luglio 2010

Lievito madre: Pizzette...pizzettine catarì...

...qual'è il vostro segreto??? Ve lo svelo io!!! Ricetta semplice e molto sfiziosa ma solo per chi ha la pasta madre! Vi ricordate che qualche settimana fa ho postato i creakers delle sorelle Simili fatti con la PM?? Perfetto...seguite quel procedimento e alla fine conditeli così: spalmate nei dischetti uno strato di salsa di pomodoro, grattuggiate sopra del formaggio gustoso (io ho usato il pecorino romano), spolverizzate origano e pepe....


...e infine infornate per 10 minuti a forno caldo a 180°....verranno fuori delle pizzettine gustose e molto pratiche che si conservano anche per qualche giorno chiuse in un contenitore....

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giovedì 15 luglio 2010

L'AURORA....

Sarà...il nome di mia figlia!!! Questa canzone mi incanta ed emoziona ogni volta che la sento!

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lunedì 12 luglio 2010

Pizza Contadina (con "metodo Pasquale")

Altra collaudatissima pizza (fra le mie preferite): la pizza contadina!!
Procedimento pane in pasta con metodo Pasquale: Per 3 persone basta impastare 250 gr di miscela per pizza autolievitante Mulino Spadoni, 150 di acqua e 2 cucchiai di olio. Formare un composto omogeneo che si stacchi facilmente dalle mani. Stenderlo uniformemente su una teglia foderata con la carta forno, stendere il pomodoro condito con olio, sale, pepe e origano e infornare per 10 minuti nel forno caldo a 250° (secondo ripiano - sopra e sotto)
Questa è stata condita con mozzarella fiordilatte, peperoni sott'olio e cipolla tagliata finemente e tenuta in acqua almeno mezz'ora per togliere l'eccesso di spirito
Infornate quindi per altri sette/dieci minuti e appena sfornata spolverizzate origano e un filo di olio a crudo...

Buon appetito e ...alla prossima!!!!
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sabato 10 luglio 2010

Scarola licia ripiena

Mentre ieri ero in macchina con mia mamma la sentivo parlare distrattamente con mia cognata di una ricetta vista alla tivvù. Era una scarola liscia ripiena e passata in padella.....l'idea con questo caldo di mangiare qualche cosa di fresco mi piaceva tantissimo e così arrivata a casa le telefonai e le chiesi spiegazioni....
Non avevo tutti gli ingredienti e quindi l'ho elaborata a modo mio.....buonissima davvero...Ho pulito la scarola togliendo le foglie esterne e le punte troppo maltrattate e passata sotto l'acqua pulendo soprattutto il cuore interno. Ho poi creato il ripieno tritando dei capperi, una scatoletta di tonno sott'olio, delle acciughe, olive bianche e nere tritate anch'esse, pezzetti di formaggio primosale con il pepe e pinoli. Ho quindi riempito la scarola con questo composto...


Ho legato con uno spago ben bene e posto in una padella abbastanza larga (o in alternativa un bel tegame.
Ho cotto a fiamma moderatissima e con un coperchio per fare appassire la scarola rigirandola spesso. Dovrebbe da sola produrre la sua acqua di cottura. Appena pronta ho bagnato con olio extravergine..
Non rimane che sedersi a tavola e mangiare accompagnando con un panino arabo condito con una caprese (pomodoro e mozzarella)....
Lo stomaco con questo caldo...ringrazia!!! Mi è piaciuta tantissimo e appena alzata dalla tavola...mi sentivo proprio bene!

P.S. Nella ricetta originale il ripieno era questo: olive bianche e nere, acciughe, capperi, pinoli e aglio (io ho aggiunto il tonno e il formaggio e ho tolto l'aglio perchè troppo pesante)
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martedì 6 luglio 2010

Trenette col pesto genovese...per una bella storia di famiglia!

Bentrovati a tutti voi!!! Eccomi tornata dal mio soggiorno a San Vito Lo Capo. La settimana non è forse stata delle più rilassanti (col pancione e un bimbo di due anni e mezzo che ha un poco risentito del cambio di casa e degli orari) ma è valsa a cambiare aria....già aria di mare in cambio di smog di città!!! Mentre ero in spiaggia non facevo che pensare a questo post...Come ben sapete non sono di Genova ma di Palermo...e allora direte voi....che ci viene a insegnare....come si fa la pasta con il pesto???? Ebbene si perchè parte della mia famiglia è a Genova che abita!! Ed è la storia d'amore della zia Anna (sorella di mia mamma) e dello zio Egidio (genovese DOC) che vi voglio raccontare...

Durante la seconda guerra mondiale, mio nonno materno (il nonno Totò) appuntato di Pubblica Sicurezza, si dovette spostare con tutta la sua famiglia da Palermo a Lecce. Famiglia composta da una moglie (nonna Gaetana) in attesa della sesta figlia (mia mamma... nata infatti a Lecce in tempo di guerra) e dai figli Anna, Benedetto, Eleonora, Rosalia ed Elena. Nonno Totò, uomo generoso e dal cuore d'oro, si prese a simpatia un giovane soldato genovese, Egidio Casagrande anche lui semplice ed educato, con la nostalgia per la sua Genova e la sua famiglia. Lo accolse allora nella sua di famiglia per farlo sentire meno solo e a casa...Fu così che conobbe Anna, la più grande delle figlie allora quattordicenne...

Finita la guerra, circa cinque anni dopo, prima di tornare ognuno nella propria città Egidio si dichiarò ad Anna e si lasciarono con la promessa di sposarsi non appena possibile...Ecco una foto che Anna spedì da Palermo al suo Egidio...(quella bimba piccolina accanto ad Anna è la mia mamma...)

(Per il mio Egidio con grande amore Anna - Con tristezza nel cuore la ritorno alla mia cara Anna - Egidio) Questa la dedica dietro la foto...

Dopo pochi anni il 9 aprile 1949, nella chiesa di San Lorenzo Colli a Palermo coronano il loro sogno d'amore.
Ecco la famiglia al gran completo, in alto: Zio Benedetto, Zia Rosy, nonno Totò, zio Egidio, nonna Gaetana, zia Eleonora, zia Elena. In basso la mia mamma (con i fiori in mano) la zia Anna e....mio papà....si...quello vestito tutto di bianco è il mio papà....cosa ci fa in questa foto...ve lo racconto la prossima volta....

Fu così che la zia Anna, con molto coraggio, lasciò Palermo e la sua famiglia d'origine per formare la sua famiglia a Genova con il suo Egidio. Nacquero Rosa Gaetana e Angelo Salvatore ...i miei cugini anch'essi sposati (rispettivamente con Lillo e Maria Grazia) e con figli (Alessio e Giulia)...insomma ormai una parte importante della mia famiglia abita a Genova....volete che non abbia la ricetta originale delle trenette con il pesto????
:-)

Mia mamma me l'ha tramandata con dosi assolutamente ad occhio ma io ho chiesto a mia cugina Maria Grazia le dosi originali...
Per quattro persone: 250 grammi di foglie di basilico, 2 spicchi d'aglio privati dell'anima interna, 100 grammi di parmigiano grattugiato (oppure 50 parmigiano e 50 pecorino sardo per chi ama il sapore più forte), 20 grammi di pinoli, olio e sale qb.
Procedimento: se volete seguire il procedimento all'antica bisognerebbe pestare tutto nel mortaio...ma è più pratico ormai usare il frullatore. Iniziare inserendo i pinoli, l'aglio e il formaggio e l'olio extravergine d'oliva a poco a poco e prima che diventi una poltiglia inserire a poco a poco le foglie di basilico e il sale. Mettere il pesto dentro dei barattolini pressando bene e coprendo con altro olio...Questo barattolino mi è stato regalato dalla specialissima e soprattutto genovese da mille generazioni (come lei si è autodefinita) Alessandra del blog Menù Turistico in occasione della sua visita a Palermo per la presentazione del libro Gustando l'Italia

Adesso che il pesto è pronto non rimane che far cuocere le trenette in abbondante acqua salata e con una patata grattugiata dentro (oppure tagliata a fettine), scolarla ma non troppo e condirla con il pesto...

Questo è fra i migliori piatti estivi che possiamo gustare...Infine un grazie a Maria Grazia che mi ha fornito la ricetta con le dosi precise, ad Alessandra che mi ha permesso di gustare il pesto originale (si perchè il basilico ligure è molto diverso da quello siciliano che è troppo forte) e alla mia mamma che mi ha raccontato la storia della zia Anna e dello zio Egidio che non ci sono più ma che rivivono ogni istante attraverso i racconti e le foto che custodisco gelosamente in un album di famiglia!!!

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