L'aneddoto legato a questa ricetta è la storia d'amore della zia Anna (sorella di mia mamma) e dello zio Egidio (genovese DOC).



Ecco la famiglia al gran completo, in alto: Zio Benedetto, Zia Rosy, nonno Totò, zio Egidio, nonna Gaetana, zia Eleonora, zia Elena. In basso la mia mamma (con i fiori in mano) la zia Anna e....mio papà....

:-)
Per quattro persone: 250 grammi di foglie di basilico, 2 spicchi d'aglio privati dell'anima interna, 100 grammi di parmigiano grattugiato (oppure 50 parmigiano e 50 pecorino sardo per chi ama il sapore più forte), 20 grammi di pinoli, olio e sale qb.
Procedimento: se volete seguire il procedimento all'antica bisognerebbe pestare tutto nel mortaio...ma è più pratico ormai usare il frullatore. Iniziare inserendo i pinoli, l'aglio e il formaggio e l'olio extravergine d'oliva a poco a poco e prima che diventi una poltiglia inserire a poco a poco le foglie di basilico e il sale. Mettere il pesto dentro dei barattolini pressando bene e coprendo con altro olio...
12 commenti:
Che bella storia d'amore dietro un buon vasetto di pesto! E comunque da buona ligure anche io con il pesto di solito vado ad occhio ;)!
Ciao!
che bellissima storia :)
Una bella storia. Non ho capito però una cosa: come mai al matrimonio c'è la mamma e anche il tuo papà? Era già destino che anche la loro storia facesse parte di qella della zia?
ed io approfitto per copiarmi la tua ricetta originale ;-)
bel racconto e belle foto!!1 quasi commoventi!
Ciao Elena, dolcissima la storia di questo amore a distanza, e davvero coraggiosa tua zia a lasciare tutto per seguire il suo amore!
E con una storia così, non poteva che starci il pesto tramandato dalla mamma. Semplicemente buonissimo!
baci baci
Sono senza parole! La storia della tua famiglia è commovente...le fotografie sono bellissime e che dire della ricetta... Vado pazza per il pesto genovese!!! L'ho mangiato per la prima volta a Genova. Sono stata lì 3 giorni. A pranzo e a cena mangiavo qualsiasi piatto avesse il pesto.
Quando le mie piante di basilico sono pronte (già adesso) faccio il pesto una volta alla settimana.
Ho fatto sempre ad occhio, ma la prossima volta seguirò la tua pensando alla bellissima storia che ci hai raccontato.
Grazie infinite per avermi dato la ricetta! :)
Allungheremmo volentieri la scadenza perchè sono improvvisamente sovraccarica di lavoro per un mese, tant'è che riesco a risponderti solo ora, ed è molto tardi, tuttavia non vorremmo creare "disagi". Ci dormiamo sopra... e ne parliamo anche con i fotografi che giudicheranno le vostre fotografie.
Grazie ancora per il bellissimo post!
Bellissima la storai d'amore dei tuoi zii...le trenette con il pesto sono una bontà unica ciao Luisa
Quanta poesia, in un semplice volersi bene. Storia bellissima che riempie il cuore.
Brava.
che bello questo post in cui hai unito la poesia al nostro oro verde (il pesto - son genovese doc :-) ).
complimenti per il blog, lo metto subito tra i miei preferiti!
ciao Elena! Anch'io ieri ho letto molto volentieri questa vostra storia, davvero bella e commovente (ahhh! l'amore vero)
Mi è piaciuta e.. sai che somigli alla tua zietta? al primo aguardo potrebbe esser tua mamma;)
siete molto belle
Buongiorno Elena!
La raccolta delle ricette del concorso "Mi dai la ricetta?" è pronta. Se vuoi puoi scaricarla qui:
http://spelucchino.blogspot.com/2011/06/raccolta-del-condorso-mi-dai-la-ricetta.html
Grazie ancora per la ricetta... tra poco inizia la produzione di pesto per l'inverno e naturalmente seguo le tue dosi e indicazioni!
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