sabato 28 febbraio 2009

Le gocciole del Mulino Pasquale

Non so perchè ma in vita mia non ho mai provato a fare i biscotti... Mi è sempre mancata la ricetta giusta, lo stimolo giusto... sono arrivati entrambi lo scorso Natale con un regalo che mi ha fatto mia cugina Patrizia: un libro con ben 600 ricette facili facili per fare i biscotti. Si intitola Dolci e biscotti della collana Oggi cucino io (Mondadori).
Una ricetta più invitante dell'altra...io non sapevo decidermi e alla fine ha deciso mio marito per questi...
E li ha voluti fare proprio lui, ecco gli ingredienti: per circa 30 biscotti occorrono 150 gr di farina bianca, 125 di burro, 1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere, 50 grammi di zucchero, 1 uovo leggermente sbattuto, 180 gr goccine di cioccolato, sale. 
Cominciate preriscaldando il forno a 180 gradi. Lavorate lo zucchero con il burro ammorbidito fino a ottenere un impasto spumoso. Incorporate l'uovo e uno alla volta gli ingredienti secchi (farina, sale e lievito) infine le goccine. Io ne ho messo meno della dose prevista. Distribuite il composto a cucchiate scarse o su carta da forno o su piastra imburrata distanziandoli tra loro di circa 2/3 cm.

A un paio si è divertito a dargli la forma di un fiore con una formina che avevamo già...

Fate cuocere i biscotti per 15/20 minuti o fino a quando non saranno dorati, fate raffreddare altri 15 minuti su una griglia e ...oplà...

Sono buonissimi davvero, sia con una buona tazza di te che sgranocchiati semplicemente senza niente. Buoni proprio come le gocciole originali: e bravo Pasquale!

P.S.
la forma di fiore l'ho rifinita meglio con la formina, appena i biscotti si sono raffreddati, perchè l'inconveniente della carta da forno è che il composto tende a scivolare dai lati allargandosi...
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lunedì 23 febbraio 2009

Chiacchere di carnevale

Eccomi all'ultimo minuto a postare una ricetta di carnevale...mia mamma ha raccolto l'invito lasciatole nel post sulla pignolata e domenica mi ha fatto le chiacchere... Vi do velocemente la ricetta per realizzarle

Questi gli ingredienti: 200 grammi di amido, 300 grammi di farina, 40 grammi di zucchero, 75 grammi di burro fuso, 2 tuorli d'uovo, un pizzico di sale, un bicchiere di vino bianco o marsala..ed ecco la foto...viva la pubblicità!!

Impastate per bene e formate un bel composto omogeneo come questo...

Stendete una sfoglia sottile...

Con una rondellina ( o un coltello) tagliate tante striscette larghe circa due centimetri...

e friggetele in olio di semi di mais...quello buono...
Spolverate con zucchero a velo appena raffreddate...

Mi sembra che sono ancora in tempo per proporre questa ricetta per la raccolta


Baci baci...
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sabato 21 febbraio 2009

Sagra del mandorlo in fiore e finocchi colorati

La candida fioritura dei mandorli annuncia nella Valle dei Templi il ritorno della primavera. Agrigento centro geografico e storico del mediterraneo, diventa anche il fulcro della concordia e della cultura dei popoli. Lo spirito di gioia, pace e fratellanza che aleggia nell'antica Akragas durante la Sagra del mandorlo in fiore supera ogni barriera ideologica o razziale.

La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 a Naro da un'idea del Conte Dott. Alfonso Gaetani, lo scopo era quello di esaltare la primavera agrigentina fornendo una strumento per il lancio e la commercializzazione di alcuni prodotti tipici siciliani. Durante la giornata dedicata alla festa tutto si fermava e sembrava che la "valle del Paradiso" (la valle sottostante il paese di Naro) fosse incantata dalla nube bianca dei fiori di mandorlo, una magia che si ripeteva ogni anno in primavera. Fu lo stesso Conte Gaetani che, rendendosi conto delle prospettive che una magia simile poteva offrire, decise di trasferire la Sagra ad Agrigento, dove avrebbe potuto avere una maggiore risonanza, e mostrare questo splendido spettacolo a tutta l'intera provincia agrigentina.

La festa offriva raduni automobilistici, tornei di pallacanestro, competizioni ciclistiche e podistiche, vetrine addobbate a tema, mini festival della canzone, l'elezione di miss primavera, ma soprattutto sfilate di carretti siciliani addobbati secondo la migliore tradizione popolare e l'esibizione di gruppi folkloristici che danzavano all'ombra del Tempio della concordia.

Il rito dell'accensione del tripode dell'amicizia nasce nel 1956, anno in cui dalla Grecia giunge ad Agrigento, via Brindisi, la torcia olimpica accesa sul Partenone dal sindaco di Atene. La sacra fiamma servirà ad accendere un artistico tripode allestito per l'occasione dinanzi al Tempio della Concordia. Dalla tredicesima edizione la cerimonia della Fiaccola dell'amicizia sarà rispettata ogni anno e segnerà l'inizio della Sagra.




Dai primi esordi spensierati e lieti nella Valle del Paradiso a Naro la Sagra del Mandorlo in fiore giunge ad Agrigento dove assume un aspetto diverso folklorico-musicale, soprattutto con l'introduzione del Festival internazionale del Folklore, ma mantiene sempre vivo il sentimento di gioia e di spensieratezza che il conte Gaetani aveva pensato di trasmettere almeno per un giorno all'anno.

Le foto che ho mostrato in questo post riguardano la sagra che si è svolta quest'anno e sono state scattate da mio cognato Danilo e da Fabio Mollica, mentre per la ricostruzione della storia mi sono avvalsa interamente delle notizie tratte dal sito http://www.mandorloinfiore.net./.

E adesso, traendo spunto dai colori vivaci dei carretti siciliani, vi suggerisco una ricetta semplice e molto veloce un poco simile a quella già proposta da Concy su questo blog.

Sbollentate i finocchi, puliti e tagliati a spicchi, in acqua salata, per 10 minuti circa. A parte fare saltare in padella in olio extravergine d'oliva i pomodorini tagliati a spicchi, il porro e i capperi (e se avete anche le olive nere), salate e pepate.

Ponete i finocchi in una pirofila da forno, adagiate il condimento, condite con un filo d'olio e infornate per 15/20 minuti circa per fare insaporire e finire la cottura.

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giovedì 19 febbraio 2009

I sapori della mia infanzia: pignolata al nettare di zagara d'arancia

Tutti noi da bambini abbiamo atteso il carnevale con trepidazione e gioia desiderosi finalmente di potere indossare il nostro vestito preferito, da cambiare rigorosamente ogni anno : fatina, cappuccetto rosso e principessa per noi femminucce, zorro, principe azzurro e robin hood i maschietti. Ma io avevo un motivo in più per attendere i giorni del carnevale. Mia mamma friggeva infinite palline che sarebbero diventate, una volta passate nel miele, uno dei miei dolci preferiti: la pignolata!! Da impazzire sul serio, palline da mangiare come le ciliegie senza curarsi della quantità!!
La ricetta è davvero molto semplice e l'altra domenica non ho resistito alla tentazione di preparare questo dolce. Ho pensato fra me e me...che razza di carnevale è senza la pignolata? E quando Davide cresce che gli racconto? Che dopo le feste ero sempre a dieta e limitavo i dolci? Non è meglio una mamma con un paio di chiletti in più ma che lasci questi bei ricordi ai propri figli come mia mamma lo ha lasciato a me? Ho così impastato 400 grammi di farina, 200 grammi di zucchero e tre uova intere e formato un composto simile a una frolla. Ho formato dei lunghi salamini e tagliato a tocchetti (ne tanto piccoli ne grandi). Abbiate sempre cura di tenere il piano infarinato per non fare attaccare il tutto. Ho fritto quindi a poco a poco le palline in olio d'oliva misto con olio di semi.

A questo punto buona parte delle palline finivano nel pancino mio e di mio fratello prima ancora che nella padella con il miele... E Davide mentre friggevo stava a guardare dall'alto del suo seggiolone, molto incuriosito e divertito. Mi sono sentita una mamma felice, basta davvero poco, e che soddisfazione vedere che anche lui mangiava volentieri le palline che gli rifilavo di tanto in tanto. Torniamo alla ricetta. A questo punto ripulite la padella e sciogliete a fiamma bassa due cucchiaiate di miele: io avevo questo....delizioso davvero...

Passate a questo punto velocemente le palline nel miele (a fiamma spenta) e mettetele a mucchietti in ciotoline o cartine per muffin.

Spolverate la cannella in polvere e se le avete (io no) decorate con scagliette colorate per dolci.

A dire il vero, oltre alla pignolata c'era anche un'altro dolce che mia mamma preparava in questo periodo e che golosamente attendevo: le chiacchere. Se ho tempo le faccio prima di carnevale e le posto!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Carolina "a Carnevale ogni ricetta vale".

[RaccoltaCarnevale.jpg]

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martedì 17 febbraio 2009

Carciofi ammuttunati di Donatella

Questa ricetta, davvero molto gustosa e particolare mi è stata data dalla mia collega Donatella, Dony per noi amiche! Questa "ragazza" si divide splendidamente fra casa e lavoro e ogni giorno bisogna vedere come, con il suo cellulare, organizza e pianifica la giornata dando consigli al marito e le due figlie universitarie. Ne approfitto per farle davvero i complimenti...come donna, moglie e mamma. Inoltre, cosa sarebbe la stanza 12 senza le battutine fra l'ironico e l'ingenuo di Donatella? Infine mi fa molto piacere che il gruppetto della mia stanza (Donatella si aggiunge a Concita e Rosy) mi abbia dato una mano con il blog, fornendomi delle belle ricette che hanno compensato molto le mie lacune riguardo ricette con verdure. Irene...manchi solo tu adesso!!
Andiamo alla ricetta, tipicamente siciliana, come lo stesso titolo suggerisce. Per realizzarla occorrono dei carciofi, mortadella tagliata a striscioline, caciocavallo o in alternativa provola gustosa, concentrato di pomodoro, sale, pepe e limone e una frittatina densa (uova, pangrattato e formaggio grattugiato) per fare il "tappo".

Pulite i carciofi avendo cura di passare mezzo limone fra le foglie per non farlo annerire. Apritelo con le mani e inserite la mortadella, il formaggio, e condite con sale e pepe. Questa è il motivo del loro nome: ammuttunati significa infatti imbottiti.

Chiudete i carciofi con la frittatina, formando un vero e proprio tappo...

Friggeteli in olio etravergine d'oliva capovolti a testa in giù per sigillare bene l'interno, comprimendoli un poco ...

Una volta formato il tappo continuate a rosolarli per 10 minuti a fiamma bassa avendo cura di cuocerli da tutti i lati.

Fateli finire di cuocere per circa un quarto d'ora in una salsa di pomodoro ottenuta preferibilmente facendo rosolare uno spicchio d'aglio in olio evo (sempre extra ecc.....) e sciogliendo poi con acqua tiepida una lattina media di concentrato di pomodoro (o se lo trovate meglio ancora l'estratto). In alternativa usate la classica passata di pomodoro.

Che ne pensate? Niente male vero? Sono una vera bontà e una deliziosa cena!

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domenica 15 febbraio 2009

Faccio parte della Compagnia del Cavatappi anche io

La Compagnia del Cavatappi, come penso ormai la maggior parte di noi food blogger sappiamo, ha manifestato molto interesse per questo nostro mondo con l'iniziativa "la compagnia dei foodblogger". Per loro è un'interessante e innovativa forma di pubblicità, per noi un buon modo per conoscere i loro prodotti. 
Per chi ancora non conosce questo sito, vediamo di recensirlo...è un negozio on line che vende principalmente i vini più pregiati delle nostre terre, come questo Corvo Rosso del 2005 Duca di Salaparuta della mia sicilia.
Ecco la lista dei vini.
A giudicare da tutti i vini per adesso non disponibili e in riassortimento....i loro prodotti vanno davvero a ruba e sono molto apprezzati.
Ma continuiamo ad esplorare la sezione enoteca della Compagnia del Cavatappi.: questa, oltre a una vasta selezione di liquori e champagne ha anche una vasta scelta di grappe. Io ho scelto questa fatta con le uve sempre della mia terra: grappa di nero d'avola.  
Ed ecco la lista delle grappe.
La sezione devo dire che più ha attratto la mia attenzione è quella gastronomica. Lì mi sono davvero persa tra marmellate, sott'oli, cioccolattini, tartufi, e tanto altro, vale la pena visitare questa sezione e fra tutti i prodotti vi propongo questa marmellata ai fichi d'india...indovinate un poco...prodotto sempre siciliano
E infine, sempre nella sezione gastronomia segnalo questi bucatini, che ho utilizzato in più di una ricetta nel mio blog (bucatini con i broccoli arriminati,  bucatini con le sarde, bucatini alla caporalessa). Se li ordinate avete già anche le ricette per utilizzarli!
Anche per la pasta, come per tutti i prodotti, bisogna aspettare che a giorni facciano il riassortimento. Segno che i prodotti sono graditi no! Inoltre chi ordina adesso può approfittare di ottimi sconti
E' possibile scegliere i prodotti effettuando delle comodissime ricerche per argomento, prezzo, provenienza. Insomma andate a visitare anche voi il sito e aderite all'iniziativa promossa per noi food blogger. Non ve ne pentirete.
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giovedì 12 febbraio 2009

Un pranzo da chef per il compleanno di mio marito

Oggi è stato il compleanno di mio marito: 38 anni!! Ci siamo presi entrambi un giorno di ferie ed è stato uno spettacolo svegliarsi e ritrovare la città avvolta in un manto di nevischio. A Palermo di neve non ne vediamo mai quindi anche questo poco è bastato per farci stare dietro le finestre, contenti come bambini, a scattare fotografie...



Ho invitato a pranzo i miei suoceri e mia mamma e già da domenica avevo pensato tutto nei minimi dettagli quando, una chiaccherata scambiata tramite facebook con Marcello Valentino ed ecco che il mio menù è stato completamente stravolto...ma che successone!! Non finirò mai di ringraziarlo per avermi fatto provare delle nuove pietanze che altrimenti non avrei mai avuto il coraggio di fare... Su suo consiglio ho fatto le lasagne con il suo buonissimo (è dire veramente poco) Pesto Ballarò
Ingredienti pesto ballarò: 3 mazzi di basilico, 12 foglie di menta, 50 grammi di mandorle tostate, 20 grammi di pecorino semistagionato, 1 cucchiaio di scorza di limone, 10 pomodorini pachino, 4 cucchiai di olio extravergine, sale, peperoncino e 3 cubetti di ghiaccio, da frullare tutto insieme.
Alle lasagne all'uovo (Marcello, non ho avuto il tempo di farle io ma proverò la prossima volta) ho alternato strati di pesto ballarò, noce moscata, ricotta e salsa bechamelle (Ingredienti: un litro di latte, 100 gr di burro, 50 gr di farina, parmigiano grattugiato, noce moscata, sale e pepe)

Le ho preparate la sera prima, tenute in frigo per farle insaporire e infornate questa mattina per 20' a 180° due ore prima di servirle (riscaldandole un poco al forno).


A me sono piaciute davvero moltissimo e a giudicare dai commenti anche ai miei commensali...


Come secondo mi ha consigliato di preparare un carrè di maiale. Mi sono fatta preparare il pezzo di carne dal macellaio, ho poi massaggiato il pezzo con gli aromi (salvia, rosmarino, sale, pepe ecc...) e cotto in padella con olio per dieci minuti a fiamma molto alta cercando di fare dorare tutti i lati, operazione un poco difficile per via delle ossa sporgenti. Ho poi tenuto in forno per due ore a 100°. Appena pronta l'ho tagliata come il burro... spettacolare. Anche se le fette di carne le ho tagliate alte come la fiorentina si scioglieva davvero in bocca. Niente male se pensate che era la prima volta che la preparavo...

Ho anche preparato delle sgaloppine con rucola e caciotta affumicata, ricetta della mia amica Concita, ma queste le posto un'altra volta. Per il contorno ho invece seguito le indicazioni di Manuela e ho preparato le sue patate sabbiose. Avrei dovuto fare del radicchio pastellato allo zafferano (ricetta sempre datami da Marcello) ma non ho fatto in tempo pur avendo tutti gli ingredienti. Non ho neanche scattato la foto ai due primi con i contorni nel piatto ...che sbadata... troppe cose a cui pensare! Anche la foto delle patate mi sono ricordata di scattarla quando erano quasi finite...
Sono venute deliziose davvero...

Per dolce una meravigliosa torta con fragoline e panna...comprata pronta!!

Andiamo con le foto per l'album di famiglia. Ecco mio marito con i suoi genitori...

...con suo fratello Danilo, aspirante attore di teatro (e anche di cinema speriamo, avendo interpretato nel film "Maria Venera" la parte di John Silver )...

...con mia mamma e sua mamma...

...e con la sua adorata mogliettina...

Alla prossima e grazie Marcello.
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