giovedì 30 ottobre 2008

Tradizioni siciliane: la frutta di martorana

Per adesso nei nostri blog dedichiamo molto spazio ad alla festa di Halloween e ai dolci che a questa festa si ispirano. Ma in sicilia, per la festa di Ognissanti abbiamo anche una bella tradizione culinaria che culmina nel "cannistro" ovvero un paniere pieno di dolciumi, frutta secca e frutta di martorana (pasta reale). Questo lo si fa trovare ai bimbi il giorno della ricorrenza dei defunti dicendo loro che i nonni (o i parenti che non ci sono più) lo hanno lasciato durante la notte per loro. C'è anche chi fa trovare qualche regalino. La frutta martorana, il cui nome si deve alla Chiesa della Martorana a Palermo dove anticamente le monache la preparavano in occasione appunto della ricorrenza di Ognissantiè un impasto di zucchero, acqua e farina di mandorle molto semplice da fare ma molto difficile da trasformare in deliziosi frutti come quelli della foto

Per realizzarli vendono delle apposite formine di gesso ma non è affatto facile. La pasta reale da noi in sicilia è molto usata infatti, mentre per il 02 novembre si usa farne deliziosa frutta, con lo stesso impasto a Pasqua si fanno le pecorelle (sempre aiutandosi con le formine di gesso). Inoltre gli inserti della famosa cassata siciliana sono fatti proprio di martorana. Se volete dilettarvi a farla questo è il procedimento: 300 gr di farina di mandorle (che se avete difficoltà a reperirla nel mercato potete frullare direttamente voi le mandorle pelate), 150 di zucchero a velo, una goccia di essenza di mandorla amara, acqua q.b. Impastare il tutto unendo a poco a poco l'acqua fino a formare una pasta molto lavorata e molto compatta. Realizzare a mano o con le formine dei frutti e colorarli con colore alimentare. Potete usare la pasta reale anche come copertura delle torte stendendone con il mattarello uno strato sottile e decorandolo a piacere.
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domenica 26 ottobre 2008

Il tuo primo compleanno

Mio caro bimbo, ti ho appena addormentato e adagiato nel tuo lettino. Eri stanco ma l'espressione serena e felice mi ha ripagato di tanto lavoro fatto con papà per organizzare la tua festa di compleanno...oggi infatti hai spento la tua prima candelina (anche se in verità l'abbiamo spenta io e papà!). Ci è piaciuto organizzarti una festa con tutte le persone che in quest'anno ti sono state davvero vicine anche con una semplice telefonata quando ti sei preso il tuo primo raffreddore.E sono davvero tante! Fra tanti pensieri e regali voglio riportare gli auguri che questa mattina hai ricevuto via mail dallo zio Francesco e dalla zia Emilia...

Caro Davide

oggi compi il primo anno della tua vita e vogliamo dirti quanto bene

ti vogliamo, ma non perché siamo obbligati da vincoli di parentela,

ma per tante altre cose, che nell’arco degli anni ci hanno unito.

Ti vogliamo bene perché sei il nipote di nostro compare Pino e di

Maria Vittoria, perchè sei il figlio di nostra figlioccia Elena e di

Pasquale, perché sei un bimbo bellissimo e tutte queste cose messe

insieme, si chiamano: amicizia.

Potremmo augurarti un mondo di cose belle, ma te ne diciamo una

soltanto, che le racchiude tutte: che tu possa essere felice sempre.

Quando un bambino è felice, vuol dire che tutti i suoi giorni

procedono bene  e questo è l’augurio per  te, ma che possa essere

anche per tutti i bambini del mondo.

E di bambini te ne abbiamo invitato tanti alla tua festa ed era uno spasso vederti, un poco frastornato per la confusione, come  li seguivi da per tutto con il tuo girello battendo le manine...

Che tenerezza poi quando l'animatrice li ha messi tutti in fila per andare a mangiare nell'altra stanza e tu, tra le risate generali, ti sei accodato e li hai seguiti.... sei un bimbo molto allegro e gioviale e mentre organizzavamo la festa con papà immaginavamo la tua reazione nel vedere tutti questi bambini insieme... Non sapevi chi rincorrere prima!

Ancora non mi sembra vero che questo giorno tanto atteso è volato così in fretta... Ed eccoti tra mamma e papà al momento della torta. A casa abbiamo cantato tante volte la canzoncina e cercato di farti spegnere la candelina ma tu oggi ti sei limitato ad osservarla incuriosito, quasi fosse la prima volta che vedevi la fiammella! E alla fine della canzone non hai neanche battuto le tue manine!

Quì sei con nonna Maria Vittoria...

...mentre quì sei con lo zio Danilo e i nonni Pino e Marì.

Adesso anche mamma si mette a letto, abbastanza stanca ma soddisfatta per l'esito della festa. Corro a darti un altro bacino, l'ultimo della giornata. Buon compleanno amore di mamma.


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sabato 25 ottobre 2008

Cozze gratinate e zuppa di cozze


Le cozze, la mia passione...mi piace inebriarmi del loro odore, del loro sapore che sa di mare. Spaghetti alla tarantina, zuppa, gratinate, o anche con semplice limone spremuto sopra... Oggi propongo due ricette realizzate da mia mamma. Per due persone occorrono circa un chilo di cozze. Con la prima ricetta occorre anche del pan grattato, prezzemolo, aglio, pepe e olio extravergine.

Cominciate sempre preriscaldando il forno a 180°. Sciacquare le cozze sotto un getto d'acqua ed eventualmente ripulire il guscio strofinando con una retina metallica. Scegliere le cozze più grosse perchè quelle più piccole le useremo per la zuppa (per queste ultime abbiate più cura nella pulizia del guscio). Aprirle con un coltellino affilato facendo ricadere il frutto su una sola estremità mentre butteremo l'altra. Porre le cozze così ottenute su una teglia da forno. Preparare un composto di pangrattato, prezzemolo, aglio tritato, pepe e ricoprire le cozze sgusciate. Irrorate gentilmente con olio e infornare per la gratinatura girando la manopola del forno a grill.
I tempi di cottura sono brevi perchè non devono asciugare troppo.
Per la zuppa invece occorre scaldare in olio qualche spicchio di aglio e unire la polpa di quattro pomodori san marzano grattuggiata fresca (uso sempre la grattuggia a quattro lati e mi trovo benissimo). In alternativa possiamo adoperare una latta di pomodoro pelato. Fare cucinare per dieci minuti a fiamma bassa. Nel mentre porre le cozze in un tegame ampio e farle cuocere a fiamma moderata finchè non saranno aperte. Appena pronte mettere le cozze in una zuppiera. L'acqua di mare che avranno buttato mentre si aprivano filtrarla con un velo (quello dei confetti o in alternativa usare del cotone idrofilo) e unirla al pomodoro. Il brodo così ottenuto lo gettiamo sopra le nostre cozze insieme a una manciata generosa di prezzemolo tritato e....sentirete che sapore...



P.S.
Ho omesso volutamente nelle due ricette il sale in quanto la cozza fresca è già salata di suo. Eventualmente, secondo i gusti, aggiustare con un pizzico di sale ma, se volete un consiglio, prima assaggiatele!!!
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mercoledì 22 ottobre 2008

Pilaf di riso basmati con pollo in salsa d'arancia

L'altro giorno, sfogliando un giornale che avevo comprato soltanto perchè in regalo c'era una teglietta antiaderente della Ballarini, ho trovato una ricetta che la sola presentazione mi stuzzicava parecchio. Inoltre la preparazione semplice mi ha spinto a farne la mia cena. Per due persone occorrono 6 fusilli di pollo, 150 grammi di riso basmati, 2 arance, vino bianco, timo, un poco di farina, sale, pepe.
Infarinare i fusilli di pollo (in effetti possiamo usare coscette, petto a dadini ecc.. ma i fusilli sono più coreografici) e rosolarli per due minuti a fiamma viva in una padella antiaderente con olio caldo per formare una crosticina in entrambi i lati. Fare evaporare mezzo bicchiere di vino bianco (o brandy) e unire il succo delle due arance, sale e pepe. Coprire e cuocere a fiamma bassa per 20' rigirando di tanto in tanto.

In una casseruola di pyrex (che si possa mettere sul fuoco ma anche al forno) fare rosolare della cipolla e tostare per qualche minuto il riso. Aggiungere 300 dl di brodo vegetale (io ho usato il dado) e fare cuocere in forno per 20 minuti a 180 gradi senza girarlo mai. Appena pronto sgranellarlo con una forchetta. Questa è la preparazione del riso pilaf ma in effetti lo si può fare bollire nel brodo vegetale aggiungendolo a poco a poco perchè deve rimanere comunque molto asciutto.

A questo punto non rimane che impiattare: porre il riso nel piatto (decorato con fette di arancia) e adagiare i fusilli di pollo. Condire con il sughetto di cottura, timo e la buccia grattuggiata all'arancia.
Buon appetito...

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Ricette dal mondo" curata da Laura del blog "I dolci di Laura" come cucina orientale.
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Crostata di mele e albicocche

Questa è una bella ricetta di crostata con le mele, simile nella forma a quella proposta proprio oggi da Laura nel suo blog I dolci di Laura, anche se la sua è davvero spettacolare. Ma gli ingredienti sono differenti. Diciamo che questa è adatta a chi non vuole perdere proprio molto tempo. Gli ingredienti: per la base occorrono 300 grammi di farina, 150 di burro (a temperatura ambiente), 100 grammi di zucchero, 2 tuorli d'uovo, 2 cucchiai di latte,un pizzico di sale
In pratica sono gli stessi che uso per la pasta frolla della crostata con la marmellata. Per la copertura occorrono tre mele e un vasetto di marmellata di albicocche.

Preparare la base impastando tutti gli ingredienti fino a formare una palla liscia e omogenea che terrete in frigo per 30 minuti. Nel mentre pulire le mele, tagliarle a spicchi e metterle a macerare in un pò di zucchero. Accendete il forno a 180°. Stendere in una teglia imburrata e infarinata la pasta della frolla e bucherellarla con la forchetta. Stendere tutto a giro le mele e infornare per 20 minuti circa. Appena cotta spalmare la marmellata di albicocche che avrete in precedenza scaldato a bagnomaria. Questa infatti non deve essere granulosa ma quasi liquida. Attendere che la marmellata si freddi ritornando nella sua consistenza gelatinosa e...
buona merenda!
Ringrazio per questa ricetta la mia amica Maria Concetta che l'ha realizzata e portata in ufficio per una merendata tra colleghe.



Con questa crostata partecipo alla raccolta di ricette delle torte con le mele indetta dal blog Essenza di Vaniglia.


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lunedì 20 ottobre 2008

L'angolo di Patrizia: i mostruosi biscotti di Halloween

« Venite con me / È la festa di Ognissanti / Faremo tremare tutti quanti.
Gli scherzi, stavolta, son giustificati / le risa e i la
zzi perfino aumentati. »
(Ray Bradbury, L'albero di Halloween, XIX secolo)

MOSTRUOSAMENTE DOLCE!

ECCOMI! ECCOMI! SON TORNATA!

GRAZIE ALLA MIA CUGINETTA, HO MODO DI CONDIVIDERE IN MODO CREATIVO E DIVERTENTE LA MIA PICCOLA PASSIONE PER FORNO E FORNELLO!

CHE VI DICEVO CIRCA LA MIA RICETTA DELLA CASSATA? LA BASE E OTTIMA ANCHE PER BUONISSIMI BISCOTTI. NON MI CREDEVATE??

ECCOVENE LA PROVA!

SOLO CHE PRIMA DOVETE FARVI UNA PASSEGGIATA IN EDICOLA, NE VALE LA PENA! SOPRATTUTTO VOI MAMME! BASTA ANDARE IN EDICOLA SOLO PER BUSTINE DI GORMITI E CUCCIOLI CERCAMICI PER I VOSTRI PICCOLI. SPENDETE BENE 4.99 EURO PER VOI. COMPRATE IL MENSILE PI’ DOLCI CHE VI REGALA DELIZIOSE FORMINE: L'ACQUISTO E ANCHE PER LORO IN REALTA', ED INIZIATE UNA BELLA TRADIZIONE DI FAMIGLIA : I MOSTRUOSI BISCOTTI DI HALLOWEEN.

COSA C'E' DI PI’ BELLO DI UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA? INIZIARE ORA QUALCOSA CHE I VOSTRI BIMBI VI CHIEDERANNO DI RIPETERE OGNI ANNO, FINO AL GIORNO IN CUI NE PARLERANNO A SUA VOLTA AI LORO FIGLI?

IO NON HO USATO LA RICETTA DELLA RIVISTA PERO', NEPPURE PER I DECORI.

A NATALE FAREMO I GINGERBREAD, MA ADESSO PRONTI VIA: FANTASMINI, ZUCCHE, GATTI NERI E PIPISTRELLI!!!!!!

450 GR FARINA, 150 GR BURRO AMMO

RBIDITO, 150 ZUCCHERO,

135 LATTE, 1 BUSTINA DI VANIGLIA, 1/2

BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI.

PER LA GLASSA:

300 GR ZUCCHERO A VELO – 2 ALBUMI – GOCCE

DI LIMONE – COLORI PER ALIMENTI.


PREPARATE LA FROLLA CHE FARETE RIPOSARE IN FRIGO ALMENO 15 MIN. STENDETELA NON TROPPO SOTTILE E RICAVATENE LE MOSTRUOSE FORME. NELLA TEGLIA, CON CARTA FORNO, DISTANZIATELI PERCHE' ALTRIMENTI CUOCENDO E GONFIANDO, TENDONO A RIAVVICINARSI ED UNIRSI. INFORNATE A 180° PER 10-15 MIN: MEGLIO MANTENERLI PIUTTOSTO DORATI E MORBIDI.

MENTRE LORO RAFFREDDANO, PREPARATE LA GLASSA, MONTANDO CON LE FRUSTE ELETTRICHE ALBUMI, ZUCCHERO E GOCCINE DI LIMONE. SUDDIVIDETELA IN BICCHIERI DI CARTA E COLORATELA CON COLORI ALIMENTARI (ARANCIO, VIOLA, NERO, VERDE O COME MEGLIO PREFERITE!).

SPALMATE LA GLASSA COLORATA SULLA SUPERFICE DEL BISCOTTO COME FOSSE NUTELLA CON UN COLTELLO O UNA SPATOLINA.



CON UNA SIRINGA PER DOLCI (PUNTA SOTTILE) O UN CONETTO DI CARTA FORNO DISEGNATE I DETTAGLI.


FATE RAPPRENDERE LA DECORAZIONE….E DITEMI SE NON SONO MOSTRUOSAMENTE DELIZIOSI!!!

BUONA MERENDA




Con questa ricetta partecipo alla raccolta
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sabato 18 ottobre 2008

L'angolo di Patrizia: cassata siciliana al forno

Oggi con grande piacere apro una rubrica di cucina curata da mia cugina Patrizia, altra figlia del fondatore del bar L'albatro di Palermo Antonio D'anna. Ottima cuoca, ve lo assicuro, ci delizia ogni volta che andiamo da lei con i suoi manicaretti. Inoltre spero mi darà una mano nelle mie prossime ricette esterofile essendo il marito Giuseppe di origini spagnole. Adesso, essendo la rubrica tutta sua, le cedo la parola e le do in bocca al lupo per la sua nuova avventura!!

Baciamo le mani a tutti!

Prima di cominciare, mi preme far notare che questa è una delle mille versioni esistenti per dar vita alla mitica cassata al forno, ma da brava figlia di sicilianissimo pasticcere , posso garantirvi un buon risultato, se non quello proprio ufficiale! Inoltre la base potrete usarla per tante altre ricette di crostate o biscotti...ed è senza uovo per chi fosse intollerante!

INGREDIENTI :

450 GR FARINA, 150 GR BURRO AMMORBIDITO, 150 ZUCCHERO, 135 ml LATTE, 1 BUSTINA DI VANIGLIA, 1/2 BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI

PER LA CREMA:

500 GR RICOTTA FRESCA, 200 GR ZUCCHERO, 70 GR GOCCINE DI CIOCCOLATO


In una terrina mischiare gli ingredienti per la base della crostata. Il burro andra’ ammorbidito, anche qualche secondo al micronde. Se l’impasto risultasse umido, spolverarci su un altro po’ di farina ed amalgamare ancora. Quindi porre in frigo la pasta ottenuta per almeno 15 minuti.

Nel frattempo preparate la crema di ricotta. Bastera’ porre la ricotta, lo zucchero e le goccine in una terrina e montare con le fruste elettriche per almeno un minuto. D’obbligo leccare il cucchiaio con la crema in piu’ !!!

Recuperare la pasta dal frigo e stenderla su un foglio di carta forno ricavandone poi una forma circolare con un coltello. Conservare la pasta che avanza.

Sistemare il disco di pasta, con tutto il foglio di carta, nella teglia a cerniera, premendo bene i bordi lateralemente. Per i piu’ golosi, spargere sul fondo altre goccine di cioccolato. Adesso versare su la crema di ricotta e distenderla bene



La pasta rimasta va stesa nuovamente e adagiata sulla torta per chiuderla. Con un coltello eliminare il bordo in piu’ pareggiandolo per bene. Quindi con un pennello bagnato di latte sigillarlo per bene e spennellare anche tutta la superfice.



Se vi rimane pasta, usatela per piccoli deliziosi biscottini guarniti di cioccolato. Infornate a 180° per 45 minuti, sfornate e fate raffredare.

Quindi spolverate di zucchero a velo….e buon appetito!!!!!!!!!

E la cassata al forno partecipa alla raccolta indetta da The Swan Cake

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Cassatine al forno

Diciamocela tutta...i dolci non rientrano tra i miei peccati di gola (eccetto la crostata di cui ho già parlato). Ma, da buon siciliano, rientrano tra i peccati di gola di mio marito (specie quelli alla ricotta) che, vedendomi ultimamente smanettare davanti i fornelli per tenere aggiornato il blog mi disse "Ma dolci mai???". Eccolo accontentato. Ho sfogliato il mio consunto quaderno di ricette dove tengo gli appunti volanti presi quà e la e ho scovato questa ricetta datami da mia cognata Maria tanto tempo fa ma mai realizzata: le cassatine al forno (versione baby della cassata al forno).
Ingredienti per la pasta (teglia diametro 26): 350 grammi di farina, 200 grammi di zucchero, 100 grammi di burro ammorbidito, 2 uova, un bicchierino di liquore tipo amaretto.
Per il ripieno: 500 grammi di ricotta, 200 scarsi di zucchero, scaglie di cioccolato fondente.
Io ho dimezzato tutte le dosi perchè non ero sicura della riuscita e non avendo una teglia più piccola ho poi creato i tortini.

Disporre a fontana la farina e incorporare le uova e lo zucchero. Cominciare a impastare e successivamente unire il burro ammorbidito e a poco a poco il liquore. Aggiungere eventualmente un poco di farina perchè deve venire una pasta abbastanza compatta, tale da essere spianata con il mattarello. Porre in frigo 1/2 ora. Frullare nel mentre lo zucchero per farlo diventare a velo e successivamente con un frullatore a immersione ( a meno che non volete farlo all'antica e cioè a mano) amalgamare la ricotta allo zucchero. Un consiglio: lo zucchero unitelo non tutto insieme ma a poco a poco, fino a quando la gradazione di dolcezza della crema vi soddisfa. Aggiungere il cioccolato fondente a pezzetti non troppo piccoli: rischiate che si sciolgano del tutto nella crema di ricotta quando poi li infornate

Adesso è il momento di preriscaldare il forno a 180 gradi. Disporre sul piano di lavoro un poco di farina e spianare con il mattarello la pasta formando un disco grande che andrà a formare la nostra base e uno più piccolo a copertura. Riempire le cassatine con la crema di ricotta lasciando un centimetro di spazio dal bordo della pasta che servirà per sigillare bene i due dischi. Io, come si vede in figura, ho usato lo stampo al silicone evitando di imburrare e infarinare la teglia (o gli stampini) procedimento da seguire per chi infatti ha la teglia classica.


Infornare a forno già caldo per 25/30 minuti circa. Il grado di cottura dipende da quanto sottile avete spianato la pasta. Se pensate di averla fatta abbastanza sottile (1.5 mm) lasciate cuocere qualche minuto meno e viceversa. Il rischio maggiore che si corre è che rimanga cruda dentro a causa dell'umidità della ricotta. E' normale che quando sono ancora molto caldi la ricotta esca da qualche spiraglio. Niente paura, appena freddi tornerà tutto a posto. Ecco il mio risultato:

Per essere la prima volta che li facevo niente male...vero?
Buona merenda.
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giovedì 16 ottobre 2008

Spaghetti con pesto di pomodori secchi

Vi è mai capitato di avere una voglia irrefrenabile di...pasta?? Condita come capita purchè sia pasta!!? Era una voglia che spesso avevo in gravidanza e devo dire mi è rimasta... E poi, non trovate che la sera sia più buona del solito?? Boh, forse perchè non è una cosa che si fa spesso, forse perchè a pranzo non ne avevo mangiato, ma ieri sera mi sono lasciata tentare da un bel piatto di spaghetti. L'ho condita con un pesto di mia invenzione molto semplice da realizzare con pomodorini ciliegino secchi, un'acciuga, qualche foglia di basilico e la nduja calabrese: il risultato è stato molto stuzzicante.


Ho poi riscoperto uno strumento che in cucina non uso spesso, la mezzaluna. In pochi secondi ho tritato gli ingredienti...

...facendoli poi saltare in un saltapasta con un filo d'olio. Ho scolato gli spaghetti molto al dente, mantecato con il condimento con un poco di acqua di cottura e ...mmmm...che saporino delizioso!!

Buon appetito
P.S.
non mettete sale nel condimento, è già appastanza gustoso di suo fra i pomodorini e l'acciuga!!

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mercoledì 15 ottobre 2008

Tortino di melanzane

Vi è mai capitato di comprare più cose da mangiare di quanto in effetti non consumate? A me spesso, soprattutto quando vado dal fruttivendolo e compro tantissima verdura che poi non riesco a cucinare nei giorni seguenti. Un invito imprevisto oggi, un invito che non ricordavi di avere domani ed ecco che le verdure si spengono pian piano. Quando mi succede trasformo le verdure un poco appassite in ottimi tortini e la melanzana, oggetto della ricetta di oggi, si presta meravigliosamente. Ecco gli ingredienti del tortino: una melanzana, una manciata di pan grattato, una manciata di parmigiano grattuggiato, passoline e pinoli e un uovo (anche se io non l'ho usato). In pratica sono gli stessi delle polpette di melanzane che si possono poi friggere o cuocere nel forno.

Pulire la melanzana, tagliarla a dadini e farla bollire 10 minuti in abbondante acqua salata. Appena cotta tenerla a scolare un poco in un colino per togliere l'eccesso di acqua. Per accellerare i tempi premete con un cucchiaio la polpa. Porre in una boulle e unire tutti gli altri ingredienti aggiungendo un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Avevo anche qualche pezzetto di formaggio piccante e lo aggiunto. Inutile dire che le dosi non posso darle visto che molto dipende dall'umidità della polpa di melanzana, dai gusti ecc.. Comunque mantengo sempre la stessa proporzione tra pan grattato e parmigiano. Inoltre, visto l'esiguità della polpa a disposizione, ho evitato di aggiungere l'uovo. Lo avrebbe reso una frittata invece di un tortino. Lavorare il composto con un cucchiaio di legno e porlo in una padella antiaderente cosparsa di pan grattato e un filo di olio. Farlo cucinare coperto e a fuoco lentissimo per 10/15 minuti circa. Aiutandovi con un piatto rigiratelo avendo cura sempre di cospargere il fondo della padella di pan grattato e olio. Serve per formare una bella crosticina. Cucinare per altri 10 minuti e sempre coperto.

Essendo il tortino una porzioncina scarsa per due persone e avendo a disposizione anche delle patate ho fatto un altro tortino, ma questo l'ho copiato seguendo le indicazioni del blog "la via delle rose" a cui vi rimando per tutti i particolari. Il tortino di melanzane insieme a quello di patate e un pezzetto di buon formaggio hanno fatto davvero una buona cenetta.

Buon appetito
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lunedì 13 ottobre 2008

Polpette con piselli e fonduta di taleggio

Questa è una ricetta al volo, molto semplice da non richiedere le foto dei passaggi fondamentali, soltanto il risultato finale. Gli ingredienti sono: piselli, un pezzetto di taleggio e per le polpette impastare tritato di carne, uovo, pan grattato, parmigiano grattuggiato, sale, pepe, noce moscata e prezzemolo. La ricetta originale vuole che le polpette siano infatinate e fritte, ma io, reduce da un ora di lezione di palestra molto pesante dove con tanti sacrifici ho bruciato un bel pò di calorie, non me la sono sentita di buttare tutto alle ortiche. Le ho quindi fatte bollire in un bel brodo vegetale. Nel mentre mettere a bagnomaria con un goccio di latte il taleggio facendolo fondere del tutto. Creare infine nel piatto da portata un letto di piselli, precedentemente lessati in poca acqua salata, adagiare le polpette (per chi non ha problemi di linea consiglio decisamente la versione fritta) e cospargere il tutto con la fonduta di taleggio. Decorare a piacere con grani di pepe rosa.
Buon appetito!
P.S.
Vorrei fare un appunto per quanto rigarda il taleggio. A differenza di molti formaggi in cui si preferisce sempre il centro, la parte nobile di questo formaggio è la crosta. Infatti è proprio lì che risiede il suo caratteristico sapore, leggermente tartufato. Non gettatelo quindi ma mettetelo a fondere a bagnomaria insieme alla parte più morbida.


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domenica 12 ottobre 2008

Cronache di gusto...

È stato preparato dall’Associazione siciliana pasticceri e cuochi nel corso della manifestazione 82profittero_hp.jpg“Dolce Paceco”. Venti centimetri lo separano dal record mondiale

Un profitterol
da guinness,
o quasi


Venti centimetri lo separano dal record mondiale, ma quello preparato lo scorso fine settimana a Paceco in provincia di Trapani è senza dubbio uno dei profitterol più grandi che si sia mai visto. 
Quindicimila bignè ricoperti con crema di cioccolato al caffè e farciti con crema al caffè, per complessivi 900 chilogrammi di peso. Una torre di golosità alta un metro e settanta centimetri, pazientemente assemblata da una squadra composta da dodici pasticceri che, solo per preparare i bignè e per farcirli, hanno lavorato dodici ore. 
Il dolce, grande tre metri per quattro, è stato realizzato nell’ambito di “Dolce Paceco”, il quarto meeting internazionale di artigiani pasticceri, che si è svolto dal 2 al 5 ottobre nella cittadina trapanese.
Il maxi dessert è stato preparato dall’Aspec, l’Associazione siciliana pasticceri e cuochi. “Abbiamo distribuito il profitterol a tutti i presenti che hanno mostrato di averlo gradito molto – racconta Fabio Pacuvio, che fa parte del direttivo dell’Aspec insieme con Saverio D’Anna, Leonardo La Placa e Vito Termine -. Questa prova ci è servita da allenamento – continua Pacuvio – perché il nostro obiettivo è quello di battere il vecchio primato ed entrare nel guinness realizzando il profitterol più grande del mondo”.
L'articolo continua su www.cronachedigusto.it

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giovedì 9 ottobre 2008

Tradizioni siciliane: la pasta con le sarde

Con una poesia di mia madrina Emilia Merenda, scritta in dialetto siciliano, apro un nuovo spazio sul mio blog, quello dedicato alle ricette e alle tradizioni siciliane. La pasta con le sarde è un piatto tipico della tradizione palermitana e, a meno che non ricorrette alle scatolette di condimento già pronte, è possibile prepararla con gli ingredienti freschi in primavera-estate, quando in montagna comincia a crescere il profumatissimo finocchietto e il mare nostrum si riempie di sarde. Di seguito trovate anche il procedimento per prepararla. (foto poesia gamberorosso.blogspot.com)



‘A PASTA CHI SARDI


Finuccheddu di muntagna crisciutu ‘n’natura

e poi ci coci la pasta ni’ l’acqua di cuttura

e pi’ li balatara cchiù fini

hannu a essiri sulu maccarruncini.

Passulina e pignoli e ‘na cipudda ‘ngranciata

anticchia ‘i zafaranu e ‘na sarda salata,

l’ogghiu sempri ginirusu

arriminari spissu senza essiri lagnusu.

Poi ‘na manata di sardi frischi e argintati

e dintra la conza vannu ‘mmiscati,

senza spini e allinguati

vasinnò si pò moriri affucati.

La pasta avi ‘a ristari ‘ngridda,

ca’ mentri la manci sata comu n’ancidda

ca’ sulu a talialla è un veru priu

e poi a mancialla iu m’arricriu.

Tu, nun po’ capiri si nun l’ha’ tastatu mai,

ma si la manci, ti fa scurdari i guai.


LA PASTA CON LE SARDE

Finocchietto di montagna cresciuto in natura

e poi ci cuoci la pasta nell’acqua di cottura

e per i palati più delicati

devono essere solo maccheroncini.

Uva passa e pinoli e una cipolla arrosolata,

un po’ di zafferano e un’acciuga salata,

l’olio sempre generoso

mescolare spesso senza essere inoperoso.

Poi un manciata di sarde fresche e argentate

e dentro il condimento vanno unite,

senza spine e diliscate

altrimenti si può morire affogati.

La pasta deve rimanere al dente,

che mentre la mangi salta come un’anguilla

e solo a guardarla è un vero piacere

e poi a mangiarla è una soddisfazione.

Tu, non puoi capire se non l’hai assaggiata mai,

ma se la mangi, ti fa scordare i guai.


INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Per cinque o sei persone: 500 g di sarde fresche, 500 g di bucatini, 500 g di finocchietti di montagna, 2 cipolle medie o 1 cipolla piuttosto grossa, 3 acciughe salate, 50 g di uva passolina e altrettanti di pinoli, una bustina di zafferano, olio, sale e pepe


Lessare per una ventina di minuti i finocchietti in tanta acqua salata, quanta ne servirà poi per la pasta (4 litri per 500 g), scolarli e tritarli. Tenere da parte l’acqua. In un tegame, scottare le sarde pulite in 1 dl d’olio extravergine d’oliva (un minuto per lato), scolarle e riservarle. Mettere a soffriggere nello stesso tegame le cipolle finemente affettate fino a leggerissima coloritura e unire quindi i finocchietti, le sarde, l’uva passolina, i pinoli, sale e pepe. Cuocere a fuoco basso, mescolando, per amalgamare la salsa. Dopo una ventina di minuti, unire le acciughe che sono state dissalate, lavate, asciugate e infine sciolte in un tegamino con un cucchiaio d’olio caldo. In alternativa usate le più pratiche acciughe sott'olio. Cuocere ancora per 15 minuti, sempre mescolando e unire quindi una bustina di zafferano, sciolto in un cucchiaio dell’acqua di cottura dei finocchietti.

Mettere intanto a cuocere la pasta nell’acqua di cottura dei finocchietti. Scolarla al dente e unirla al condimento. Lasciare riposare per qualche minuto prima di servire. La foto si riferisce alla pasta con le sarde fatta finire di cuocere al forno come tortini

Due curiosità in merito alla preparazione. Chi ha memoria della guerra e non poteva permettersi di comprare tutti gli ingredienti, racconta che al posto del costosissimo e introvabile zafferano veniva usato in alternativa un poco di estratto di pomodoro, mentre quando a non potersi comprare (o trovare) erano le sarde, veniva cucinata la "pasta con le sarde a mare"...cioè solo con il finocchietto.

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mercoledì 8 ottobre 2008

La crostata di ciliegie

In un blog che parla anche di ricette non si può non parlare del proprio dolce preferito, quello per cui rinuncierei a tutti i sacrifici fatti durante la dieta, quello a cui non sono mai riuscita a dire di no, fosse anche una fettina microscopica....la fragrante e profumatissima crostata di mia mamma. La fotoricetta in effetti dovrebbe essere sua, ma siccome l'ho realizzata io (mentre lei giocava con il mio dolce pargoletto) me ne sono appropriata! Ecco gli ingredienti: 300 grammi di farina, 150 di burro (ammorbidito), 100 grammi di zucchero, 2 tuorli d'uovo, 2 cucchiai di latte, scorza grattuggiata di limone e un pizzico di sale. Un vasetto di confettura di ciliegie.


Prima di impiastricciarvi le mani, cominciate con l'accendere il forno sopra/sotto a 200°. Lavorate bene tutti gli ingredienti impastando con le mani il più possibile fino ad ottenenre un impasto omogeneo. Toglietene una piccola parte (diciamo 1/4) e stendete la rimanente in una teglia. Io uso sempre quella al silicone. Mi sono trovata splendidamente perchè non bisogna imburrare prima e perchè occupa pochissimo spazio nei cestoni della cucina.

Stendete poi un abbondante strato di confettura. Preferisco in assoluto le ciliegie, ma non è male neanche la confettura di arance o di fragola. Nello stenderla bisognerebbe stare attenti a non avvicinarsi troppo al bordo (come invece ho fatto io) in quanto in forno la marmellata, raggiungendo temperature elevate, si scioglie allargandosi rovinosamente e andando a rovinare il decoro dei bordi.
Con il composto rimasto formate infine delle striscioline irregolari (per renderla più casalinga e meno industriale) che disporrete a incrociare e infornate per 20 minuti circa diminuendo la temperatura del forno a 180°. I tempi di cottura sono ovviamente indicativi e secondo il gusto. A me piace più cotta perchè più croccante e friabile e se è il caso la lascio qualche minuto di più.




Eccola sfornata (senza problemi grazie allo stampo di silicone) e profumatissima...peccato per i bordi...ma in fondo è il bello dei dolci fatti in casa no?!! Buona merenda.

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