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lunedì 16 gennaio 2017

Colazione social con Granarolo & co.

Tra le esperienze più belle che ho fatto da quando sono foodblogger c'è quella di avere conosciuto tante belle persone appassionate di cucina come me. Sabato 10 gennaio io e le mie amiche foodblogger Cinzia de Il forno Incantato, Fina del blog L’avvocato nel fornetto, Alessandra di Cosebuone di Ale, Stefania del blog StefaniaProfumi e sapori , Alessandra del blog Scatta la voglia, Rosa Maria de La cucina di bimbapimba, Stefania Fornostar di Cardamomo & co, Manuela di Cronache di gusto, Ornella del blog Gialla tra i fornelli, Elena  La celiaca pasticciona e Anna e Sebastiana del blog pasticciando insieme siamo state invitate, nella splendida cornice dell' Accademia Histo Caffè, al secondo appuntamento delle “Colazioni social”, iniziativa promossa dalla vulcanica e simpaticissima Tiziana Colombo Nonna Paperina e Granarolo 100% vegetale, azienda leader nella produzione di prodotti lattiero caseari, dedicata al tema delle intolleranze alimentari, in collaborazione anche con Probios e Bosch.
E così, grazie alle chiarissime spiegazioni di Claudia Silvagni, Digital Project Manager della Granarolo S.p.A., nel corso della colazione, all'insegna del "no glutine", "no nichel" e "zero lattosio", abbiamo avuto modo di scoprire i nuovi prodotti vegetali Granarolo per la colazione come lo yogurt alla soia e le bevande a base di riso, nocciole o mandorle (ottime anche per preparare dolci o creme). E' stata una goduria potere scegliere tra i tantissimi prodotti presenti e assaggiarli, scambiando tra di noi pareri e immaginando anche, oltre alla sana prima colazione, come potere impiegare alcuni prodotti per le nostre ricette. 
 
Ad arricchire la nostra tavola, non solo prodotti Granarolo ma anche i prodotti biologici della Probios, come fette biscottate, plum cake, succhi di frutta e le torte senza glutine preparate da Stefania Fornostar apprezzate da tutti (rimaste solo poche briciole) a riprova del fatto che mangiare senza glutine non vuol dire perdere gusto ma guadagnare in salute...

Infine vorrei ringraziare Francesco Lipari che ci ha ospitati nei locali della torrefazione artigianale Histo Caffè, leader nello studio degli Speciality cofee,  che, grazie alla collaborazione di Alessio Vabres, quinto barista più bravo di Italia, ci ha offerto cappuccini preparati con il latte vegetale aromatizzato alla nocciola della Granarolo (buonissimo davvero) e il caffè, espresso o a infusione, monorigine Terraroma.  



Quindi, spesso sottovalutata, la colazione è uno dei momenti più importanti per fare il pieno di energia e partire con la giusta carica …Bastano pochi accorgimenti, semplici gesti e ingredienti di qualità per allietare il risveglio con ricette prelibate e un pizzico di fantasia.

martedì 20 maggio 2014

Burger di mare in salsa alle mandorle di Avola e agrumi di Sicilia

Dopo il dettagliato resoconto dell'ultimo post mi sembra giusto condividere con voi la ricetta vincitrice a Master Foodie Catania. Questa ricetta è stata pubblicata anche sul Scelte di Gusto il 16/05, giusto in tempo per farla partecipare al contest "Per un Pugno di Mandorle" organizzato da Stefania "Fornostar"

Ingredienti per 5 persone:
Burger: 350 grammi di pesce spada, 150 grammi di scampi sgusciati, 1 albume, un vasetto di yogurt greco (o bianco), due cucchiai di pan grattato (per una ricetta gluten free sostituire con stessa misura di farina di mandorle), scorza grattugiata di un limone e succo di un limone, prezzemolo e menta tritati q.b., olio extravergine d’oliva e sale q.b.
Salsa: 100 grammi di polpa di arance pelate a vivo, scorza dell’arancia, scorza di un limone, 15 grammi di succo di limone, 120 grammi di mandorle pelate di Avola, 25 grammi di capperi di Pantelleria, 25 grammi foglie di basilico, 90 ml di olio extravergine d’oliva, un poco di acqua per rendere la crema più fluida.
Per il decoro: lamelle di mandorle tostate, fili di arancia caramellata, cinque gamberoni rossi.
Procedimento:
Frullare la polpa di pesce spada, unire lo yogurt, il succo e la scorza del limone, gli albumi, il pan grattato (per una ricetta gluten free sostituite il pan grattato con ugual misura di farina di mandorle), il prezzemolo tritato finemente, la menta tritata finemente, l’olio extravergine d’oliva, il sale. Infine tagliare la polpa di gambero al coltello e unirla al composto. Formare con il composto dei burger di circa 100 grammi aiutandosi con un coppa pasta oliato e cuocere su piastra calda unta per circa due/tre minuti da entrambi i lati. Roteare velocemente i bordi del burger sulla piastra per colorarli. Per la salsa agli agrumi occorre frullare la polpa di arance pelate a vivo insieme a tutti gli altri ingredienti fino a ottenere una crema omogenea. Per caramellare le scorzette di arancia che servono per il decoro tagliate con lo zester dei fili di arancia. Portare a ebollizione per circa cinque minuti zucchero con poca acqua, spegnere la fiamma e immergere le scorzette. Creare i decori e porre su carta forno per asciugare. Servire il burger adagiato su un letto di lamelle di mandorle leggermente tostate, con un pennello distribuite la crema e decorate il piatto con riccioli di scorzette caramellate e il gambero sgusciato (tenere la codina) e piastrato.




Consigli utili all’esecuzione della ricetta

Preparare il composto almeno quattro ore prima per far amalgamare i sapori e per farlo indurire un poco essendo un composto comunque morbido. Preparare prima il decoro delle scorzette caramellate per far si che si asciughino e mantengano la forma desiderata. Tenere la crema agli agrumi a temperatura ambiente.

lunedì 5 maggio 2014

Master Foodie 2014: con un pizzico di orgoglio... ci sono anche io!

www.sceltedigusto.it

www.masterfoodie.it




AL VIA CON LA CONFERENZA STAMPA DI DOMANI, I GIOCHI PER LA TAPPA CATANESE DEL  I° “MASTER FOODIE 2014 - SICILIA”. AL MINA’, ALLA VECCHIA DOGANA, LA SFIDA TRA CINQUE FOOD BLOGGERS

Sarà presentata alle 11.30 di domani, martedì 6 maggio, alla Vecchia Dogana, la seconda tappa della prima edizione di “Master Foodie – Sicilia”, cooking show rivolto ai food bloggers siciliani, esperti in preparazioni culinarie di alto livello.

L’evento si svolgerà alle 20.30 di lunedì 12 maggio al Ristorante Minà, in via Dusmet 2, con una serata glamour ma soprattutto di qualità che riconfermerà il parterre palermitano, accrescendolo di valore grazie alla presenza di rappresentanti etnei delle diverse organizzazioni coinvolte.

Una manifestazione, “Master Foodie”, la cui caratteristica, oltre quella di dare il giusto merito e risalto a questi speciali “internauti” amanti della buona cucina, è quello di toccare tutte le province siciliane, per parlare e proporre la cultura del cibo rigorosamente siciliano attraverso una formula collaudata e ricercata.

Come in ognuna delle location scelte per l’occasione, le 5 food bloggers che si sfideranno il 12 maggio (Alessandra Adorno, Elena Benfante, Terry Caruana, Francesca Merlino e Pinella Scafile)  coadiuvate dai cuochi del ristorante, prepareranno ognuna il loro piatto (insieme realizzeranno un intero menù, dall’antipasto al dolce) per la giuria critica, composta da elementi scelti tra giornalisti enogastronomici, sommelier, critici del settore, così come per quella tecnica, della quale faranno parte chef, ristoratori e rappresentanti di specifiche associazioni di categoria. I loro voti, sommati a quelli della giuria popolare, composta da quanti acquisteranno il ticket per “partecipare alla serata, gustare e dare il proprio parere”, decreteranno il “Master Foodie” locale. Un’occasione importante, anche per quanti non fanno parte di questo mondo, per vivere un momento volto a promuovere e valorizzare la cucina siciliana.

Alla fine, saranno nove gli sfidanti che, tra coltelli, forchette e pentole, si dovranno scontrare in una battaglia “all’ultimo mestolo”, che proclamerà il primo “Master Foodie 2014 - Sicilia”. Un’occasione veramente importante, per promuovere e valorizzare la cucina siciliana e per portarla in alto attraverso i prodotti più genuini e qualificati della nostra terra.

Il primo appuntamento, quello che si è svolto il 14 aprile, al Castello a Mare di Palermo, ha vissuto e fatto vivere una serata veramente “stellata”, raccogliendo ampi e documentati consensi non solo di pubblico ma anche da parte della stampa e degli addetti ai lavori. Vi hanno, infatti, preso parte chef come Peppe Giuffrè (presidente della giuria tecnica), Max Mangano e Natale Giunta (patron della struttura ospitante), che hanno certificato la riuscita dei piatti. Hanno partecipato realtà come la Chaine des Rôtisseurs, l’Amira, Slow Food, l’Accademia italiana della Cucina, l’Associazione Italiana Food Blogger, l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia: ognuna presente con i propri rappresentanti locali, a dimostrazione che si tratta di un percorso pensato e voluto per dare valore e risalto all’eccellenza gastronomica siciliana.

La tappa catanese riconfermerà come presidenti delle giurie tecnica e critica, rispettivamente lo chef Peppe Giuffrè e la giornalista enogastronomica Alessandra Verzera, direttore della rivista online “Sceltedigusto.it”, che ha pensato e sta promuovendo la manifestazione. Sarà nuovamente presente, questa volta non come padrone di casa ma nella giuria tecnica, lo chef Natale Giunta, accanto al quale siederanno: lo chef Gigi Mangia; Domenico Privitera, vicepresidente della Federazione Cuochi Etnei di Catania; Giuseppe Ignoto, Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”; Vittorio Cardaci, delegato  Fisar Catania; Luciano Graziano, GMR Amira Catania.

«La tappa catanese si preannuncia di altissimo profilo – afferma Alessandra Verzera - esattamente come è successo per quella inaugurale a Palermo. Catania ha accolto con entusiasmo e grande partecipazione l'arrivo della brigata di “Master Foodie”, dimostrandosi ancora una volta città allegra, che ama il divertimento e le novità . Grazie anche al mio vice, Giuliana Avila di Stefano, che è un'etnea doc nonchè esperta di pubbliche relazioni, si è creata una rete di comunicazioni e un interesse davvero enorme intorno alla kermesse. La risposta che abbiamo ricevuto sia dagli enti locali che dalle aziende è stata quella delle grandi occasioni e la location prescelta, il ristorante Minà alla Vecchia Dogana, è un luogo contemporaneo ed estremamente raffinato: la degna cornice per un evento che diventa di tappa in tappa sempre più atteso e sempre più glamour e che culminerà, questo posso dirlo già da adesso, con un Gran Gala di finalissima che rimarrà impresso nella memoria di molti per molto tempo. Anche nel caso di Catania, come già successo a Palermo in casa di Natale Giunta, le concorrenti hanno fatto " squadra", ben lungi dal definirsi rivali; e questa atmosfera gioiosa di grande eccitazione che vede nascere anche nuove amicizie e nuovi sodalizi, fa si che, al di la del concorso enogastronomico, vi sia la festa, un momento associativo di ottima qualità in cui, oltre a gustare buon cibo in un'atmosfera incantata, nascono spunti per il sano divertimento: credo che sia questa caratteristica a rendere “Master Foodie” un po' speciale rispetto ad altri eventi, forse più "tecnici" ma forse anche meno divertenti. Ringrazio sin d'ora la città di Catania e i catanesi per l'accoglienza che ci riserveranno e per  l'entusiasmo con cui si apprestano a ricevere, e a incoronare,  il primo “Master Foodie Catania».

Della giuria critica, che dovrà parimenti votare i piatti delle food bloggers, faranno parte: Daniele Sgroi, Gambero Rosso; Concetto Mannisi, segretario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Rosetta Cartella, Accademia Italiana della Cucina; il PR Fulvio Pastorella e, per dare un ulteriore tocco fashion all’evento, ma pure per parlare di eccellenze siciliane, la stilista Marella Ferrera.  Condurrà la serata il giornalista Antonio Iacona.

Alla conferenza stampa saranno presenti le food bloggers ma non solo, per svelare l’atteso menù e le tante sorprese in programma.

“Master Foodie” è pensato e organizzato dal giornale di enogastronomia “Sceltedigusto.it” in collaborazione con l’associazione culturale “Papille di Bacco”. L’evento catanese si svolge in sinergia con il Ristorante “Minà “ di Emanuele Coniglione e gode del patrocinio del Comune di Catania, dell’Associazione Italiana Food Bloggers e della Fidapa.

domenica 27 aprile 2014

Brioches siciliane "col tuppo"

Tra le cose più semplici, conosciute e particolari da mangiare in Sicilia ci sono le famose brioches col tuppo. Morbide e profumate vengono mangiate a tutte le ore: a Palermo la tagliamo a metà e la serviamo con il gelato, nella provincia di Messina è servita in accompagnamento alle famose granite; negli zaini dei bimbi si trova facilmente spalmata con Nutella e malgrado la tendenza dolce dell'impasto vengono utilizzate anche con  una bella fetta di prosciutto e formaggio! Un buon motivo per provare a farle quindi soprattutto se non siete siciliani e non avete la possibilità di trovarle facilmente in un panificio. Io vi lascio la mia ricetta che ho scovato qua

Ingredienti: 300 grammi di farina 00, 200 grammi di manitoba, 15 grammi di lievito di birra, 3 uova grandi, 180 grammi di burro morbido, 80 ml di latte, 80 grammi di zucchero, 1 cucchiaio e mezzo di miele, 18 ml di rum, 1 bustina di vanillina, 1 fialetta di aroma arancia, 8 grammi di sale. Per spennellare la superficie: 1 tuorlo d'uovo e panna.
Procedimento: vi do i miei tempi di lievitazione e quindi...
ore 19: sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e aggiungete a tutti gli altri ingredienti riuniti nella ciotola della planetaria. Impastate fino a incordare per bene. Oppure impastate a mano con tanto di olio di gomito. Appena avrete un impasto liscio e omogeneo mettete in una ciotola al coperto a lievitare per 2 ore.
ore 21: sigillare per bene l'impasto con pellicola e porre in frigo per tutta la notte
Ore 10: prelevare l'impasto e lavorare qualche minuto. Stendere su una teglia un foglio di carta forno e con l'impasto creare con le mani delle palline di circa 75 grammi ma la grandezza è comunque facoltativa.  Se volete delle brioches perfette lavorate l'impasto con le mani e stringendolo fatelo fuoriuscire dall'incavo della mano tra il pollice e l'indice. Inserite dentro la pallina stessa l'impasto in eccesso. Al centro delle palline creare un fosso. Tenete un poco di impasto per i "tuppi"(circa 15 grammi per tuppino che creerete come spiegato sopra). Adagiare il tuppino dentro l'incavo della brioches e lasciare lievitare 2 ore dentro il forno spento. Quando adagiate nella teglia le vostre brioches abbiate l'accortezza di distanziarle di almeno 5 cm circa. Dopo la lievitazione pennellate con una miscela di tuorlo d'uovo battuto e panna.
Ore 12: riscaldate il forno al massimo. Infornate le brioches e abbassate la caloria a 180°. Cuocere per circa 25 minuti e comunque fino a che non saranno diventate di un bel colore d'oro... d'oro come il sole della Sicilia...


E a proposito di Sicilia.... leggete un poco qui che il prossimo post commentiamo per bene....
Master Foodie Catania.... ci sono anche io




giovedì 17 aprile 2014

Carmelo Floridia al Palermo Showcooking

E poi ci lamentiamo che a Palermo non succede mai niente... eppur qualcosa si muove grazie a tante persone, del settore enogastronomico e giornalistico, che cominciano veramente a credere che Palermo sia pronta per affrontare nuove avventure in questo settore sempre più di moda, sempre più in crescita, sempre più volano di una cultura del buon cibo a marchio Born in Sicily. Sto parlando della manifastazione enogastronomica Palermo Show Cooking svoltasi a Palermo il 12-13-14 aprile organizzata dal magazine Cronache di Gusto, che ha visto l'alternarsi di 12 chef pluristellati cucinare i loro piatti davanti a un pubblico interessato e attento: Carmelo Floridia, Cristina Bowerman, Crescenzo Scotti, Bianca Celano, Giuseppe Costa, Patrizia Di Benedetto e Gennaro Esposito, Franco Ruta, Emanuele Russo, Carmelo Sciampagna, Igles Corelli e Tony Lo Coco. 
Quindi Palermo per tre giorni capitale dell'alta cucina...e aggiungo io...scusate se è poco! Io ho avuto il grande piacere di rappresentare l'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) e quindi non solo assistere allo showcooking dello chef Carmelo Floridia ma anche il privilegio di scambiare, prima che iniziasse l'evento, due affabili chiacchere con lui. Uno chef, un cuoco, ma soprattutto un uomo dotato di una eleganza, positività, gentilezza e serenità da mettermi immediatamente a mio agio nelle inusuali vesti di una foodblogger giornalista per un giorno.

Lo chef Floridia, ragusano di origini, ha un curriculum di tutto rispetto e si è raccontato con tanta semplicità, come se tutte le esperienze vissute fossero in discesa e non invece in salita. Convinto come molti giovani che in Sicilia non ci fosse nulla, da ragazzo è partito come tanti alla ricerca del proprio futuro. Ha quindi viaggiato, studiato, perfezionato e lavorato tanti anni in Europa e Italia. Un pendolare di lunga tratta quindi mai andato via dalla Sicilia, come qualcuno gli ha fatto giustamento notare. Al Four Season di Milano si è comunque ritrovato a cucinare piatti della tradizione siciliana facendomi notare come in realtà "cambiasse sostanzialmente la qualità di pubblico" ma non le ricette. Una domanda era quindi d'obbligo: "è tornato per il richiamo degli affetti familiari o per il richiamo dei prodotti della sua terra?". Carmelo Floridia con lo sguardo dolce mi confessa che la famiglia se l'è praticamente portata giù essendosi nel mentre anche sposato. Forte è stato il richiamo del territorio e la voglia di cucinare i prodotti della Sicilia per i siciliani. Alla mia domanda se "crede nel progetto Born in Sicily?" mi risponde che i primi a realizzarlo siamo noi (includendo anche simpaticamente e gentilmente noi foodblogger dei quali ha una visione positiva e incoraggiante). In effetti se i primi a non promuovere i prodotti della nostra terra siamo noi siciliani....Da foodblogger non potevo infine non rivolgergli una domanda: "cosa ne pensa dei foodblog?" "Si sente anche lei "minacciato" come molti suoi colleghi da questo mondo di persone semplicissime che si divertono a fare gli chef per mariti/mogli e figli?". Lui, sfoderando un gran bel sorriso rassicurante, mi ha rivelato di non avere nulla in contrario e di essere simpaticamente attratto dai nostri blog che portano avanti la cultura del buon cibo. Soprattutto se all'insegna dei prodotti genuini della nostra terra. 
Lo chef allo showcooking ha presentato un agnello alla carrettiera con carciofo, spuma di patate e favette verdi.


La manifestazione è stata condotta da Daniela Corso del Magazine Cronache di Gusto che completamente a suo agio ha affiancato lo chef e posto ulteriori domande durante la realizzazione del piatto.

Per niente amante di "fuochi d'artificio" in cucina, ma sostenitore di un modo di cucinare semplice e normale che avvicini la cucina dei ristoranti alle case, lo chef Floridia ama sperimentare nuove e inusuali (per noi comuni) tecniche di cottura. Ha preparato il suo piatto avvalendosi quasi esclusivamente della cottura sottovuoto, una cottura che ha permesso di preservare i sapori del cibo evitandone l'ossidazione, mantenendone inalterate le proprietà (che evidentemente non sono andate disperse in acqua o vapore) e dare così al cibo un gusto pieno e deciso. Per la crema di patate ha appunto cotto sottovuoto le patate tagliate a pezzetti con un poco di acqua e aromatizzate con aromi vari. E' quindi bastato aprire il sacchetto, porre le patate in casseruola e con l'aiuto di una frusta ridurre in crema.


Per le fave ha utilizzato la vasocottura. Ha pulito le fave da tutte le bucce, poste in un comunissimo vaso di vetro insieme a olio extravergine d'oliva e timo e cotto prima a bagnomaria e successivamente in forno.  Lo sbalzo termico che si creerà a fine cottura produrrà il sottovuoto per cui è poi possibile se non servono subito, conservare  le fave in dispensa. Altrimenti basterà aprire il vaso e servire. Cottura sottovuoto anche per il carciofo opportunamente pulito. Verrà poi riempito con una crema di ricotta, pecorino e il suo stesso gambo tagliato grossolanamente oltre naturalmente a vari aromi.

Infine il "finto" carrè di agnello ripieno alla carrettiera e quindi con pangrattato, olive nere, una crema di pomodorini secchi tritati (definita dallo chef "l'oro di Sicilia") e aromi vari, insomma un tripudio ed una esplosione di sapori della mia terra, semplici ma valorizzati al massimo.

Ultime fasi di realizzazione.


Dettaglio interno del carciofo.

Dettaglio interno dell'agnello.

Il tutto è stato accompagnato dal vino Astraio Maremma Doc 2012 di Rocca di Montemassi.
In conclusione che dire... Una bella kermesse, una bella esperienza e la conoscenza di due belle persone a cui vanno i miei ringraziamenti: il protagonista dello showcooking Carmelo Floridia e la "collega" foodblogger Clara che mi ha dato la possibilità di stringere la mano e avere concessa la mia mini intevista allo chef.

sabato 8 marzo 2014

Fegato in agrodolce con cipollata al succo di lamponi per UnLampoNelCuore


Ci sono notizie che non puoi ignorare, che ti fanno balzare il cuore dal petto per la crudeltà e la ferocia commessa e perpetrata verso le Donne....Donne che oggi non hanno proprio nulla da festeggiare (come purtroppo l'8 marzo ormai impone nella nostra ottusa società in nome del consumismo e  approfittando dell'ignoranza di quelle che definisco "desperate housewives") . Ci sono Donne che hanno perso tutto, tutto tranne la dignità e che cercano con coraggio di risollevarsi: sono le donne del Bratunac, piccola cittadina rurale in Bosnia Erzegovina.
Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/), nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".
Cercate questi prodotti nelle Coop e Ipercoop, sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale
E a questa lodevole iniziativa regalo la mia ricetta del fegato in agrodolce con cipollata al succo di lamponi..... quei lamponi che hanno ridato speranza a una comunità di Donne, con la D maiuscola...e mi perdonino tutte le desperate housewives che oggi non vedranno l'ora di lasciare a casa i loro mariti e i figli per andare a sghignazzare finalmente "libere"... ci sono Donne che pagherebbero oro per riavere i loro compagni e i loro figli accanto... sono le Donne del Bratunac.
 
 
Fegato in agrodolce con cipollata al succo di lamponi

 
Ingredienti per due: 300 grammi di fegato bovino tagliato sottile, una cipolla rossa di Tropea media, mezzo bicchiere di aceto di vino bianco, mezzo bicchiere di succo concentrato ai lamponi oppure marmellata di lamponi sciolta a bagnomaria, pan grattato, olio extravergine d'oliva, sale
Procedimento: panare il fegato e cuocerlo in padella antiaderente con un poco di olio o su ghisa. Salate. Tenere da parte. Nella padella antiaderente stufare la cipolla tagliata a fili con un poco di acqua. Appena pronta insaporire con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, sfumate l'aceto e aggiungete subito dopo il succo di lamponi o la marmellata di lamponi sciolta a bagnomaria. Fate stringere un poco, aggiungete mezzo cucchiaio di zucchero. Appena il liquido si sarà ridotto di 1/3 circa spegnete, condite le fette di fegato e fate riposare prima di mangiare. Il colore rosa che assume la cipolla e il sapore agrodolce fruttato sono sicura vi conquisterà. 
 
Info

giovedì 28 novembre 2013

Metti un celiaco a cena: gara di torte solidali

Già, metti un celiaco a cena...la prima cosa che mi viene è solo una gran confusione, e si perchè non saprei da dove cominciare, quali accorgimenti avere e quali ingredienti esattamente scegliere. Che menù potere realizzare per chi ha l'intolleranza al glutine ce lo suggerisce la super super Stefania di Cardamomo & Co. nel suo libro "Metti un celiaco a cena". E siccome Stefania è davvero super ha deciso di destinare i proventi di questo libro in beneficenza a una onlus....quale sarete voi a sceglierla. Come? Semplice, grazie a una gara di "torte solidali" alla quale parteciperò anche io ....vi inoltro l'invito...vi aspetto in tanti...


domenica 17 novembre 2013

Natale Giunta e due ricette Born in Sicily

Il 14 novembre scorso nell'incantevole cornice del Castello a Mare di Palermo, alla presenza di una rappresentanza delle foodblogger palermitane e dello chef Natale Giunta, è stato presentato dall'Assessore per le Risorse Agricole e Alimentari, Dario Cartabellotta,  il progetto Born in Sicily il cui obiettivo è quello di diffondere il concetto che cucinare cibo siciliano significa principalmente cucinare con ingredienti al cento per cento prodotti della nostra Isola. A fine post troverete una nutrita rassegna stampa sull'evento e una gallery fotografica, mentre invece in questo post voglio condividere con voi due ricette di Natale Giunta che bene riassumono il senso del progetto: un menu a km zero. E a proposito di Natale Giunta e foodblogger... che emozione .....


Macco di fave di Leonforte con Crostini di pane di Castelvetrano


Ingredienti: 500 gr. di fave secche di Leonforte, 1 cipolla, un mazzo di finocchietto selvatico, sale e pepe, olio d’oliva, pane nero di Castelvetrano.
Procedimento: Mettete a bagno la sera prima le fave secche sbucciate. In una pentola di coccio fate rosolare nell’olio la cipolla tritata e poi aggiungete le fave e l’acqua (il doppio del volume delle fave). Fate cuocere almeno 3 ore girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quindi salate e pepate e unite il finocchio selvatico precedentemente lessato e tritato. Condite con olio d'oliva e con crostini di pane di Castelvetrano precedentemente tostati. (fonte)

Risotto zucca rossa, ragusano e decotto di carruba


Ingredienti:  400 gr di polpa di zucca rossa, 200 gr. ragusano , 320 gr. Rrso carnaroli, 1 scalogno, 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale q.b., pepe macinato q.b, un pizzico di noce moscata, vino bianco 1 bicchiere, olio oliva extra vergine qb, decotto di carruba gr 50, semi di zucca
Procedimento: Per preparare il risotto alla zucca e ragusano tagliate la zucca a fettine, sbucciatela e riducetela a cubetti quindi mettetela a lessare in un litro di acqua salata .Quando la zucca sarà cotta scolatela per bene conservate l’acqua di cottura che servirà per bagnare il risotto, e riducetela ad una purea con il mixer. Mettete in un tegame piuttosto capiente la cipolla tritata e lasciate rosolare per qualche minuto; versate il riso e sfumate con il vino bianco e lasciate cuocere finché il vino non sarà evaporato. Aggiungete quindi un mestolo di liquido di cottura della zucca e successivamente la purea di zucca Continuate la cottura del riso e cinque minuti prima del termine, versate il cacio cavallo. Prima di servire il risotto alla zucca fatelo riposare qualche minuto, finite con decotto di carrube e semi di zucca. (fonte)
Rassegna stampa dell'evento
Adesso fotogallery della serata
Food blogger nelle cucine del Sailem





Natale Giunta e Assessore Cartabellotta, quest'ultimo molto interessato alla ricetta del macco di fave di Leonforte

Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto Born in Sicily e del decreto legge regionale collegato

E qualche momento del cooking show, serata che si è conclusa con la degustazione di piatti tutti rigorosamente a chilometro zero






Presente alla serata anche il comico Sasà Salvaggio che ha tentato con discreto successo di ripetere la ricetta delle uova al tartufo, sotto l'attendo sguardo ma divertito dello chef Natale Giunta 



Infine uno scorcio del suggestivo locale che ci ha ospitati




 IO STO CON BORN IN SICILY