martedì 9 febbraio 2016

Trippa in umido alla bresciana

Se il sud è famoso per la sua dieta mediterranea, ricca di cibi sani e genuini, adatti per affrontare sia le giornate invernali particolarmente miti che il caldo afoso estivo, il nord fa da padrone in cucina per quanto riguarda ricette ricche e caloriche, che devono essere in grado di riscaldare, almeno a tavola, le giornate fredde invernali (polente, risotti, sughi ricchi). In lombardia sono tante le città e le ricette tipiche da scoprire ma qui voglio dare risalto a Brescia e a una ricetta tipica che forse molti non sanno essere appunto bresciana: la trippa in umido (altre ricette sono per esempio gli gnocchi di zucca con il formaggio bagoss e il dolce bossolà).
Brescia è un'antichissima città e forse non tutti sanno che offre davvero molto: dalla ricerca di un ottimo corso inglese brescia a luoghi segreti da scoprire, questa città spesso oscurata dalla vicina Bergamo racchiude in sé tradizioni e sapori che val la pena di conoscere. E nel 2017 sarà anche dichiarata "Regione Europea della gastronomia".

Ingredienti: mezzo chilo di trippa, 60 grammi di burro, un pezzetto di cipolla, mezzo litro di brodo di carne (o in alternativa vegetale fatto con una patata grossa, una carota media, mezza cipolla e un pomodoro rosso a grappolo), 30 grammi di parmigiano grattugiato, sale e pepe. Erbette come prezzemolo o salvia.
Procedimento: lavare bene la trippa, farla bollire per venti minuti circa. Nel frattempo preparate il brodo di carne o il brodo vegetale. In un'ampia padella fate imbiondire nel burro la cipolla tagliata finemente. Scolate per bene la trippa e unitela in padella insieme al brodo. Fate cuocere a fiamma dolce per circa mezz'ora. Se avete fatto il brodo vegetale frullate le verdure e aggiungetele. Servite calda aggiungendo il formaggio grattugiato e le erbette tritate fresche. 

Articolo scritto in collaborazione con Wall Street English, che propone corsi per studenti, aziende,  ragazzi e corsi di preparazione a test quali IELTS, TOEFL, TOEIC e Pearson Test of English Academy.

sabato 6 febbraio 2016

Castagnole di carnevale

E' tempo di carnevale ed è tempo di dolci... e quando mai mi verrebbe da dire! Ogni occasione è buona per fare festa e mangiare. In passato ho già pubblicato alcuni dolci tipici come le chiacchiere, le frappe e la pignolata. Questa volta mi sono dedicata alle castagnole. Non sono fatte con farina di castagne, il nome trae in inganno. E allora come sono fatte? Ecco la ricetta abbastanza semplice e per niente complicata realizzata da mia mamma ...

Ingredienti: 2 uova intere, 75 grammi di zucchero, 75 grammi di olio di semi di girasole, 350 grammi di farina preferibilmente per dolci, 1/2 bustina di lievito vanigliato, un poco di liquore dolce. Olio per friggere e zucchero a velo per decorare.
Procedimento: in una ciotola (se avete la planetaria meglio ancora) battete le uova e aggiungere tutti gli ingredienti ma non la farina. Aggiungete  quest'ultima a poco a poco finchè non otterrete un impasto liscio ed omogeneo.

Prelevate dall'impasto dei pezzi, formate in una spianatoia infarinata delle code lunghe che taglierete a pezzetti e formate delle palline. Disponete le palline in un piatto cosparso con un poco di farina. Appena saranno tutte pronte immergere le palline in abbondante olio per frittura, fate dorare per bene, scolate su carta assorbente e appena fredde cospargete con zucchero a velo. Buon carnevale!!

lunedì 25 gennaio 2016

Fajitas di pollo marinato nella birra e consigli per farla in casa

Se anche voi come me utilizzate la birra esclusivamente per accompagnare una buona pizza o per berla una serata insieme agli amici, dovete ricredervi. E si perché dopo averla provata per marinarci i filetti di pollo (ho preparato un piatto messicano seguendo la ricetta della mia amica Sendi) ho dovuto ammettere che la birra può trovare altri impieghi in cucina... Volete provare?

Ingredienti per due: 350 grammi di filetto di pollo, un peperone giallo, mezza cipolla, una lattina di birra (acquistata o fatta da voi*), una manciata di paprica, una manciata di cumino, 50 grammi di emmental o scaglie di grana, olio extravergine qb, un pizzico di sale. Facoltativa salsa allo yogurt (oppure panna acida) e salsa Worcester.
Procedimento: tagliate il pollo a listarelle e fatelo marinare nella birra almeno cinque ore. Più marina e più deciso sarà il sapore che assumerà la carne del pollo.

 
Nel mentre togliete la buccia al peperone con un pelapatate, tagliatelo a listarelle, tagliate anche la cipolla a fili. Scolate il pollo, porlo in una teglia e aggiungere i peperoni, la cipolla, il cumino, la paprica, il sale, l'olio. Se avete la salsa worcerster aggiungetene due cucchiaini. Rigirare per bene per fare insaporire e porre in forno a 200 gradi fino a cottura rigirando di tanto in tanto (circa quindici/venti minuti). Io ho utilizzato il mio fidato Gran Chef a 235° fan alta griglia media per 15/20 minuti.
Nel mentre tagliare l'emmental a fili con una comune grattugia. Appena il pollo sarà pronto non vi rimane che cospargerlo abbondantemente con il formaggio e attendere che questo si sciolga.

Servite caldo accompagnando con la salsa allo yogurt o panna acida. Mangiare così oppure, sarebbe meglio, farcire le tortillas arrotolandole.

*Se avete fatto caso, quando vi ho dato gli ingredienti per preparare un'ottima fajitas, ho parlato di birra acquistata o fatta da voi. Si perché quella di farsela in casa è una pratica che si è diffusa parecchio negli ultimi tempi, probabilmente spinta dalla voglia che hanno alcuni di fare una birra artigianale sapendo bene che ingredienti essa contiene. E' il caso di intolleranti al glutine oppure semplicemente c'è chi desidera aromatizzarla a piacere con l'aggiunta di limone, lime o altro. L’importante, comunque, è avere passione, pazienza e l’utilizzo degli strumenti giusti o, in mancanza di kit appositi, sapere come fare.
Per chi volesse cimentarsi, sul mercato esistono differenti kit nei quali si trova il fermentatore, solitamente in plastica e con capienza di 25 litri (munito di gorgogliatore e di apposito rubinetto sul fondo per aiutarsi con l’imbottigliamento), il densimetro (esistono differenti tipologie di densimetri, tra cui anche quelli digitali), la confezione di malto, il dosatore di zucchero, la tappatrice e i tappi e tutto quel che serve per una perfetta pulizia degli strumenti.
Ricordandosi sempre di utilizzare le più comuni regole in cucina per utilizzare strumenti sempre sterilizzati e piani di lavoro puliti, vediamo quali sono gli step da seguire. Per prima cosa si inserisce la lattina con il malto in un po’ di acqua calda, così da rendere più fluido il contenuto, poi si versa il tutto in una pentola con 2-3 litri d’acqua e dopo aver fatto bollire il tutto per 5 minuti si fa raffreddare il composto a bagnomaria. Dopodiché si aggiunge il lievito secco, si controlla che la temperatura sia sui 20 gradi e si procede con il versamento nel fermentatore, che sarà lasciato dai 4 ai 15 giorni in un luogo buio e dalla temperatura idonea. Dopo essersi assicurati circa la giusta fermentazione si procede con l’imbottigliamento, in questo il rubinetto vi sarà di grande aiuto. Non dimenticare di tappare perfettamente le bottiglie di birra e, se si vuole, di customizzarla con un’etichetta. Un risultato visivamente bello e, speriamo, dal gusto ottimo. Sedetevi e godetevi la vostra prima birra artigianale, senza dover uscire di casa oppure utilizzatela per preparare una perfetta fajitas.
Articolo scritto in collaborazione con Emme3, azienda che propone strumentazione scientifica tecnologicamente avanzata per laboratori chimici.

martedì 5 gennaio 2016

Peperonata al forno in agrodolce (ricetta anche nel Grand Chef)

Volete un'idea per un contorno veloce e comunque da potere preparare anche un giorno prima? La peperonata in agrodolce è perfetta e inoltre è leggerissima perché fatta tutta al forno. Io per esempio l'ho preparata nel Grand Chef.
 
Ingredienti: un peperone medio rosso, due patate medie, una cipolla rossa, tre pomodori rossi a grappolo, una tazzina di aceto di mele e un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e di peperoncino. Olio extravergine d'oliva q.b.
Procedimento: ponete nella griglia bassa del Grand Chef  il peperone, le patate, la cipolla e il pomodoro e azionate fan alta, 260 gradi per circa 30 minuti. Naturalmente i tempi dipendono dalla grandezza delle verdure.

A cottura ultimata spellate il peperone, le patate e il pomodoro e tagliate a pezzetti la cipolla. Amalgamate il tutto in una padella a fiamma dolce aggiungendo l'olio extravergine d'oliva, il sale, il peperoncino e create l'agrodolce con lo zucchero e l'aceto. Fate raffreddare completamente prima di servire.
Naturalmente se non avete il grand chef cucinate tutte le verdure in un comune forno. Il procedimento è analogo.