martedì 1 marzo 2011

Quadrotti di castagnaccio

Bene bene, da quando sono rientrata al lavoro, anche se sono stanchissima perchè Aurora continua a svegliarsi di notte per mangiucchiare al seno, (e perchè no...con la scusa intrufolarsi nel lettone caldo caldo all'insaputa del fratellino...) sto cominciando a riprendere la mia vita in mano. E sono felice. Forse sto premendo troppo sull'accelleratore ma questo si vedrà con il tempo.
1) Aurora ha iniziato lo svezzamento e preparo io tutto ciò che posso preparare in casa: sano e genuino. Brodi vegetali, passati di verdure e frutta fresca cotta al vapore e omogeneizzata all'ordine del giorno... Ho fatto così anche per Davide e mi sono trovata bene.
2) Per amore proprio di Davide e per dedicargli più tempo al di fuori di casa riprenderò la chitarra in mano e suonerò alle recite che organizzeranno in asilo e forse darò anche lezioni di chitarra ai suoi compagnetti una volta a settimana.
3) Inizierò entro marzo una dieta che mi porterà spero entro l'estate a togliere tutti i chilotti accumulati in eccesso con le due gravidanze.
4) A breve intraprenderò anche delle interessanti collaborazioni riservate a noi foodblogger. Questi ultimi due punti fanno un poco a cazzotti fra loro...ma vedremo di far quadrare i conti!!!
5) Ultimo ma forse più importante di tutti: mi sono iscritta nuovamente all'Università. Ho già dato tutti gli esami previsti ma mi manca la tesi di Laurea sulla "Schiavitù nel Mediterraneo in Età Moderna". Tesi pronta a metà e lasciata ammuffire in un cassetto da ben cinque anni...!!! Come si dice....sono stata colpita dal blocco dello scrittore!!!! Blocco che mi farò passare a viva forza e a calci nel posteriore :-)
Adesso passiamo alla ricetta. Visto in più di un blog il castagnaccio era qualcosa che volevo realizzare da tempo. L'occasione ghiotta si è presentata per smaltire la farina di castagne comprata in eccesso quando mi fissai con le crepes alle castagne appunto

Ingredienti: 250 grammi di farina di castagne, 250 ml di acqua o latte, 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, una spruzzata di cannella in polvere e la scorza grattug. di limone (io ho però usato mezzo cucchiaino di polvere d'arancia fatta in casa da me)
Il procedimento è semplicissimo perchè bisogna semplicemente unire tutti gli ingredienti. Io ho mescolato con un cucchiaio di legno, non c'è stato neanche bisogno del frullatore a immersione. Porre tutto l'impasto su una teglia unta creando uno spessore di un centimetro. Io ho usato la vaschetta d'alluminio porzione da sei.


Ponete il tutto in forno caldo a 180° per circa venti minuti. Il castagnaccio è comunque pronto appena lo vedrete sgretolarsi in superficie e si stacca dalle pareti della teglia perchè si "restringe" un poco.
Responso: a me è piaciuto tantissimo perchè adoro le castagne ma mio marito l'ha trovato di sapore troppo forte, stucchevole! In effetti è tutta farine di castagne e quindi statene alla larga se non vi piacciono!!

mercoledì 23 febbraio 2011

Pani chi panelle (pane e panelle)

Il panino con le panelle, insieme al panino con la milza (pani ca meusa) e il trancio di sfincione venduto nei "lapini" ambulanti (moto ape modificato ad hoc) è il cibo da strada più diffuso e apprezzato a Palermo.

Semplicemente farina di ceci mescolata ad acqua, cotta sul fuoco e poi fritta...


Ah, questi arabi...ne sapevano una più del diavolo, e si, infatti le panelle sono una loro "invenzione" che il popolo palermitano ha subito fatto sua. Se volete saperne di più sulla loro storia eccovi un link molto interessante. Se siete in vacanza a Palermo quindi, non vi resta che assaggiare questa prelibatezza direttamente sul luogo, recandovi in una qualsiasi friggitoria. Troverete sempre una buona dose di panelle pronte per essere mangiate. Se volete cimentarvi a farle a casa ecco allora l'occorrente: 500 grammi di farina di ceci, 1 litro e mezzo di acqua fredda, sale, pepe e prezzemolo qb e olio per friggere. Si preparano davvero facilmente ma il procedimento è lungo.

In una pentola sciogliete la farina di ceci nell'acqua fredda e condite con il sale e pepe. Io uso il frullatore a immersione per non fare creare grumi e creare una pastella omogenea. Porre la pentola sul fuoco e cuocere a fiamma moderata per 40 minuti rigirando con un cucchiaio di legno per non fare attaccare sul fondo. Pazienza...abbiate tanta pazienza ma ne vale la pena. Appena pronto unite il prezzemolo tritato finemente. Porre l'impasto in una teglia bagnata leggermente ( o unta). Lo strato non dovrebbe essere più di 3mm al massimo mezzo centimetro. Fare raffreddare e tagliare le panelle così...

Potete creare uno strato più alto ma poi dovete avere cura di "assottigliare" le panelle a mezzo centimetro circa. Friggetele in abbondante olio

Scolatele su carta assorbente o carta di pane

Mangiatele calde con una spruzzata di sale e limone...

La loro "morte" è dentro una bella focaccina come questa...

E' naturale che un poco di impasto si attacchi sul fondo della pentola ma siccome non si butta niente potete realizzare la cosidetta "raschiatura". Raschiate con cura l'impasto attaccato sul fondo della pentola (ma non bruciato), createne delle polpette (tipo crocchè) e friggetele....sapete che quasi quasi la raschiatura è più buona della panella stessa perchè si è impregnata di...affumicato??????

martedì 15 febbraio 2011

Margherita c'anciova e muddica atturrata

Mamma mia da quanto tempo non entro nel mio blog per aggiornarlo. Eppure adesso di ricette ne ho accumulate un bel poco...il problema è trovare il tempo per scaricare le foto, caricarle su blogspot e scrivere la ricetta!!!! Io nel mentre sono pure rientrata al lavoro e ho bisogno di riabituarmi agli orari e al tran tran quotidiano diverso!!! Comunque, bando alle ciance, vi lascio per qualche giorno una ricetta deliziosa tipicamente siciliana che si cucina con un ingrediente fondamentale per noi "l'estratto di pomodoro". Ne parlai già quì e quindi non mi ripeto. Se avete la fortuna di trovarlo sfuso nelle salumerie anche nella vostra regione bene, altrimenti potete sostituirlo con quello in scatola di latta


Ingredienti per quattro: estratto di pomodoro 200 grammi, uno spicchio di aglio, due filetti di acciuga, acqua q.b. e una manciata di passoline e pinoli. Pan grattato e olio extravergine d'oliva
Procedimento: Scaldare in un tegame con un paio di cucchiai di olio l'aglio e sciogliere l'acciuga a fiamma moderata (se no schizza da per tutto). Unire l'estratto di pomodoro e aggiungere acqua fino a fare diventare un sugo semi liquido e leggermente denso. Aggiungere passoline e pinoli. Fare cucinare a fiamma moderata per circa mezz'ora fino a diventare il sugo denso denso. Aggiustate di sale e pepe. In una padella scaldate un cucchiaio d'olio e fate dorare due cucchiai di pan grattato a testa. Deve diventare di un bel colore brunito. A parte fate cucinare la pasta formato margherita, quella riccia da entrambi i lati

Scolate la pasta al dente, conditela con il sugo d'anciova e spolverizzate la muddica atturrata (ovviamente il pangrattato abbrustolito)

lunedì 7 febbraio 2011

Le frittelle (arabe) di Marietta, di Stefania e adesso di Elena...

Che forza sta ragazza, fonte di ispirazione continua...sebbene le sue frittelle siano venute molto più gonfie delle mie...ma è il sapore che conta e quello mi ha conquistato. Motivo in più per rifarle al più presto.

Impastare 500 grammi di farina, 1 uovo, 2 cucchiai di olio, 2 cucchiaini di sale, 30 grammi di parmigiano grattugiato, una bustina di lievito per torte salate (io ho usato mastrofornaio) e poi aggiungere a poco a poco l'acqua (circa 180) fino a fare diventare l'impasto morbido tipo quello della pizza. Fare riposare almeno 40 minuti, prelevare parte dell'impasto, formare delle palline e allargare con le mani come se si volessero fare delle pizzette. Stendere l'impasto sottile sottile. Io non ci sono riuscita, sempre di fretta le ho fatte con le 10 mani della dea Kalì e alla velocità di Superman...Motivo in più per visitare il link dell'Araba romana

Friggere in abbondante olio caldo. Si gonfieranno, le sue,...le mie sono rimaste morbide ma piatte :-) Buone lo stesso però...accompagnate con del salame fresco e del formaggio ancora più fresco.

Cara Stefania, lo dico e lo ripeto...leggerti è una boccata di aria fresca!!!