giovedì 6 giugno 2013

Couscous vegetariano (Taboulè) e un piacevolissimo incontro

Prologo: per un attimo ho capito cosa provano le persone famose (non tanto) quando vengono riconosciute e complimentate: camminano sollevate di almeno, dico almeno mezzo metro da terra!!
Racconto: domenica 19 maggio, giorno della Prima Comunione di mia figlioccia Monica. Prima di prendere posto in chiesa entro in un locale antistante e vengo fermata da una donna molto elegante e sorridente. "Io ti conosco", esordisce. Guardo mia cugina con aria interrogativa pensando fosse qualche sua amica che non riuscivo proprio a mettere a fuoco. La guardo meglio...vuoto, panico e sorriso di circostanza... Lei, Lorena, molto divertita, mi lascia un attimo in suspance ma poi  mi viene in aiuto e prosegue "come potrei non riconoscere l'autrice del blog che io e mio marito leggiamo spesso...sei Elena della Montagna Incantata". Sorriso 56 denti e comincio a sollevarmi in aria. La raggiunge suo marito Totò e la dolce Sveva, sua figlia che insieme a Monica avrebbe di li a poco fatto la Prima Comunione, e insieme a mia cugina cominciano a parlare di me, delle ricette, del blog, della mia cassata siciliana ecc ecc, complimentando oltre le ricette anche come scrivo e bla bla bla ...io ormai non sentivo quasi più....troppo emozionata, incredula, imbarazzata e felice, si decisamente felice. Che il mio blog fosse letto ne sono consapevole dal contatore posto a fine pagina e quando scopri che oltre a essere letta sei apprezzata e addirittura riconosciuta.....No, non posso dirvi! Potete solo capirlo guardando la mia espressione nella foto qua sotto! e allora un caro saluto a Lorena, Totò e alla piccola Sveva

Passiamo quindi alla ricetta del taboulè, che poi non è il vero taboulè ma un semplice couscous di verdure,  il migliore che si possa mai mangiare. E' stata tra le pietanze servite appunto per il pranzo di questo importante giorno. Il mio merito è stato solo quello di indirizzare mia cugina a colpo sicuro verso la ricetta di Viviana, si proprio la Viviana nazionale che ha fatto sognare noi foodblogger con la sua partecipazione al programma La Terra dei Cuochi, ma questa è un'altra storia...
Ingredienti:  un bicchiere di couscous, uno di acqua, olio extra vergine d'oliva, un limone e mezzo, un ciuffo di prezzemolo, uno di basilico ed uno di menta, una zucchina, due piccoli peperoni (giallo e rosso), una melanzana piccola oppure mezza, mezzo cetriolo (tritato sottile), mezza cipolla di tropea tritata, pomodorini, sale e pepe.

Procedimento: preparate il couscous seguendo la ricetta riportata nella confezione, tritate finemente le erbette, grigliate le melanzane, i peperoni (che spellerete) e le zucchine, e tagliate gli ortaggi a pezzetti piccoli. Tagliate finemente anche la cipolla di tropea e il cetriolo. Tagliate i pomodorini. Dopo tutto questo tagliare...amalgamate tutti gli ingredienti compreso il succo del limone spremuto, sale e pepe (l'olio vi serve per preparare il couscous quindi non aggiungetene altro). Fate riposare un paio di ore prima di servire e amalgamate di tanto in tanto.


domenica 26 maggio 2013

Insalata e finger food "fiori e frutta"

Altra interessante sfida lanciata da Chiara Maci e Ponti: "Tutti da me sabato sera" dove bisognava creare un piatto con obbligatoriamente: un pesce azzurro, fiori di zucca, due ingredienti della Ponti e un frutto secco. Ed ecco la mia ricetta pensata proprio per essere veloce e comoda da gustare insieme ai nostri amici ...proprio un sabato sera...
INSALATA E FINGER FOOD FIORI E FRUTTA


Ingredienti: 8 albicocche secche, 8 cipolline borretane, due filetti di aringa affumicata, quattro fiori di zucca grandi, una spruzzata di aceto balsamico di Modena, pan grattato, olio extravergine d'oliva, una spolverata di pistacchio tritato

Procedimento: pulite i fiori di zucca eliminando il gambo e il picciolo interno. Passateli nell'olio extravergine d'oliva e poi nel pan grattato. Infornateli a 160 gradi per una decina di minuti.

Nel mentre preparate l'insalata tagliando a metà ogni albicocca secca e anche le cipolline, tagliate a dadini i filetti di aringa affumicata. Per i finger food adagiate sopra un piattino il fiore di zucca e poi create un burger con l'albicocca, l'aringa, la cipollina, infilzate con stuzzicadenti e spruzzate di aceto balsamico.

Per l'insalata create un letto di fiori di zucca e adagiate l'insalata irrorata di olio extravergine d'oliva, aceto spray e una manciata di pistacchio tritato
Ricetta veloce per stare il più possibile in compagnia e fresca per l'arrivo dell'estate...che volere di più?


giovedì 23 maggio 2013

Sovracosce di pollo marinate all'arancia e lemon grass con purea di mele smith e mandorle

Avete mai provato i sacchetti per cucinare gli alimenti dentro al forno? Io li trovo ottimi. Provateli con questa ricetta 

Ingredienti: Cinque sovracosce di pollo del peso totale (al netto di ossa e pelle) di circa 600 grammi, una mela smith, il succo di un'arancia, un cucchiaio colmo di lemon grass, olio extravergine d'oliva, tre cucchiai di scagliette di mandorle tostate, due cucchiai rasi di maizena, pan grattato, sale e un pizzico di pepe grani del paradiso

Procedimento: pulire le sovracosce privandole di eventuali ossa e pelle ed emulsionare la polpa con olio extravergine d'oliva e il lemon grass. Metterle quindi a macerare per sei ore nel succo di arancia. Rigirarle di tanto in tanto. 

Trascorso questo tempo scolarle dall'eccesso di marinatura, passarle nel pan grattato e mettere nel sacchetto insieme alla polpa della mela tagliata a dadini, al sale e alla maizena
Cuocere in forno per circa 40/50 minuti rigirando il sacchetto solo una volta. Appena pronto togliere dal forno ma lasciare il sacchetto chiuso per altri 10 minuti


Sfornare e decorare con le scagliette di mandorle tostate e una macinata di grani del paradiso. Ottimo sia caldo che a temperatura ambiente perchè la mela si sarà trasformata in purea e manterrà il piatto morbido e gelatinoso....

Sfida fantasia ampiamente vinta...almento per me...ma giudicatemi voi


martedì 21 maggio 2013

Sarde allinguate (antica ricetta palermitana)

Ricetta semplice quella di oggi, d'altra parte dopo le fatiche delle ricette precedenti...ma non abituatevi troppo. Le sarde allinguate (che non prendono il nome dalla similitudine con la lingua come molto spesso si crede) sono un piatto tipico palermitano e molto, molto povero. Quattro righe di storia e cito il Basile (noto storico delle tradizioni palermitane): 
"La sarda viene elevata al rango di lenguado, i nobili mangiavano lenguado, da noi si parlò spagnolo fino al 1741. Il lenguado in spagnolo è la sogliola, per cui anche li per copiare le sogliole si prese una sarda, aperta, deliscata, ed ecco le sarde al lenguado, allinguata”.  D'altra parte, continua il Basile, la cucina popolare Palermitana nasce dalla reinvenzione dei piatti dei nobili usando prodotti poveri che si poteva permettere la servitù. E siccome non potevano comprare il pesce fresco ma quello fitusu, (di qualche giorno) dovevano usare dei trucchi per evitare di rimanere intossicati da prodotti avariati “allora bagnetto d’aceto, ed avevano risolto il problema.”

Ingredienti: una decina di sarde, aceto, farina rimacinata, in alternativa bianca, olio per friggere, limone, sale, pepe
Procedimento: Se non siete bravi a diliscare le sarde fatevele fare dal pescivendolo, qui a Palermo in genere le sarde si trovano spesso già diliscate e aperte a libro, pronte per farne sarde a beccafico o appunto allinguate. Mentre se siete armati di buona volontà procedete così: tagliate la testa, aprite il ventre e pulite dalle interiora. Delicatamente aprite a libro inserendo un coltello tra un filetto e la lisca centrale. Sempre delicatamente togliete anche la lisca e gran parte delle spine più evidenti, ma fate attenzione a tenere la coda. A questo punto sciacquatele sotto acqua corrente e ponetele in un piatto largo. Coprite i filetti con aceto bianco. Tenetele a macerare per circa un' ora rigirando di tanto in tanto i filetti.

A questo punto non vi rimane che sgocciolarle, infarinarle bene da entrambi i lati e friggerle in abbondante olio caldo. Salate, pepate e spruzzate del limone. E mangiate un boccone di "storia palermitana"