Visualizzazione post con etichetta Dante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dante. Mostra tutti i post

giovedì 30 aprile 2015

Burger di ceci e riso

Da giorni avevo la sensazione di non avere più idee in cucina. Soprattutto per la cena. Non avevo idee mie ma avevo comunque voglia di provare ricette nuove.... e così stancamente da giorni preparavo classici cibi pronti... orrore lo so ma lo ammetto! Poi la folgorazione. Su facebook leggo un post suo, sempre lei, geniale, ispiratrice.... Burger di ceci e riso! Controllo velocemente il procedimento (semplicissimo) e controllo gli ingredienti in dispensa.... ho tutto! Le mando un messaggio in chat "PROCEDO" ricambiato qualche istante dopo con un emoticon che mi faceva l'occhiolino....

Ingredienti: una scatola di ceci precotti e sgocciolati (circa 240 grammi), 70 grammi di riso preferibilmente per risotti, 125 ml di yogurt bianco, un cucchiaino di curry (mezzo è meglio), qualche goccia di succo di limone, due cucchiai di pan grattato, un quarto di cipolla, una manciata abbondante di prezzemolo tritato. Occorrevano anche due carote ma questo era l'unico ingrediente che non avevo e che ho omesso. Un cucchiaio di olio extravergine d'oliva per ungere la padella (ho utilizzato il Dante gentilmente offerto per provarlo).
Procedimento: in una terrina mescolate lo yogurt con il curry, il sale, il limone. In un pentolino lessate il riso. A parte frullate i ceci con la cipolla. Se l'impasto rimane grossolano è anche meglio. Unire quindi alla salsa allo yogurt i ceci frullati, il riso bollito, il pan grattato e se le avete anche le carote grattugiate finemente. Impastare e formare dei burger. A me ne sono venuti 5 da 110 grammi circa ciascuno.

Cuocere su piastra o in padella antiaderente (io ho quella in pietra)a fiamma dolce da entrambi i lati fino a che non si forma una bella crosticina su tutta la superficie (almeno cinque minuti a burger). Un suggerimento: man mano che erano pronti li tenevo dentro il fornetto spento, disposti su una pirofila coperta di carta stagnola per mantenere il calore. Con questo metodo ne possiamo cucinare parecchi. Non si asciugano anzi.... rimangono morbidissimi! Li ho serviti accompagnati da un ciuffetto di spinaci cotti in microonde e ripassati in padella con un filo di burro e i ceci della scatola avanzati. Come salsa di accompagnamento potete provare la salsa allo yogurt usata per l'impasto! E finalmente l'ispirazione mi è tornata..... la prossima volta sperimenterò i burger di fagioli rossi!


martedì 7 aprile 2015

Sfince di San Giuseppe (ricetta di Ale)

San Giuseppe è trascorso da un po' e abbiamo anche archiviato Pasqua e Pasquetta. In effetti devo pubblicare questa ricetta da qualche settimana ma la mancanza di tempo ormai cronica mi ha portato fino a oggi. Ma alla fine, che importa? L'importante è pubblicarla perché merita assolutamente!

Avevo già pubblicato la ricetta delle sfince di San Giuseppe, il dolce tipico di Palermo che non può mancare nelle tavole dei palermitani il 19 marzo, ma quest'anno ho voluto cambiare oltre che la ricetta il metodo di cottura e devo dire che non ho sbagliato! Ho seguito la ricetta e i consigli di Ale e Cinzia
Ingredienti per 25 sfincette: 5 uova, 250 grammi di acqua, 250 grammi di farina, 50 grammi di strutto (o burro), un pizzico di sale. 500 grammi di strutto per friggere oppure olio di semi di arachide (oppure utilizzate il Dante adatto alla frittura). Per il ripieno: 500/ 600 grammi di ricotta di pecora fatta riposare e gocciolare da almeno un giorno, 180/200 grammi di zucchero a velo, gocce di cioccolato. Per decorare scorzette di arancia, ciliegie candite e granella di pistacchio. 

Procedimento: In una casseruola mettere a riscaldare l'acqua con il burro e il pizzico di sale. Appena il burro sarà sciolto fare cadere a pioggia la farina, girare energicamente con un cucchiaio di legno per un paio di minuti a fiamma dolce fino a che il composto, staccandosi dalle pareti, farà una palla. Ancora tiepido trasferite il composto nella planetaria e con gancio k e a minima velocità aggiungete le uova, una a una, attendendo che il precedente uovo sia stato assorbito completamente prima di aggiungere l'altro. Fate riposare circa 30 minuti. Ed ecco il segreto. Fare sciogliere lo strutto, mantenerlo a una temperatura costante ma non bollente perché le sfincette devono friggere dolcemente (se non volete friggere nello strutto va bene anche l'olio di semi di arachide ma tenete la sua temperatura bassa). Prelevare con la punta di un cucchiaio l'impasto e friggere. Io ho usato la mezza posatina d'argento. Se non la possedete non fate il cucchiaio troppo colmo.
Un video più di mille parole, per farvi capire come devono friggere dolcemente le sfincette. Si gonfieranno da sole e spaccheranno senza dovere usare la forchetta. 


Appena gonfie e leggere porle su carta assorbente e fate raffreddare completamente. Riempire successivamente con la crema ottenuta setacciando la ricotta e aggiungendo lo zucchero a velo e le gocce di cioccolata.  

Chi spalma la ricotta sopra e le riempie anche dentro, chi spalma la ricotta soltanto sopra, fate un po' voi, secondo gusto. Io per esempio le preferisco soltanto con la crema di ricotta spalmata sopra perché mi piace sentire il sapore della sfincetta.
L'importante è comunque decorarle con la scorzetta di arancia candita, con la granella di pistacchio e se vi piace, per dare colore, anche della ciliegia candita!

Un consiglio: l'indomani sono ancora più buone perché i sapori si sono amalgamati ...


mercoledì 18 marzo 2015

Orecchiette con cozze, pomodorini e scorza di limone

Dopo un lungo inverno piovoso e freddo, che ancora purtroppo non accenna a smettere, ho proprio voglia di mare e per portare in tavola il suo sapore e il suo odore, unito alla freschezza degli agrumi e alla dolcezza dei pomodori ho ideato questo semplicissimo piatto di orecchiette, semplicissimo ma molto gradevole, dal sapore quasi "primaverile"... e si ormai manca davvero poco. 

Ingredienti per due: un chilo di cozze freschissime (da sgusciare), 100 grammi di pomodorini datterino, scorza di limone, due spicchi di aglio pepe, prezzemolo fresco tritato e olio extravergine q.b. (ho utilizzato il Dante gentilmente offerto per provarlo), un peperoncino e poi naturalmente le orecchiette pugliesi.
Procedimento: in una casseruola con uno spicchio di aglio, il peperoncino aperto e un filo di olio extravergine d'oliva fate aprire le cozze a fiamma dolce. Appena pronte sgusciarle e filtrare l'acqua che hanno rilasciato in cottura. In una padella scaldare un filo di olio e l'aglio, togliere quest'ultimo e fare saltare i pomodorini datterini tagliati a spicchi. Appena saranno un poco appassiti aggiungere le cozze e l'acqua di cottura messa da parte. Non tutta, quel tanto che basta per poi far finire di cuocere e mantecare la pasta (giusto un minuto). Cuocete la pasta in abbondante acqua unita con la restante acqua di cottura delle cozze. Ciò serve per dare più sapidità. Scolate quindi le orecchiette al dente, ultimate la cottura in padella con il condimento. Servite con una spolverata di prezzemolo tritato finemente, pepe e la scorzetta del limone grattugiato.

E che la primavera abbia inizio....

sabato 7 febbraio 2015

Pan d'arancio preparato con il frullatore (pan di spagna all'arancia)

Un giorno una mia collega, Silvana, venne tutta contenta e orgogliosa nella mia stanza sventolando il classico "pizzino" con gli ingredienti e il procedimento di una torta all'arancia: "frullatore - ricetta facilissima e velocissima" c'era scritto sopra. Devi provarla... e così ho fatto! E detto tra noi, ho fatto molto molto bene!

Ingredienti per una torta dia 24/26: 1 arancia media non trattata, 2 uova (originale 3), 270 grammi di farina (originale 300), 250 grammi di zucchero (originale 300), 100 grammi di burro (originale 1 bicchiere di olio di semi (Dante), mezzo bicchiere di latte (non previsto nella ricetta originale ma mi serviva per integrare l'umidità derivante dall'uovo mancante), 1 bustina di lievito. Ho apportato qualche leggera modifica.
Procedimento: preriscaldare il forno a 150 gradi. Sciacquare sotto il getto di acqua corrente l'arancia intera, asciugarla, tagliare solo le estremità. Tagliarla a pezzi con tutta la buccia e metterla nel frullatore insieme alle uova, lo zucchero, il burro (fuso), il latte. Frullare fino a ottenere una crema. Aggiungere il lievito e frullare ancora.

Porre il tutto in una ciotola e aggiungere la farina. Rigirare con un cucchiaio di legno con movimenti rotatori fino a incorporarla tutta. Operazione facilissima che non richiede quindi impastatrice o altro.

Porre l'impasto in una teglia, o siliconata tipo la mia oppure imburrata e infarinata, e infornare per circa 40 minuti (prova stecchino). Il profumo di arancia che si sprigiona in casa rimane per ore. Il retrogusto amaro di arancia (leggero non preoccupatevi) è la particolarità di questo dolce. Quindi vi suggerisco di non cambiare proprio nulla. Con questo pan d'arancia ci abbiamo fatto sia colazione con una buona tazza di latte e caffè e anche merenda con una tazza di te caldo. E con queste giornate fredde è l'ideale! Volete osare? Spalmate sopra la fetta una crema alle nocciole o ancora meglio al cioccolato fondente. Un matrimonio perfetto!

E siccome i miei bimbi hanno gradito parecchio ne ho preparato una da portare a scuola della mia piccola ... anche li so che i bimbi hanno gradito! Il decoro lo ha scelto Aurora: voleva una bella margherita da portare a compagnetti e maestre.



domenica 1 febbraio 2015

Pomodori verdi fritti, ma non alla fermata del treno!

I pomodori verdi fritti sono una ricetta divenuta famosa grazie al film "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno". Uno di quei film che hanno in se tutti gli elementi che ne fanno per me dei capolavori e che per questo amo vedere: tratto da un libro, americano, ambientato nell'America degli anni trenta, drammatico e con un cast straordinario. Gli ingredienti ci sono tutti, anzi no, mancano gli ingredienti di questo piatto davvero stuzzicante. La ricetta è quella originale del libro "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop"
Ingredienti: 3/4 pomodori verdi (non sono pomodori non maturi ma sono proprio una varietà di pomodoro che si mangia esclusivamente cotto), 190 grammi di farina auto lievitante, 60 grammi di farina di mais, un pizzico di sale, un pizzico di pepe, latte qb per formare una pastella morbida (circa 160/180ml), olio per friggere (ho utilizzato il Dante gentilmente offerto per provarlo). La ricetta originale del libro prevede il burro ma credo vengano troppo pesanti.

Procedimento: unire le farine con il sale e il pepe e aggiungere a poco a poco il latte tiepido fino a formare una pastella fluida e omogenea. Tagliare a fette spesse ma non troppo i pomodori. Togliere l'acqua interna asciugando le fette con uno strofinaccio pulito, passarli nella pastella eliminando quella in eccesso e friggerli in olio caldo da entrambi i lati finché non assumono un bel colore dorato. Servire caldi. Non salate ulteriormente, io ho dovuto farlo perché mi sono dimenticata di mettere il sale nella pastella ed erano sciapiti... Per il resto ve li consiglio assolutamente. Li ho serviti come contorno insieme ai miei carciofi fritti a spicchi.

venerdì 16 gennaio 2015

Spaghettoni con crema di zucca e gambero rosso di Mazara

Una vita che non scrivo nel mio blog, ormai da circa un mese. Non chiedetemi perché. A volte si ha poco tempo per scrivere, a volte semplicemente non se ne ha voglia. A volte mi rendo conto che se non ho una buona ricetta e belle foto preferisco non pubblicare nulla. Infatti sono davvero tantissimi ormai i blog di cucina e spesso mi accorgo che molti blogger pur di postare qualcosa e avere commenti e visite pubblicano davvero l'impossibile. Conoscete il blog "Orrori da mangiare"? Ecco, andate a vedere e vi rendete meglio conto di cosa parlo e a cosa mi riferisco. Detto questo, anche se le foto non sono il massimo per via della luce, questa mi sembra una buona ricetta per incominciare a scrivere....
 
Ingredienti per due piatti: 180 grammi di spaghettoni (pasta fresca è preferibile - non all'uovo però), uno spicchio di aglio, un quartino di cipolla, olio extravergine d'oliva (per me Dante), dieci gamberoni rossi (di Mazara del Vallo è meglio, sono il massimo),tre cucchiai di panna da cucina, 150 grammi di zucca rossa, mezzo bicchiere di vino bianco (io ho usato lo zibibbo). Prezzemolo tritato, sale e pepe qb.
Procedimento: sgusciare completamente otto gamberoni e tenerne due sgusciati ma lasciate la testa. In una padella fate riscaldare l'olio con l'aglio e il trito di cipolla, appena saranno dorati togliete l'aglio. Aggiungete i gamberoni sgusciati (8) e sfumate con il vino. Fate cuocere a fiamma moderata per un paio di minuti, giusto il tempo di cuocere il gambero. A parte cuocete in poca acqua la zucca rossa pulita e tagliata a dadini. Appena pronta scolarla dell'eccesso di acqua di cottura, frullarla (tenete da parte qualche dadino intero), unitela ai gamberi, unite anche la panna. In una piastra invece piastrate i gamberoni con la testa. Regolate di sale e pepe.

Scolate la pasta molto al dente, mantecatela con il condimento, servite con una spolverata di prezzemolo tritato e decorate il piatto con il gambero. Vi assicuro, questa è una pasta da chef!

Alla prossima...

sabato 15 novembre 2014

Polpette di ricotta e prosciutto affumicato

Questa è la ricetta giusta per ogni occasione, creata sulla falsariga delle già pubblicate polpette di ricotta e tonno. Calde o fredde, per grandi e piccini, nei buffet o come antipasto... fate un po' voi. Io vi passo la ricetta facilissima, voi credo mi ringrazierete.

Ingredienti per circa venti polpette: 100 grammi di robiola, 50 grammi di ricotta (oppure 150 grammi di ricotta asciutta), 150 grammi di prosciutto cotto tipo Praga, (a chi non piace l'aroma di affumicato allora prosciutto cotto normale) 50 grammi di pangrattato, 50 grammi di parmigiano grattugiato, 1 uovo, facoltativo due cucchiai di tajine. Olio per friggere (ho utilizzato il Dante gentilmente offerto per provarlo).

Procedimento: tritare il prosciutto cotto e unirlo a tutti gli ingredienti. Schiacciare il composto con una forchetta e amalgamare con un cucchiaio di legno. Formare con le mani delle polpette tonde e schiacciarle sul palmo della mani.

Friggere le polpettine in abbondante olio caldo e porle su carta assorbente. 

Il mio solito consiglio? Fatene tante.... non ve ne pentirete....


venerdì 10 ottobre 2014

Calamaro ripieno con crema di piselli e pistacchio

Avete mai provato a cucinare il calamaro ripieno? Molto tempo fa, vi diedi la mia ricetta tradizionale. Oggi invece vi do una ricetta alternativa ma molto invitante, soprattutto se amate come me il pistacchio. 

Ingredienti per quattro: quattro calamari medi, otto cucchiai circa di pan grattato tostato, una cipolla, olio extravergine d'oliva (Dante), due cucchiai abbondanti di crema di pistacchio, passoline e pinoli, sale e pepe q.b., mezzo bicchiere di vino bianco, 200 grammi di piselli primavera. Facoltativo: scorza di limone grattugiata e granella di pistacchio.
Procedimento: pulire internamente il calamaro e sciacquarlo sotto il getto d'acqua ed esternamente togliere la pelle. Tagliare i tentacoli a pezzetti.  In una ampia padella fate rosolare mezza cipolla tagliata finemente in olio extravergine d'oliva, unire i tentacoli e sfumare con un quarto di bicchiere di vino bianco. Appena cotti (circa cinque minuti a fiamma moderata), aggiungere le passoline, i pinoli, un cucchiaio di pesto di pistacchio e il pangrattato tostato a parte. Regolate di sale e pepe.

Con questo composto riempire il calamaro. Chiuderlo con uno stuzzicadenti per non far uscire il composto. In un tegame abbastanza capiente fare rosolare in olio extravergine d'oliva la rimanente cipolla sempre tagliata finemente. Adagiare i calamari e sfumare con il rimanente vino bianco. Rosolare da tutti i lati, aggiungere i pisellini e unire un paio di bicchieri di acqua. Fate cuocere il calamaro per venti minuti circa rigirandolo ogni tanto e comunque fino a quando uno spiedo buca facilmente la carne.

A fine cottura frullare i piselli con un cucchiaio di pesto di pistacchio e servite il calamaro tagliato a fettine con la crema ottenuta. Piccola licenza che mi sono concessa..... una leggera grattugiata di scorza di limone e di granella di pistacchio....


lunedì 8 settembre 2014

Pollo alle mandorle... con un pizzico di Sicilia!

Il pollo alle mandorle, insieme al pollo al limone, è uno dei piatti della cucina cinese più apprezzato e conosciuto in occidente. Forse perchè i sapori, miscelandosi tra loro in maniera "delicata", non eccessivamente orientali, incontrano davvero l'entusiasmo di tutti. Persino di mio figlio Davide che ne ha fatto scorpacciata gasato anche dalla novità di mangiarlo con le bacchette! La ricetta che mi ha convinto è tratta da qua, io ho modificato leggermente....inserendo un pizzico di Sicilia.... giusto un bicchierino....

Ingredienti: 400 grammi di bocconcini di pollo, 100 grammi di mandorle pelate, 1/2 cipolla, farina di riso q.b., olio extravergine d'oliva (Dante) , 50 ml di salsa di soia, mezzo bicchiere di vino zibibbo (in alternativa vino bianco o brandy), zenzero fresco.
Procedimento: tostare in una padella brevemente le mandorle e tenerle da parte. Passare nella farina di riso i bocconcini di pollo e tenere da parte. In un wok o comunque un'ampia padella scaldare l'olio e rosolare la cipolla tagliata finemente insieme a un pezzetto di zenzero grattugiato. Unire i bocconcini di pollo, sfumare con il vino zibibbo (questa è chiaramente una mia licenza) e farli saltare per una decina di minuti.

Appena sono ben rosolati aggiungere le mandorle e una miscela di salsa di soia con acqua (io ho dosato 50 ml di soia e 30 ml di acqua) e fare cuocere ancora altri cinque minuti finchè la salsa non sarà ben densa e cremosa. Non salare perchè la salsa di soia è già gustosa, poi regolatevi secondo vostro gusto!

Questo è il tipico piatto che con poco tempo e pochi ingredienti fa davvero una bellissima figura... e soprattutto è buonissimo!


lunedì 22 aprile 2013

Couscous al pistacchio con zuppa di pesce

Il pistacchio...lo metterei davvero da per tutto e questa volta credo di avere creato un abbinamento sublime: pistacchi, couscous e pesce. Di questa ricetta possiamo avere la versione fast (couscous precotto e preparato pronto di pesce) e la versione long (couscous incocciato e pesce fresco). Siccome vorrei dedicare un post a parte sull'incocciatura del couscous diciamo che facciamo metà e metà. In questa ricetta useremo il couscous precotto e la zuppa fresca

Ingredienti per 2: 160 grammi di couscous precotto, 180 di acqua calda, sale, due cucchiai di olio extravergine, un cucchiaio abbondante di crema di pistacchio. Per la zuppa: una ventina di cozze, 200 grammi di polpa di calamaro, una ventina di vongole,  una ventina di gamberetti (già sgusciati), polpa di tre pomodori medi maturi, prezzemolo, una spruzzata di vino bianco, due spicchi di aglio, due cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale q.b. e un pizzico di peperoncino.
Procedimento per il cous cous: tostare i grani del couscous in una padella ampia e antiaderente. Spegnete la fiamma appena avrà assunto un colore brunito. Aggiungete l'olio, amalgamate per bene e successivamente aggiungete l'acqua calda e poco salata. Coprite e ogni tanto, per i cinque minuti successivi, sgranate con una forchetta. Appena pronto aggiungete la crema di pistacchio e amalgamate bene il tutto. Lasciate riposare

Procedimento per la zuppa: pulite il calamaro e tagliatelo a dadini. In una pentola dai bordi alti unite le cozze e le vongole e fatele aprire a fiamma lenta e con un coperchio. Appena pronte sgusciatele, unitelo all'altro pesce. Filtrate l'acqua delle cozze e vongole e tenete da parte. In una ampia padella fate colorire nell'olio extravergine d'oliva l'aglio. Toglietelo e aggiungete il calamaro. Fate sfumare velocemente con il vino bianco. Aggiungere a questo punto la polpa di pomodoro grattugiata e l'acqua dei molluschi. Fate cuocere per circa 10 minuti. A fine cottura aggiungete le cozze, le vongole e i gamberetti. Regolate di peperoncino o pepe secondo gusto personale. Essendo una zuppa a fine cottura non deve risultare eccessivamente ristretta. Condite con questa salsa il couscous e decorate con prezzemolo fresco tritato.


domenica 11 novembre 2012

Orzo perlato alla contadina (vegetariano)

Semplice e genuina la ricetta che vi propongo oggi, ricetta imparata da mamma dopo il suo soggiorno a Sorano (toscana). Non è propriamente una zuppa ma non è neanche risotto essendo l'orzo perlato un chicco che rimane più calloso e separato del riso. Vi piacciono i sapori semplici? Non vi resta che provare.

Ingredienti per due: 200 grammi di orzo perlato, una carota media, una zucchina media, un porro, un pomodoro rosso a grappolo, un ciuffetto di spinaci (io utilizzo quelli congelati), olio extravergine d'oliva. A piacimento brodo vegetale oppure acqua.
Procedimento: in una pentolina di terracotta fare appassire il porro tritato finemente insieme a un cucchiaio di olio. Nel mentre pelare le carote e tagliarle a rondelle e fare lo stesso con le zucchine (lasciate la buccia esterna ma lavatele molto bene) e unirle al porro. Unire anche l'orzo (che possiamo sostituire con il farro) e gli spinaci, infine aggiungere la polpa grattugiata del pomodoro. Coprire con brodo vegetale (in alternativa acqua) e fare cuocere con il coperchio per circa venti minuti regolando se necessario i liquidi. E rigirando di tanto in tanto

A fine cottura regolate di sale e pepe e servite con un goccio di olio extravergine a crudo.


lunedì 8 ottobre 2012

Zucchine tonde con ripieno gustoso

Per questa ricetta gustosissima mi sono ispirata ad Agnese, una concorrente di Masterchef, che l'ha realizzata nelle fasi preliminari. Avete seguito questo programma nella prima edizione italiana? Io l'ho adorato. Con questa ricetta la simpaticissima e un poco imbranata Agnese è passata grazie alla sua semplicità. Infatti se non si è grandi chef o non si hanno grandi doti culinarie la semplicità in cucina vince....

Ingredienti: due zucchine tonde, un pomodoro perino maturo, 50 grammi di caciocavallo fresco, pepe, un pezzetto di cipolla, una sottiletta, olio extravergine d'oliva.
Procedimento: togliere il cappelletto alle zucchine e svuotarle con un cucchiaino tenendo da parte la polpa. Cuocerle a vapore a testa in giù per circa venti minuti. Nel mentre in una ampia padella fate appassire la cipolla tagliata finemente, unite la polpa della zucchina tagliata a pezzetti piccoli, pepate e fate cuocere a fiamma moderata fino a che non si appassirà per bene. A fiamma spenta unire una dadolata di pomodoro e il caciocavallo tagliato anch'esso a dadini. Regolate di pepe. Non aggiungete sale perchè il formaggio è gustoso.
Con questo composto riempire le zucchine e fatele cuocere per circa dieci minuti in forno caldo a 180°.
A forno spento aggiungete la sottiletta.
Semplici ma gustosissimi....la zucchina ripiena di zucchina....

venerdì 21 settembre 2012

'Mpanata di maiali (del commissario Montalbano)

La impanata di maiale è una ricetta siciliana resa famosa dallo straordinario personaggio del commissario Montalbano (in tivvù impersonato dal grande Luca Zingaretti), nato dalla penna dell'ancora più straordinario scrittore Andrea Camilleri. Esattamente a pagina 186 del romanzo "Le ali della sfinge" (edito da Sellerio nel 2006) leggiamo così:
Fate lessare un cavolfiore in acqua salata, tiratelo fora al dente e tagliatelo a tocchi. Fatelo 'nsaporire dintra un tegame indove aviti soffritto 'na cipuddruzza tagliata a fettine. A parte, friggiti un bel pezzo di sasizza frisca e appena che addiventa dorata, tagliatela a dischetti massimo di un centilimetro, livannogli la pellicina. Mittiti 'nzemmula cavolfiore e sasizza nell'oglio di frittura, aggiungendo qualichi patata tagliata a dischi trasparenti, aulive nìvure spezzettate, sali e spezie. Ammiscate bene questa composta. Con tanticchia di pasta di pani lievitata fate 'na sfoglia a disco e assistematela in una tortiera a bordo alto, inchitela con la composta, ricoprite con un altro disco di pasta di pani incollando bene i bordi. Ungete le parti superiori con sugna e mettiti la tortiera nel furno caldissimo. Tirate fora appena si dora (ma ci vorrà 'na mezzorata).
Folgorazione a prima lettura è il caso di dire. E se Fazio si era liccato le dita dopo avere assaggiato questa focaccia magari io volevo liccarmele....
Ingredienti per una tortiera diametro 26: 500 grammi di broccolo palermitano, mezza cipolla dorata, 400 grammi di salsiccia, 100 grammi di olive nere denocciolate, una patata media, olio extravergine d'oliva, un cucchiaio di sugna, sale e pepe, 650 grammi di pane in pasta. Io l'ho comprato pronto al panificio ma se avete tempo fatelo così: 500 grammi di farina, 25 grammi di lievito (o una bustina di lievito secco) 300 ml di acqua tiepida, 2 cucchiaini di zucchero, 3 cucchiai di olio e 10 grammi di sale. Impastate il tutto e fate lievitare fino al raddoppio.
Procedimento: pulite il broccolo, tagliatelo a pezzetti e sbollentatelo in acqua salata. Io lo sbollento in microonde per 45 minuti alla massima potenza. Fatelo scolare e tenetelo da parte. In una padella capiente soffriggete in olio extravergine d'oliva la cipolla tagliata a fettine sottili e lunghe e appena dorata aggiungere il broccolo e fate insaporire per qualche minuto. Togliete e tenete da parte. Nella stessa padella capiente soffriggere la polpa della salsiccia con un filo di olio e appena pronta, a fiamma spenta, aggiungere il broccolo, le olive nere denocciolate, la patata tagliata a fettine sottilissime, sale e pepe. Stendete un disco di pasta come base tenendo i bordi abbastanza alti. Io ho usato una teglia al silicone altrimenti foderate la vostra teglia con carta forno.
Coprite con l'altro disco di pasta, bucherellate la superficie e pennellate con sugna sciolta. 
Infornate a 180 gradi (forno già caldo naturalmente) per circa mezz'ora e comunque fino a doratura. Appena sfornate la parte superiore vi sembrerà eccessivamente dura..niente paura si ammorbidisce appena tiepida.
Volete sapere una cosa? Questa focaccia "me la gustai all'aria aperta, una bellissima e tiepida giornata di settembre sotto un bellissimo ficus....e le dita mi liccai...ragione aveva l'ispettore Fazio...

Lunga vita a Montalbano...lunga vita...lo adoro....
Con Questa ricetta partecipo al contest di Gioia "la Sicilia in tavola"