- Anelletti al forno
- Bucatini con i broccoli arriminati
- Busiati alla trapanese
- Casarecce con pesto siciliano
- Margherita con sugo di anciova e mollica atturrata
- Pasta con i tenerumi
- Pasta con le sarde e finocchietto
- Pasticcio di lasagne al Pesto Ballarò
- Spaghetti alla carrettiera
- Spaghetti con i ricci di mare
- Spaghetti con macco di fave e ricotta fresca
- Spaghetti al nero di seppie
- Spaghetti alla tarantina (con le cozze)
lunedì 8 settembre 2008
Primi (ricette siciliane)
Antipasti e sfizioserie
- Cipolline borretane in agrodolce con salame di cinghiale
- Cornetti di salmone e robiola
- Crema di pomodori secchi
- Crocchette di baccalà
- Crostini dolcestate con speck e salmone
- Crumble di salmone e zucchine verdi
- Crumble di taleggio e cavoletti di Bruxelles
- Frittelle arabe
- Fichi con prosciutto crudo
- Finger food di Simone Rugiati e insalatina capricciosa
- Girelle di salmone e spada
- Grissini alle nocciole
- Gugelhopf di piselli e zucchine
- Involtini primavera semplici
- Involtini di parmigiana (finger food)
- Melanzane ripiene calabresi
- Pakoras indiane
- Piadina sfiziosa con crudo e stracchino
- Pomodori ripieni con tonno
- Samosa indiano
domenica 7 settembre 2008
Quella notte indimenticabile...
Il giorno prima che nascessi ho passato tutto il pomeriggio a guardare la televisione con papà e, come ormai mi capitava da qualche giorno, avvertivo dei dolori al ventre. Quasi ormai non ci facevo più caso. Alle venti ci siamo recati in ospedale per il controllo programmato e dopo la visita, con mia grandissima sorpresa, la dottoressa mi ha detto che stavo entrando in travaglio...non mi ero accorta di nulla! Ci manda comunque a casa dicendoci di tornare verso le ventitré per un altro controllo. La tua nascita non era imminente ma una cosa era ormai sicura: saresti nato l'indomani. Già...il 26 ottobre...finalmente dopo nove mesi ti avrei conosciuto e fugato tutte le mie curiosità su di te. Con un poco di agitazione siamo andati a cena da nonna Maria Vittoria che ci ha poi accompagnato all'ulteriore controllo...questa volta per sicurezza portiamo con noi la valigia!! Anche dopo questo controllo la dottoressa ci rimanda a casa: "sei una primipara, non se ne parla prima di domani mattina" dice. Mi consiglia di andare quindi a dormire...e così faccio, un poco frastornata e per niente consapevole di quello che mi sarebbe successo il giorno dopo. Alle tre e cinque minuti di notte invece mi sveglio con due colpi fortissimi al basso ventre e iniziano le tanto temute doglie. Capisco subito che è ora di ritornare in ospedale e senza perdere tempo. Sveglio papà che, con finta lucidità, mi aiuta a vestirmi, telefoniamo alla nonna e riprendiamo i bagagli. Le contrazioni si susseguono veloci, in ascensore, prima di salire in macchina e durante il tragitto. Non credo dimenticherò facilmente il viso preoccupato della nonna che ci aspettava nella notte all'angolo della strada avvolta nel suo cappotto color cammello. Tutto scorre poi nella mia mente con velocità: papà che corre per strada (meno male che di notte non c'è nessuno), l'arrivo in ospedale, l'ulteriore controllo con un medico per nulla simpatico e alquanto infastidito per averlo svegliato nel cuore della notte, il trasporto in barella in sala travaglio e l'immersione nella vasca per partorire. Si, proprio nella vasca. Con papà avevamo deciso che saresti nato in acqua. L'acqua è simbolo della vita e la vita nasce dall'amore. L'acqua quindi è il simbolo dell'amore, quell'amore che come l'acqua abbraccia senza stringere. La stanza è molto accogliente, con luci soffuse e l'acqua è molto calda. Questo mi aiuta a rilassarmi un poco. Papà assiste impotente ai miei strilli, perché i dolori quando arrivano sono davvero forti! Ma tu non hai proprio voglia di aspettare ancora: in circa un quarto d'ora e con quattro spinte vieni al mondo. Erano le quattro e cinquantacinque del 26 ottobre 2007. Ti poggiano immediatamente sopra il mio petto e io, per niente più dolorante, ti avvicino e stringo forte. Un poco strilli, un poco ci guardi: sei bellissimo e io e papà emozionatissimi. In quel momento non riuscivo a pensare a niente: era tutto finito e per noi stava iniziando una nuova vita. Avevamo cercato in questi nove mesi di immaginare come fossi e finalmente potevamo osservarti, toccare la tua pelle e accarezzarla. Dopo qualche minuto fanno tagliare a papà il cordone ombelicale che ci ha unito per tutto questo tempo. Adesso non sei solo più mio ma del mondo. Ti portano al controllo e a me, dopo una doccia bollente, in camera. Li mi aspetta la nonna e dopo qualche minuto portano anche te avvolto nella tua bella copertina di lana color panna. Sei sveglio e con i tuoi occhioni cerchi di guardarti intorno. Chiedo alla nonna di prenderti dalla culla. Ti voglio stringere ancora e osservare bene: hai i capelli biondissimi e somigli tanto a me quando sono nata. Ma la fronte e gli occhi no...quelli sono di papà che poco dopo entra in camera. Adesso tocca a lui tenerti un poco tutto per se.
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